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Il gruppo dei relatori
Mostra "Napoleone e la Crusca"
Una lettera autografa di Alessandro Manzoni
Le prime quattro edizioni del Vocabolario (foto di G. Tatge, Regione Toscana)

Orientazione e orientamento, fondazione e fondamento


Quesito: 

Diversi lettori chiedono “quale sia il termine più corretto e di uso comune” tra orientamento e orientazione, e un lettore chiede quale termine italiano corrisponda al tedesco Orientierung. Un lettore chiede anche se sia preferibile le fondazioni della casa o le fondamenta della casa.

 

Orientazione e orientamento, fondazione e fondamento

 

Quale sia il termine più comunemente usato tra orientazione e orientamento è presto detto: senz’altro orientamento. Nel corpus “la Repubblica” 1985-2000 (ora consultabile in una nuova interfaccia all’indirizzo https://corpora.dipintra.it/) si hanno 8.487 occorrenze delle forme orientamento (5.826 occ.) e orientamenti e solo 7 di orientazione (6 occ.) e orientazioni. Nel CoLFIS, un corpus di italiano scritto di circa 3 milioni di occorrenze, il lemma orientamento ha 56 occorrenze mentre orientazione non compare affatto.

Il problema sollevato dai lettori rientra nel quadro più generale del rapporto tra i nomi deverbali formati con i suffissi -zione e -mento in italiano. In moltissimi casi, da uno stesso verbo esistono entrambi i derivati, e non sempre c’è una differenza semantica tra i due. Il GDLI riporta come prima accezione di orientazione “[l]o stabilire una direzione rispetto ai punti cardinali o a qualsiasi altro punto di riferimento […]”, e come seconda accezione di orientamento “[l]o stabilire con esattezza o con approssimazione la posizione in cui ci si trova rispetto ai punti cardinali o a un altro sistema di riferimento […]”; inoltre in questa accezione orientamento viene indicato come sinonimo di orientazione (ma non viceversa). Anche in altre accezioni le due voci sono indicate l’una come sinonimo dell’altra, e si hanno varie accezioni comuni alle due voci (ad esempio, “tendenza, indirizzo filosofico, ideologico, politico” e “coscienza del tempo e dello spazio in cui si trova l’individuo, unita al riconoscimento di sé e delle persone circostanti”), anche se non sempre la sinonimia è esplicitamente indicata. Entrambe le voci secondo i dizionari sono attestate a partire dall’ultimo quarto dell’Ottocento, e una ricerca tramite Google books Ngram viewer mostra che la loro frequenza è inizialmente abbastanza in equilibrio, ma poco dopo l’inizio del ventesimo secolo orientamento decolla e orientazione rimane di bassissima frequenza, come testimoniato anche dai corpora contemporanei consultati.

Orientierung citato dal lettore Claudio O. (Lugano) come usato “negli ordini militari per specificare un contesto storico strategico e fare il punto della situazione prima dell'intenzione operativa” non sembra essere in tedesco un termine tecnico militare; si tratta di un normale nome d’azione derivato dal verbo orientieren, che ha tra i suoi significati, in particolare nella varietà svizzera di tedesco, quello di ‘informare, dare informazioni’. In questo senso, il corrispondente italiano più naturale è senz’altro orientamento: si tenga presente anche l’accezione di orientamenti come “raccolta di nozioni utili a fornire una prima informazione su una disciplina” (GDLI).

Orientamento inoltre sembra utilizzato come corrispondente dell’inglese orienteering, nel senso di “competizione nella quale i concorrenti, con l’aiuto di una bussola, devono raggiungere a piedi nel minor tempo possibile una determinata meta passando per una serie di luoghi segnati su una cartina” (GRADIT).

Anche fondazione e fondamento (che risalgono rispettivamente al latino fundatiōne(m) e fundamĕntu(m)) condividono alcune accezioni, tra cui quella edilizia di “ciascuna delle strutture murarie che penetrano più o meno profondamente nel terreno per raggiungere un piano stabile d’appoggio sul quale si costruisce un edificio” (questa è la definizione data dal GDLI come prima accezione di fondamento, e con parole quasi identiche come seconda accezione di fondazione). La frequenza delle due voci è però molto più equilibrata (nel CoLFIS il lemma fondazione ha 79 occorrenze e fondamento 62; nel corpus “la Repubblica” 1985-2000 il lemma fondazione ha 13.850 occorrenze e fondamento 7.070). Inoltre, alcune accezioni anche molto diffuse sono proprie di uno solo dei due vocaboli: solo fondazione indica una “istituzione privata riconosciuta come persona giuridica, che ha a disposizione un patrimonio da destinare a determinati scopi, senza fini di lucro” (GRADIT) o l’atto del fondare, nel senso di “procedimento con cui si dà principio a un’istituzione civile, politica, economica, culturale, religiosa” (GRADIT), come in espressioni comuni quali la fondazione di Roma. Molte espressioni polirematiche che indicano, in senso concreto o metaforico, le basi per la costruzione di qualcosa contengono fondamento, e non fondazione: il GRADIT elenca gettare le fondamenta, porre le fondamenta, fare fondamento e senza fondamento.

 

Anna M. Thornton

 

21 novembre 2017