Italiano e inglese nei corsi universitari: la lettera aperta del Presidente dell'Accademia al Rettore dell’Alma Mater Studiorum e alla Ministra dell’Università

Nelle scorse ore, sono giunte all'Accademia della Crusca moltissime lettere inviate dai sottoscrittori di un appello indirizzato dal sito Italofonia.info all'Alma Mater Studiorum - Università degli Studi di Bologna. L'appello era rivolto contro la decisione dell'Università di abolire il corso in lingua italiana di Economia del turismo, tenuto presso la sede di Rimini, per mantenerlo esclusivamente in lingua inglese

Da anni l'Accademia della Crusca si batte per la tutela della presenza dell'italiano nelle Università. In questa occasione, il presidente Paolo D'Achille, sostenuto dal Consiglio direttivo, ha risposto agli appelli con una lettera aperta al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Alma Mater di Bologna, il professor Giovanni Molari, e alla Ministra dell’Università e della Ricerca Scientifica, la professoressa Anna Maria Bernini. Ne alleghiamo il testo:


Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Alma Mater di Bologna
Chiar.mo Prof. Giovanni Molari

Alla Ministra dell’Università e della Ricerca Scientifica
Chiar.ma Prof.ssa Anna Maria Bernini

Firenze, 23 febbraio 2024

 

Magnifico Rettore, Illustre Signora Ministra,

nei giorni scorsi alla nostra Accademia è pervenuta, da parte di Italofonia.info, la segnalazione del fatto che presso l’Università di Bologna, sede di Rimini, il Corso di Laurea in Economia del Turismo, a partire dall’A.A. 2024/2025, cesserà mentre rimarrà in essere quello denominato Economics of Tourism and Cities, i cui insegnamenti si svolgeranno interamente in lingua inglese. A tale segnalazione ha fatto seguito una lunga serie di mail con richieste di intervento dell’Accademia, pervenute anche da operatori turistici.

Nella mia veste di Presidente dell’Accademia (ma anche di docente universitario) so perfettamente che la Crusca (che oltretutto dipende dal Ministero della Cultura) non ha alcun diritto o titolo per interferire sulle decisioni relative alla didattica che ogni Ateneo è libero di prendere in piena autonomia, previa l’approvazione da parte del Ministero. Nella sua veste di istituto statale che ha tra i propri compiti istituzionali quello di promuovere e tutelare lo studio della lingua italiana, l’Accademia, attraverso il suo Consiglio direttivo, riunitosi in seduta ordinaria il 22 febbraio 2024, ritiene doveroso segnalare quanto segue: 

  1. Il corso in inglese è un corso triennale e tra gli obiettivi di tutti i corsi di laurea triennale, di qualunque classe, figura, per legge, quello che chi consegue il titolo abbia un pieno possesso dell’italiano; come può essere assicurato questo obiettivo da un corso “la cui didattica si svolgerà interamente in lingua inglese”, come è specificato sul sito dell’Alma Mater?
  2. Esiste una esplicita sentenza della Corte costituzionale che, pur ammettendo e anzi promuovendo la didattica in inglese, richiede espressamente che la lingua italiana non venga estromessa del tutto da ogni corso di studi, tanto che anche il Politecnico di Milano, che prevedeva corsi (peraltro magistrali e non triennali) interamente in inglese, ha tenuto almeno parzialmente conto di tale sentenza inserendo qualche insegnamento (pur se secondario e/o opzionale) in italiano. Come è possibile che tale sentenza venga ignorata?
  3. Il titolo del corso, Economia del turismo nella dismessa intitolazione italiana, Economics of Tourism and Cities in quella inglese, parla di turismo ed è verosimile pensare che ci si riferisca a quello che ha per oggetto l’Italia, le sue città, il suo incomparabile patrimonio di beni naturali, artistici, archeologici, storici e culturali. Possibile che in questo quadro la lingua italiana sia tagliata del tutto fuori? Ma i nomi delle città, degli artisti, delle opere, dei Musei, non sono ancora in italiano?
  4. La progressiva eliminazione dell’italiano dall’insegnamento universitario (come pure dalla ricerca) in vista di un futuro monolinguismo inglese costituisce, come ha osservato anche la European Federation of National Institutions for Language (EFNIL), un grave rischio per la sopravvivenza dell’italiano come lingua di cultura, anzitutto, ma anche come lingua tout court, una volta privata di settori fondamentali come i linguaggi tecnici e settoriali.

Molti cordiali saluti,

Paolo D’Achille

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