spid

Varianti: SPID, spid

Ambito d'uso: burocrazia, media

Ambito d'origine: burocrazia, politica

Categoria grammaticale:

sost. m. e agg. inv.

Definizione

Sistema pubblico di identità digitale e per estensione identità digitale, ossia interfaccia informatica associata a ciascun cittadino che gli permette di effettuare in rete [o telematicamente] tutte le operazioni con la Pubblica Amministrazione e le istituzioni collaterali.  

Etimologia

Acronimo di Sistema pubblico (di) identità digitale.

Prima attestazione

2013
“Con l’istituzione del sistema SPID di cui al comma 2-bis, le pubbliche amministrazioni possono consentire l’accesso in rete ai propri servizi solo mediante gli strumenti di cui al comma 1, ovvero mediante servizi offerti dal medesimo SPID” [...]. 2-ter. Il sistema SPID è costituito come insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale, [...], gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete nei riguardi dei cittadini e imprese per conto delle pubbliche amministrazioni [...]. (Legge 9 agosto 2013, n. 69, Supplemento Ordinario n.63/L alla “Gazzetta Ufficiale” n. 194, 20/8/2013, p. 19)

Periodo di affermazione:

2014-2015

Presenza sui dizionari

Devoto-Oli 2022; Zingarelli 2022

Repertori

Diffusione al: 16 aprile 2022

Google: 8.980.000 risultati
"Corriere della Sera": 415 r. (p.a. 2014)
"la Repubblica": 920 r. (p.a. 2014)
"La Stampa": 405 r. 

Note

Spid (scritto anche SPID e, più recentemente, anche spid) è l’acronimo di Sistema Pubblico (di) Identità digitale e viene usato per la prima volta in ambito normativo nelle integrazioni al Decreto-Legge n. 69 del 21 giugno 2013, confluite poi nella Legge n. 69 del 9 agosto 2013. All’interno di questo testo, l’acronimo SPID non viene spiegato in tutte le sue caratteristiche ma soltanto sciolto in Sistema Pubblico di Identità digitale. Nel Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2014 (“Gazzetta Ufficiale” n. 285, 9/12/2014, p. 2), in seguito al Regolamento [n. 910] in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari varato dall’Unione Europea, viene definito in tutte le sue articolazioni il Sistema Pubblico di Identità digitale e, stando proprio al testo normativo, SPID designa non solo il ‘sistema’ (che regola e gestisce le identità digitali), ma anche e soprattutto l’‘identità digitale’ stessa, tant’è che il termine, usato con valore aggettivale, viene spesso apposto al composto: identità digitale SPID. All’interno del Decreto, la parola SPID, oltre ad essere usata, come abbiamo visto, con valore aggettivale, viene spesso inserita come sostantivo maschile: lo SPID, nello/dello SPID. A partire dal 2014-2015, Spid comincia a contare un numero crescente di occorrenze fino a raggiungere il raddoppiamento annuale delle attestazioni a partire dal 2020 (2019: 64.200 occorrenze nelle pagine in italiano di Google rispetto alle 55.800 del 2018; nel 2020: 112.000 occorrenze; nel 2021: 202.000). Sempre a partire dal 2014, Spid compare sugli articoli di giornali o in testi dal carattere didascalico che descrivono, in maniera semplificata all’interno di siti che trattano di informatica e burocrazia, le procedure per ottenere un’identità digitale sicura. Come avveniva nel Decreto del 2014, anche in questo tipo di testi Spid finisce per assumere il significato ‘identità digitale’ anziché quello di ‘sistema’; come nel Decreto, viene spesso usato in maniera aggettivale mentre a differenza del testo normativo spesso viene impiegato senza articolo e in alcuni casi compare addirittura al femminile. Quest’uso si spiega appunto col fatto che Spid ha assunto il significato di ‘identità’, che è nome femminile, mentre sempre meno frequentemente si fa riferimento all’accezione di ‘sistema’. Il genere femminile è frequente in molti articoli del quotidiano “la Repubblica”, meno presente in quelli del “Corriere della Sera” e ricorre spesso sui testi del web. 

Ultimamente, a partire dall’estate del 2021, è stata coniata la locuzione Spid democracy in riferimento all’emendamento Magi, noto come decreto Semplificazioni, che prevede la possibilità di sottoscrivere per via digitale le proposte di referendum.

Bisogna ricordare che, prima di abbreviare il Sistema Pubblico di Identità digitale, SPID era (e continua ad essere) acronimo di Scuola Professionale Italiana di Danza, di Scuola Professionale Italiana di Drammaterapia oppure può indicare una tipologia di spazzole atte alla pulizia delle superfici fino ad assumere significati specifici in ambito farmacologico. Anche nell’ambito delle sigle e acronimi, del resto, non mancano casi di omonimia.

Esempi d'uso

  • Ai fini del presente decreto si intende per [...] g) codice identificativo: il particolare attributo assegnato dal gestore dell’identità digitale che consente di individuare univocamente un’identità digitale nell’ambito dello SPID; [...] u) SPID: il Sistema pubblico dell’identità digitale, istituito ai sensi dell’art. 64 del CAD, modificato dall’art.17-ter del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98; v) utente: persona fisica o giuridica, titolare di un’identità digitale SPID, che utilizza i servizi erogati in rete da un fornitore, previa identificazione informatica. (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2014, “Gazzetta Ufficiale” n. 285, 9/12/2014, p. 2)
  • E infatti, in fin dei conti, quando Ragosa lascerà, lascerà in eredità il contributo a tre iniziative centrali dell’agenzia digitale italiana: l’anagrafe elettronica nazionale, la Spid, cioè l’identità elettronica, e la fatturazione digitale. (Arturo Di Corinto, Agenda digitale, nessun commissario ma presto un nuovo direttore, repubblica.it, sez. Italian Tech, 4/6/2014)
  • "Per esempio lo possiamo fare recuperando, nei progetti dell’Agenda digitale, quanto già fatto a livello locale. Si veda il caso di Spid, l’identità digitale che debutterà quest’anno per l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione [...]". (Alessandro Longo, Identità digitale del cittadino, pronte le regole per lo Spid. Tanti servizi con un Pin unico, repubblica.it, 28/7/2015)
  • A partire dalla prossima settimana per essere titolari Spid basterà farne richiesta agli operatori già accreditati con l’Agenzia per l’Italia Digitale. [...] Le credenziali Spid verranno rilasciate tramite posta, email o sms. (Andrea Ducci, Da martedì password unica per i servizi pubblici, “Corriere della Sera”, 9/3/2016, p. 34)
  • Si veda il caso di Spid, l’identità digitale che debutterà quest’anno per l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione. Valorizzeremo il lavoro fatto già dalle Regioni sull’identificazione dei cittadini, mentre finora in Spid non hanno avuto questo ruolo. Pensiamo quindi che le identità certificate delle Regioni, se rispettano le regole di Spid, possono essere acquisite all’interno del progetto. (Alessandro Longo, Agenda digitale, parla Samaritani: così curerò i “mali analogici” dell’Italia, repubblica.it, sez. Italian Tech, 30/5/2015)
  • Sul fronte innovazione legato alla pubblica amministrazione, l’ultimo arrivato è la Spid, l’identificazione digitale per accedere ai servizi online. Per ottenerla bisogna rivolgersi a uno degli otto «Identity Provider» web con email, numero di cellulare, documento valido e tessera sanitaria. [...] Dei quasi 770mila utenti del sito comunale, 43mila scelgono appunto la Spid. (Pier Paolo Lio, Identità elettronica. La tessera a 1 su 4, “Corriere della Sera”,17/2/2019, p. 7)
Miriam Di Carlo

Approfondimenti e link

16 maggio 2022