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C. Marazzini
Andrea de Rosa
Il presidente della Repubblica nella Sala delle Pale

Il Tema

Il Presidente del Consiglio dei Ministri visita l'Accademia della Crusca: il discorso del Presidente Marazzini


Ottobre 2018

Claudio Marazzini

 

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,

Autorità,

Signori Accademici,

Ospiti tutti di questa importante giornata,

è per noi un grande onore ricevere oggi il professor Giuseppe Conte, il primo presidente del Consiglio in visita ufficiale nell’Accademia della Crusca. Abbiamo avuto qui Presidenti della Repubblica e autorità italiane e straniere, anche famiglie regnanti, ma la visita di chi guida l’esecutivo in carica nel nostro Paese è cosa nuova, ed è cosa nuova che non ci abbia promesso un discorso di saluto, un intervento di circostanza, ma una vera lezione accademica, come chi fino a poco tempo fa era nostro collega, in quanto professore universitario in questa stessa città in cui l’Accademia ha sede dalla sua nascita, nel 1583. Quando incontrai per la prima volta il prof. Conte, a Roma, nei giardini del Quirinale, a poche ore dal suo giuramento, il 1° di giugno, la nostra conversazione cadde subito sulla sua collaborazione al corso “Professioni legali e scrittura del diritto”, giunto ora alla sesta edizione, organizzato dall’Università di Firenze, dall’ITTIG e, appunto, dall’Accademia della Crusca. Il prof. Conte è stato nostro docente in quattro di questi corsi, e ha svolto lezioni sulla stesura e scrittura di un contratto. Dunque ha collaborato con l’Accademia della Crusca anche prima che io ne diventassi presidente. Il suo rapporto con la nostra istituzione si è inserito nell’attività di quella che potrei definire l’anima giuridica della Crusca, che vediamo rappresentata da Piero Fiorelli, dal presidente Paolo Grossi, da Federigo Bambi, tutti nostri accademici, e dal prof. Caretti, che non è accademico, ma che qui è di casa: tra queste nostre mura si incontrano non solo linguisti e filologi, come mostrano i nomi che ho citato. Anche oggi il Presidente Conte parlerà di “lingua del diritto”, un binomio che in più occasioni è stato al centro dei nostri convegni e delle nostre pubblicazioni.

      

[Claudio Marazzini tra Francesco Sabatini e Nicoletta Maraschio, presidenti onorari dell'Accademia della Crusca]

Mi sia permesso tuttavia richiamare qui, accanto ai temi della lingua del diritto, alcune delle attività che ci caratterizzano, a cui accennerò come a una breve presentazione, soprattutto per chi ci conosce di meno, e ci visita per la prima volta. Non mi riferisco in questo caso alle attività istituzionali previste dallo statuto, quelle rivolte agli accademici, come le quattro riunioni annuali che secondo un uso antico chiamiamo “tornate accademiche” (quest’anno le “tornate” saranno addirittura cinque); tralascerò anche i nostri progetti strategici, tra i quali il vocabolario dantesco in vista delle celebrazioni del 2021, anche se mi permetterò di lamentare l’esclusione della Crusca dal Comitato istituito per tali celebrazioni. Non parlerò dell’attività che potremmo definire ordinaria, ovviamente fondamentale, che consiste nelle nostre pubblicazioni, sia libri sia riviste, tra cui tre testate classificate nella categoria A dall’Anvur, oltre a una rivista elettronica di recente fondazione; non mi riferirò all’Archivio e alla Biblioteca, aperta a tutti gli studiosi, non solo agli Accademici, e frequentata dai redattori del Tesoro della lingua italiana delle Origini, che dipendono dal CNR, e che lavorano in questo stesso grande palazzo; non mi riferirò alle collaborazioni con tante università toscane ed extratoscane, né ad attività paragonabili a festival della cultura, come la Piazza delle lingue che organizziamo ogni anno.

Vorrei invece soffermarmi, nel presentare oggi la nostra istituzione, sui servizi che mettiamo a disposizione dei cittadini italiani, delle istituzioni italiane, degli ordini professionali. Per questi ultimi, ci siamo dati da fare organizzando vari corsi, riconosciuti ai fini dell’aggiornamento obbligatorio, in particolare per i giornalisti, ma anche per i commercialisti. Per molti appartenenti a questi ordini professionali la Crusca è diventata un luogo di non rara frequentazione, e i temi della lingua giuridica liberata dall’eccesso di burocratismi sono diventati familiari. I giornalisti hanno discusso di comunicazione condotta con chiarezza e correttezza, ma soprattutto ci siamo posti al servizio della gente comune, attraverso la nostra Consulenza linguistica, completamente gratuita, fornita da un apposito centro ora diretto dall’Accademico Paolo D’Achille. Molte  risposte sono state fornite attraverso la carta stampata, nella rivista “La Crusca per voi”, fondata da Giovanni Nencioni nel 1990. La maggior parte del dialogo con i lettori, però, oggi si svolge attraverso la Rete e anche attraverso i Social, cioè attraverso i canali informatici diretti dal prof. Marco Biffi. Nel 2017 sono giunti 6.954 quesiti all’Accademia, nel 2018 4.500, mentre le pagine Web del nostro sito sono state visitate da 5 milioni di utenti con 12 milioni e mezzo di visualizzazioni di pagine, quasi altrettante sono state nel 2018, la nostre pagine Facebook raccolgono 350.000 sostenitori, il nostro Twitter ha collezionato ad oggi 76.000 iscritti, il nostro canale YouTube ha avuto nel 2017 ben 200.000 visualizzazioni. Sono risultati di tutto rispetto per un’accademia nata nel XVI secolo e tutt’ora vivacissima, impegnata nella divulgazione culturale a tutti i livelli, oltre che nella ricerca specialistica di tipo filologico e lessicografico.

Ma qui, alla presenza di un rappresentate altissimo dello Stato, di fronte a tanti uomini e donne che operano nello Stato, vorrei soprattutto ricordare il nostro impegno a fianco delle istituzioni della Repubblica, anche perché in questo modo abbiamo agio di avvicinarci al discorso sul linguaggio giuridico, cioè ai temi che sono più vicini alla professionalità del prof. Conte.

          

[Giuseppe Conte con il sindaco di Firenze Dario Nardella]

Da anni intratteniamo un rapporto privilegiato con la Scuola Superiore della Magistratura, che ha sede a Scandicci, non lontano da qui. Da tempo i giovani MOT, Magistrati ordinari in Tirocinio, in questa stessa sala, completano la loro formazione incontrando linguisti dell’Accademia che, insieme a giuristi illustri, discutono con loro della chiarezza delle sentenze, della lingua del processo telematico, della necessità di sintesi e brevità. I temi della chiarezza nella comunicazione istituzionale e del linguaggio di genere sono stati spesso affrontati in appositi seminari organizzati con la Regione Toscana, con i comuni, non solo a Firenze. Non ci siamo limitati ad operare in un orizzonte regionale. Voglio citare ad esempio l’accordo che ho firmato io stesso il 2 di agosto con il ministro dei trasporti Toninelli, dopo il primo contatto con il capogabinetto prof. Scaccia, per una revisione della comunicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, a cominciare dal Sito. Il tema dei trasporti mi fa tornare in mente un lavoro analogo portato a termine nell’estate del 2017, cioè la revisione generale di tutti i comunicati delle Ferrovie rivolti al pubblico dei viaggiatori: questa revisione non è stata ancora sufficientemente pubblicizzata, e non tutti i nostri suggerimenti sono stati accolti, perché, come giusto, si è trattato, in questo come in altri casi, di uno scambio dialettico tra i custodi della lingua e gli operatori del settore. Tuttavia permettete che io vanti almeno l’eliminazione, che si deve a noi, del termine “controlleria” dagli annunci che si ascoltano in treno. La “controlleria” è un termine tecnico che ha una sua legittima tradizione nell’ambiente dei ferrovieri, e tuttavia, senza demonizzare questo tecnicismo di uso ristretto, si vede bene quanto sia più semplice e usuale il nuovo comunicato diffuso dagli altoparlanti dei treni, che annuncia l’avvio del “controllo dei biglietti”. Così come le ferrovie hanno rinunciato alla controlleria, ci farà piacere proporre la sostituzione dei “gate” delle grandi stazioni, Milano, Roma, con un termine italiano quale è “varchi”. I “varchi” al posto dei “gate” richiamano l’attività del gruppo Incipit, che fa capo alla Crusca, pur se non è composto solo da Cruscanti, visto che comprende anche cittadini svizzeri, tra cui uno dei responsabili dell’Ufficio federale della traduzione di Berna, e la nota pubblicitaria Annamaria Testa. Incipit, nei suoi non numerosi ma sempre pertinenti interventi, ha suggerito alternative a termini forestieri non chiari, anzi spesso oscuri, nel momento in cui venivano introdotti nelle leggi e normative italiane: citerò parole come hot spot per i centri di identificazione, la voluntary disclosure per la “collaborazione volontaria” nel rientro dei capitali dall’estero, lo smart work per il “lavoro agile”, il bail in per il “salvataggio interno” delle banche, la stepchild adoption per “l’adozione del figlio del partner” (che evita di usare stepchild, cioè l’esatto equivalente inglese di “figliastro”, parola abolita dalla legislazione italiana), il whistleblower o “allertatore civico”, l’home restaurant che corrisponde perfettamente al “ristorante domestico”, il caregiver o “familiare assistente”. Non tutte le proposte da noi avanzate hanno avuto successo. Alcune sono state accolte con più fortuna, come “collaborazione volontaria” dall’Agenzia delle entrate. In altri casi sono nate vere e proprie polemiche sull’eccesso di anglismi, che hanno coinvolto anche il Miur, per esempio sull'abbondanza di termini aziendali nell’università, o sulla incredibile grandinata di forestierismi oscuri presenti nel Sillabo per l’imprenditorialità diretto alla scuola di secondo grado, diffuso nell’ultimo periodo del ministero retto da Valeria Fedeli, proprio dopo che la Crusca aveva suscitato un’altra polemica contestando l’obbligo del solo inglese nelle domande PRIN del 2017, cioè nelle domande relative ai progetti di interesse nazionale, un’innovazione che rovesciava la scelta degli anni precedenti, poiché nel PRIN 2015 la scelta della lingua, italiano o inglese, era stata libera, e nel PRIN 2012 le due lingue erano state affiancate in maniera paritaria. Del resto al tema dell’inglese nell’università eravamo particolarmente sensibili, forse anche troppo, era per noi quasi un nervo scoperto, dopo la lunga battaglia giudiziaria che dal 2012 è stata intentata dai professori del Politecnico di Milano e dal loro avvocato Agostina Cabiddu, perché non volevano accettare l’imposizione di una scelta linguistica che escludeva totalmente l’italiano dai corsi magistrali e dai dottorati. La Crusca ha seguito via via questa vicenda, che si è conclusa nel gennaio del 2018 con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, dopo un illuminante passaggio attraverso la Corte Costituzionale. Eppure un percorso giudiziario che ha visto perdenti in tutte le sedi e a tutti i livelli i fautori dell'eliminazione dell’italiano ha lasciato ancora dietro di sé una scia di polemiche e di comportamenti impropri di molti Atenei, tanto che sarebbe auspicabile, e noi ribadiamo questa necessità di fronte al Presidente del Consiglio della Repubblica, sarebbe auspicabile che il Ministero competente indicasse ora con chiarezza i limiti che non si  possono superare, quei limiti che è facile ricavare dalla limpida sentenza della Suprema Corte.

            

[Il pubblico in sala in occasione della visita]

È vero: in diverse occasioni abbiamo avuto modo nostro malgrado di avviare polemiche con il ministero della Pubblica Istruzione. Ciò non toglie che in altre occasioni ci siamo trovati a collaborare strettamente con il medesimo ministero, ad esempio per l'organizzazione delle Olimpiadi di italiano; le ultime Olimpiadi si sono svolte a Firenze e nella prima giornata sono state ospitate appunto dall'Accademia della Crusca, in questa stessa sala; e siamo stati presenti alle Olimpiadi precedenti anche quando non erano a Firenze, ma si svolgevano a Roma o a Torino. Le Olimpiadi di italiano sono state, sono e (credo) saranno una bellissima occasione per rendere più attivo e vivace il rapporto tra i giovani italiani e la loro lingua, purché questa linea di intervento, che insiste sulla centralità dell’educazione linguistica non venga contraddetta da una politica ondulatoria dello stesso ministero, sottraendo spazio e funzioni all’italiano, affidando all’inglese spazi via via crescenti, e spesso poco produttivi, come nelle forme che ha assunto in molti casi il CLIL, fino alle incredibili colonizzazioni della scuola italiana da parte dell’operazione di marketing dei Licei Cambridge, che non posso descrivere nei particolari, ma per la quale rinvio alle pagine di un mio recente libro dedicato alla lingua italiana.

Devo dire che in questi anni un forte interesse per la lingua italiana e per le sue potenzialità è stato evidente da parte del Ministero degli esteri, che con tenacia ha riproposto gli Stati generali della lingua italiana e la Settimana della lingua italiana, ideata nel 2001 da Francesco Sabatini, ora presidente onorario della nostra Accademia. La Settimana ci vede non solo partecipare alla progettazione, ma sempre si traduce in un libro dedicato al tema dell’anno, e dal 2014 si tratta di un libro elettronico, di un e-book, distribuito attraverso le grandi piattaforme internazionali come Amazon, anche in formato Kindle e Kobo, ma scaricabile gratis durante la Settimana. Quest’anno il tema della settimana, e quindi del nuovo libro ormai pronto per l’uscita, è l’italiano del Web, e la Crusca sarà presente a Villa Madama nella giornata inaugurale, il 22 ottobre a Roma, che si annuncia di particolare impegno e solennità, e sarà seguita da un incontro con il Capo dello Stato, con il Presidente Mattarella, che è anche nostro Accademico onorario.

La Crusca è dunque in prima fila, a disposizione delle istituzioni e del Governo, ogni qual volta si profili la possibilità di un intervento vantaggioso per il sostegno, lo sviluppo e la crescita della lingua italiana di oggi, nella nostra società. E allo stesso tempo la Crusca è pronta a difendere l’italiano contro chiunque, nei casi in cui qualcuno fosse tentato di emarginare la nostra lingua, di diminuirne il prestigio, di sottrarle spazi che le spettano. Incidenti del genere, come ho accennato, non sono mancati. La sua presenza qui, signor Presidente del Consiglio, ci fa sperare nel sostegno pieno del suo governo, nel quadro di una politica linguistica nazionale che spesso è stata carente e contraddittoria, come abbiamo verificato anche il 28 settembre da poco trascorso, in un incontro svoltosi qui in Crusca tra le Accademie di Spagna e di Francia, la RAE e l’Académie française, in cui si sono messe a confronto le politiche della Spagna, caratterizzata dal pan-ispanismo, e quella della Francia, in cui lo stesso presidente Macron ha rilanciato la politica espansiva internazionale della francofonia. La Sua presenza qui, signor Presidente, che vorrei paragonare alla visita di Macron all’Académie française, avvenuta il 20 marzo di quest’anno, ci fa bene sperare per il futuro. Grazie, dunque, signor Presidente, per questa sua visita.

                

[Claudio Marazzini]

 

 

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