maranza

Ambito d'uso: giovani, social media

Ambito d'origine: giovani

Rilancio

Categoria grammaticale:

sost. m. e f. inv.

Definizione

Ragazzo o, meno freq., ragazza, che appartiene a gruppi di giovani che condividono e ostentano atteggiamenti da strada, particolari gusti musicali, capi d’abbigliamento e accessori appariscenti e un linguaggio spesso volgare

Etimologia

Incerta; prob. dal merid. maranza ‘melanzana’, con possibile sovrapposizione di voci come marakesch o marocco ‘meridionale’ (dal gergo giovanile)

Prima attestazione

1988
"Mi chiamo Jovanotti e sono in questo ambiente
di matti di maranza e di malati di mente
fissati con le moto e coi vestiti americani
facciamo tutto ora o al massimo domani."
(dal brano Il capo della banda, cantato da Jovanotti nell’album La mia moto, Ibiza Records)


Periodo di affermazione:

2022

Presenza sui dizionari

Nessuna

Repertori

  • Peso vero sclero. Dizionario del linguaggio giovanile di fine millennio (Il Saggiatore, 1997)
  • Scrostati gaggio! Dizionario storico dei linguaggi giovanili (UTET, 2004)

Diffusione al: 10 luglio 2023

[dei quotidiani sono stati conteggiati solo i risultati pertinenti]

Google: 683.000 r. (“i maranza” 18.400 r.; “il maranza” 15.300 r.; “le maranza” 795 r.; “la maranza” 1.700 r.; “maranza + giovani” 55.800 r.; “maranza + ragazzi” 117.000 r.; “maranza + trap” 36.200 r.; “maranza + musica” 457.000 r.; “maranza + moda” 45.100 r.; “maranza + baby gang” 170.000 r.)
Archivio “Corriere della Sera”: 18 r. (1989)
Archivio “la Repubblica”: 22 r. (1989) 

Note

Negli ultimi anni il termine maranza si è diffuso tra i giovani − principalmente attraverso i social network come TikTok – per identificare un certo tipo di ragazzi (meno frequentemente ragazze) accomunati dagli stessi stili d’abbigliamento (ad es. abiti griffati, perlopiù contraffatti), gli stessi gusti musicali (come la trap), e un linguaggio e un atteggiamento talvolta grezzi o volgari.

Tuttavia, maranza non è affatto un neologismo: a partire dagli anni Ottanta il sostantivo, usato talvolta anche con valore aggettivale, è attestato nel lessico giovanile, specialmente di area settentrionale, con il significato di ‘tamarro, coatto’. Con tale significato è stato registrato anche in alcuni repertori di linguaggio giovanile degli anni Novanta e Duemila. Se prima il referente di maranza era il tamarro, legato al mondo della musica dance e dei locali notturni, oggi il “tipo-maranza” è qualcosa di leggermente diverso. È a partire dal 2019 che il sostantivo sembra aver iniziato a cambiare denotazione nell’uso delle nuove generazioni, grazie alla mediazione dei social network.

Nell’estate 2022, alcuni raduni di giovani avvenuti tra Peschiera del Garda e Riccione hanno portato il “fenomeno maranza” all’attenzione dei media nazionali, e il termine si è diffuso nella stampa e nei telegiornali. L’opinione pubblica si è divisa tra chi ritiene i maranza un fenomeno sociale pericoloso e criminale, e chi invece ne evidenzia le contraddizioni e mette in risalto gli aspetti più ridicoli e caricaturali.

Inoltre, una buona parte di coloro che si (auto)definiscono maranza è composta da giovani italiani di seconda generazione di origine nordafricana e ragazzi nordafricani immigrati in Italia. Ciò ha favorito la proliferazione di pregiudizi e di contenuti mediatici di carattere razzista. L’uso di maranza riferito a persone di origine nordafricana potrebbe rispecchiare la semantica originale del termine, niente affatto priva di connotazioni razziste. Infatti, un’ipotesi etimologica, fornita da Emanuele Banfi (1992) e Lorenzo Coveri (1993), suggerisce un’origine dai dialetti meridionali, dove maranza significa ‘melanzana’ con allusione al colore (ma, ad esempio, in Sicilia vale ‘arancia’), e con una possibile sovrapposizione di forme come marakesch o marocco, che nel lessico giovanile, almeno degli anni Ottanta e Novanta, assumono il significato dispregiativo di ‘meridionale’. Parallelamente, la stessa forma maranza si registra nel 2009 in alcuni articoli di cronaca milanese nel significato di ‘marocchino’, non ancora legato all’attuale significato.

Esempi d'uso

  • Per definire coloro che arrivano in ritardo sulle mode e le seguono per conformismo e mancanza di personalità, i neologismi si sprecano: «coatto», «pacco», «tarro», «tamarro», o, se nel soggetto brilla almeno un briciolo di simpatia, «maranza». (Mario Luzzatto Fegiz, Discoteca che vai, «truzzi», acid e Jovanotti che trovi, “Corriere della Sera”, 16/2/1989, p. 3)
  • È la Torino “maranza”, quella che mal sopporta limitazioni, blocchi del traffico e che non è disposta a rinunciare alla propria auto. (Fabio Marzano, Telecamere, il lamento dei furbi, “la Repubblica Torino”, 15/02/2004, p. 2)
  • Ma di mio padre che va in giro in macchina col finestrino abbassato e gli Eiffel 65 a palla come se fosse il re dei maranza ne vogliamo parlare? Mi sotterro. (Twitter, 19/9/2018)
  • Alle 18, tra la terrazza e l’ingresso del centro commerciale Gran Reno ci saranno almeno trecento ragazzini, tra i tredici e i diciotto anni. Sono quasi tutti vestiti di nero: scarpe da tennis, pantaloni della tuta, cintura griffata di Louis Vuitton. È la divisa dei “maranza”, come si auto-definiscono nei video su Tiktok: hasthag GranReno. «Significa che ci vestiamo bene ma siamo poveri. I maranza sono quei ragazzi che sembrano eleganti, ma la sera dormono di m...da» , spiega uno di loro, Reloy che viene da Vignola. (Caterina Giusberti, Operatori sociali per aiutare i ragazzi che si sfidano coi video su TikTok, Repubblica.it, sez. Bologna, 9/10/2022)
  • Vedo un rischio in questo modo di usare le parole; e chi le usa per professione dovrebbe saperlo. Il fatto che in gruppi di violenti ci siano anche alcuni maranza non significa, ovviamente, che maranza significhi violento. Così si rischia di marchiare inutilmente, con facili e superficiali sovrapposizioni, migliaia di ragazzi che non farebbero e non fanno del male a nessuno, e che semplicemente aderiscono giovanilmente, come avviene in ogni generazione, alla moda di un momento. (Marco Biffi, Giovani, lingua e mode: se maranza non sempre fa rima con violenza, “Corriere Fiorentino”, 21/1/2023)

Luisa di Valvasone

Approfondimenti e link

30 settembre 2023