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C. Marazzini
Andrea de Rosa
Il presidente della Repubblica nella Sala delle Pale

Il potere degli astri: congiunzione o congiuntura astrale?


Quesito: 

Alcuni lettori domandano se le espressioni congiuntura astrale e congiunzione astrale sono intercambiabili o se l’una sia più corretta dell’altra.

 

Il potere degli astri: congiunzione o congiuntura astrale?

 

Fra le due espressioni, quella corretta è congiunzione astrale.

Il termine congiunzione si specializza presto nel lessico astronomico italiano, con il significato di “presenza contemporanea di due astri sullo stesso punto della sfera celeste” o, più nel dettaglio, di “posizione di due astri che hanno la medesima longitudine celeste rispetto a un terzo astro”. Si rifà al latino medievale coniunctĭo -ōnis (laddove il latino classico descrive il fenomeno adottando, piuttosto, conventŭs e cŏĭtŭs), come rivelano, ad esempio, i manoscritti latini che traducono i trattati dell’astronomo arabo al-Farghānī (Alfragano), vissuto nel IX secolo (“coniunctio solis et lunae est vere in loco capitis aut caudae”, Liber de aggregationibus) e altri testi medievali (“Defectus luminarium determinatas habet causas inventas et scriptas ex proportione motuum solis et lunae secundum recursum ad caput vel caudam draconis, et secundum proportionem motus capitis et caudae, et motus latitudinis lunae, et proportionem adspectus secundum circulos altitudinis in quibus fit conjuncctio vel praeventio sive oppositio”, Alberto Magno). Con l’avvento della stampa, l’impiego di coniunctĭo nei trattati astronomici scritti in latino appare stabilizzato.

I dizionari storici GDLI e TLIO, il dizionario etimologico DELI e il corpus online MIDIA sono concordi nell’identificare la prima attestazione di congiunzione tecnicismo astronomico nel trattato di cosmografia La composizione del mondo colle sue cascioni di Restoro d’Arezzo, del 1282 (“vedemo ogne meise la coniunzione e l'oposizione del sole e de la luna” L. I, cap. 12, p. 21, in TLIO). L’uso di congiunzione prosegue, nel secolo successivo, in altri testi di ambito filosofico-scientifico (“questa cotale congiuntione de le pianete dicevano questi filosafi ch'erano stella comata”, La metaura d'Aristotile, in MIDIA) e si consolida nel tempo (“i movimenti d’esse stelle ci si mostreranno fatti per una stessa linea retta, e le lor congiunzioni fatte in qualsivoglia luogo saranno sempre corporali”, Galileo, in GDLI). Sempre nel linguaggio astronomico la locuzione preposizionale in congiunzione con assume il significato di “presente contemporaneamente sullo stesso punto della sfera celeste rispetto a” (“l'eclisse del sole non può essere se non quando la luna è nuova o vero in congiunzione col sole”, Zucchero, Sfera, 1313-14, cap. IV, 1, p. 151.3, in TLIO).

L’espressione congiunzione astrale per la coesione dei suoi elementi e per la sua frequenza d’uso può essere ormai considerata una polirematica. È adoperata anche nel lessico dell’astrologia e denota la “posizione di stretta vicinanza di due pianeti in un particolare settore del cielo astrale”, che può essere “di particolare rilevanza nella formulazione di un oroscopo” (GRADIT, s. v. congiunzione): “L'alegoría della ditta fabula si è ch'i creteno ch'i terramoti vignisseno da constellatione e per alcuna coniuntione che fosse nel segno ch'è asendente del ditto luogo” (Jacopo della Lana, Purg., c. 20, 124-138, p. 421, col. 1.8, in TLIO).

Quanto all’espressione congiuntura astrale, può essere ricondotta, oltre che a una confusione fra congiunzione e congiuntura, all’influsso del significato figurato, e moderno, di congiuntura “condizione particolare di un periodo, condizione favorevole o contraria”, calco del tedesco Konjunktur. Il GDLI s. v. congiuntura fornisce un esempio letterario di Sinisgalli per l’accezione astronomica (“È scoccata indipendente dall’altezza del sole […] dalle congiunture astronomiche e dalle fasi della luna”). Oggi la combinazione congiuntura astrale affiora nella lingua del web, in particolare con riferimento all’astrologia: «Corradino Gilino, medico di corte, […] in quell'anno aveva pubblicato l'opuscolo "De morbo quem gallicum nuncupant", in cui riconduceva la malattia ad una sfavorevole congiuntura astrale» (in Paisà); “Voi avete mai pensato d'avere un karma negativo perché negativamente influenzato da una congiuntura astrale sfavorevole?”

(Yahoo! Answers); “Congiunture e congiunzioni astrali. Che poi sono la stessa cosa” (liberopensieroroberto.blogspot.com); “Congiunture astrali, karma e altro” (gabicrea.altervista.org).

Le due parole congiunzione e congiuntura, simili fra loro per la base (alla prima, come già specificato, può essere ascritta la provenienza dal latino dotto; la seconda deriva da congiungere: DEI s.vv. congiunzione e congiuntura), costituiscono entrambe nomi di azione parafrasabili con un’espressione contenente un predicato. Ma i due diversi suffissi possono essere considerati divergenti anche rispetto all’estensione semantica: congiunzione, nel suo significato primario di “unione di più elementi originariamente separati, il congiungimento”, può essere parafrasata con “l’atto del congiungere”; congiuntura “punto di congiunzione, il punto in cui due cose si congiungono” suggerisce il carattere terminativo del processo che è rappresentato come concluso (il risultato del congiungere).

 

 

Nota bibliografica:

 

  • Albertus Magnus, Commentarii in primum librum Sententiarum, cura ac labore S. C. A. Borgnet, Parisiis, apud Ludovicum Vivès, 1893 [opera omnia, vol. XXV-XXVI], in Library of latin texts
  • Alfragano (al-Fargānī) Il ‘libro dell'aggregazione delle stelle' (Dante, Conv., II, VI-134) secondo il Codice mediceolaurenziano pl. 29-Cod. 9 contemporaneo a Dante, Volumi 87-90, a cura di R. Campani, Città di Castello, Lapi, 1910
  • Zucchero Bencivenni, Il Trattato de la Spera volgarizzato da Zucchero Bencivenni, Edizione critica a cura di Gabriella Ronchi, Firenze, Accademia della Crusca, 1999 [testo alle pp. 97-151]
  • Galileo Galilei, Opere scelte, a cura di F. Flora, Milano-Napoli, Ricciardi, 1953
  • Jacopo della Lana, Chiose alla Commedia di Dante Alighieri. Purgatorio, in La Divina Commedia nella figurazione artistica e nel secolare commento, vol. II, a cura di Guido Biagi, G. Luigi Passerini, E. Rostagno, Torino, UTET, 1931, pp. 1-737.
  • La metaura d'Aristotile. Volgarizzamento fiorentino anonimo del XIV secolo, a cura di Rita Librandi, Napoli, Liguori, 1995
  • Leonardo Sinisgalli, Furor mathematicus, Milano, Mondadori, 1950

 

Ilde Consales

 

30 ottobre 2018