Agenda eventi

«  
  »
L M M G V S D
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
31
 
 
 
 
 
La segreteria oggi
G. Fanello Marcucci, C. Marazzini, G. Di Leo e N. Maraschio
Da sinistra: Benedetti, Givone, Benintende, Maraschio, Ravenni, Lavia

"Il (mal)trattamento di redarre nei testi istituzionali"


Quesito: 

Molti nostri utenti ci chiedono quale sia la forma corretta tra redigere e redarre. Per rispondere, traiamo alcuni brani dal capitolo dedicato alla questione da Salvatore Claudio Sgroi in Per una grammatica "laica". Esercizi di analisi linguistica dalla parte del parlante, Torino, UTET, 2010, cap. 7, pp. 86-93.

Il (mal) trattamento di redarre nei testi istituzionali

«7.1 Il (mal) trattamento di redarre nella vocabolaristica e nelle grammatiche

Un esempio che può servire a saggiare l'atteggiamento prescrittivista / normativista della lessicografia italiana e delle grammatiche è costituito dalle vicende del verbo redarre, databile 1942 (Migliorini), un caso di retroformazione, di pressione cioè di un paradigma lessicale su una singola forma, in quanto ricavato da redatto [pp. di redigere] secondo il tipo pp. -atto dei verbi in -arre (una ventina stando a De Mauro 2000), per es. astratto-astrarre, attratto-attrarre, contratto-contrarre, decontratto-decontrarre, detratto-detrarre, distratto-distrarre, estratto-estrarre, protratto-protrarre, ritratto-ritrarre, sottratto-sottrarre, tratto-trarre ecc.

 

7.1.1 Redarre nella vocabolaristica
Il verbo redarre è condannato implicitamente (mediante censura ovvero disconferma) o esplicitamente all'unanimità da tutti i lessicografi non-linguisti e linguisti (con una sola eccezione).

(i) Il verbo è infatti omesso, ovvero censurato (con tipica disconferma), nel Diz.Enc- It. (vol. X, 1959), nel Palazzi (da Palazzi 19572, 1969 a Palazzi-Folena 1974 e Palazzi-Folena et al. 1992), nel Devoto-Oli (dal 1971 fino alle ed. 1990 e 1995), in De Felice-Duro 19741 (ma non nell'ediz. 19932 [...]), in DIR 1988, in Gabrielli 1993 e Gabrielli-Hoepli 2008 (ma non in Gabrielli illustrato 1989 [...]).

(ii) È invece accolto in altri testi ma con esplicita sanzione come "abusivo", "spropositato", "errato" (in otto testi), "scorretto", "arbitrario", "improprio", "erroneo e improprio" (in due testi), "erroneo", da "evit.", "sbagliato"; - una volta con marca diastratica "pop." (Zing. 197010), a volte con cenno alla sua diffusione: "non com." (DISC); "sempre più va diffondendosi nell'uso" (Devoto-Oli 2001 = ried. 2002), "diffuso" (Conciso-Simone 1998 = Treccani-Simone 2003 = Vocab.-Simone 2009) con o senza accenno al processo di retroformazione del derivato. [...]

(iii) Il solo ad essere descrittivista è il Gradit 1999-2000-2003, 20072 con lo scolastico De Mauro 2000: "B[asso] U[so] redigere" 1942, "tratto da redatto, secondo il tipo tratto-trarre".

 

7.1.2. ... e nelle grammatiche...
Nelle grammatiche (A), nei repertori puristici (B) e nei manuali di scrittura giornalistica (C), che si soffermano sulla variante retroformata redarre, l'atteggiamento è costantemente di tipo prescrittivista.

A
B. Migliorini 19641 osserva che "Non meno errato è il verbo redarre, di contro alla forma corretta redigere", indicando - sembrerebbe per primo - correttamente il processo di retroformazione: "Anche in questo caso il ponte di passaggio è stato il participio redatto: secondo il modello di coppie come estrarre - estratto si è creduto di poter dire anche redarre, che è invece sbagliato e non deve usurpare il posto del legittimo redigere" (p. 45 = Migliorini 19672 p. 48).

Per Serianni 1988, ried. 1997 (§ XI.286) è "Da considerare erroneo l'infinito redarre, modellato su trarre per l'analogia dei participi passati tratto-redatto" (p. 314); il giudizio è ribadito nel "Glossario e dubbi linguistici": "redigere/redarre: nessun dubbio: la forma corretta è la prima; la seconda è dovuta all'attrazione del verbo trarre, favorita dalla comune terminazione in -atto dei due participi passati (redatto-tratto)" (p. 584). [...]

Giovanardi 2010: "*redarre [per retroformazione] da redatto (forma corretta: redigere)" (p. 82), analogamente a "*riassuntare da riassunto (forma corretta: riassumere)" e "*transare da transazione (forma corretta: transigere)" (ibid.).

B
[...] Della Valle - Patota [1996] 19964, ne Il Salvalingua dinanzi al dubbio "Redigere o redarre?", rispondono: "Vi avvertiamo subito che quest'ultima forma è decisamente sbagliata, e quindi non va usata" (p. 151).

Cui segue la spiegazione per via analogica: "L'infinito redarre si è diffuso sul modello di trarre per l'analogia esistente fra i participi passati tratto e redatto, ma questa somiglianza non autorizza l'uso di una forma inesistente. Se nel passato vi è scappato qualche redarre, siete avvisati: d'ora in poi potrete solo redigere" (ibid.).

E nel divulgativo Beccaria 2010, Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana: "Più grave invece ed evidente l'errore di usare parole inesistenti: se dico redarre e non redigere, sbaglio perché *redarre non esiste" (p. 38).

C
[...] Alberto - Venco 1998, a proposito di redarre, affermano: "non esiste [sic!], erroneamente coniato da 'redatto' e simili. Usato erroneamente per 'redigere'" (p. 209).

7.2 Redarre nell'uso (reale) degli scriventi

L'uso di scriventi colti sia sulla stampa che in saggi accademici mette fortemente in dubbio la legittimità dei giudizi (neo-puristici) di cui sopra, che arrivano a negare l'evidenza, ovvero l'esistenza del verbo in questione.

 

7.2.1. Una esemplificazione doc degli usi di redarre [...]
Sette sono gli ess. apparsi nell'inserto letterario della domenica de "Il Sole 24 Ore" nell'arco di un ventennio (1983-2002), distribuiti tra il 1984 e il 2001, anche se il normario su Come si scrive per il 'Sole 24 Ore' colloca tra le "Parole italiane sbagliate" redarre rispetto al "corretto" redigere. [...]

Rispetto alle 152 occorrenze del 'normale' redigere riportate nello stesso ventennio dal "Sole 24 Ore" la frequenza di redarre è certamente bassa (4,4%), ma pur sempre di qualche significato.

Aggiungiamo ancora quattro [sic] ess. di utenti certamente colti [...]:

(i) [...] Convenzione intergovernativa incaricata di redarre il nuovo trattato costituzionale europeo [...] (Massimo Franco, CdS 13.11.2003, p. 12); [...]

Uno di U. Eco (1984):

(iii) Un Word Processor non serve solo a uno scrittore, o a un professore [...]; serve al notaio che deve redarre documenti che mescolano formule fisse (cit. in Satta 1988 p. 215, senza ulteriore specificazione della fonte).

Uno in E. Benveniste, Problemi di linguistica generale II, ed. it. a cura di Fr. Aspesi, Milano, Il Saggiatore 1985:

(iv) Qui Péron si riferisce al suo Voyage de découvertes aux terres australes, opera che aveva iniziato a redarre e che, restata incompiuta alla sua morte avvenuta nel 1819, fu completata da Louis Freycinet e pubblicata nel 1816 (p. 192).

Uno nel più recente Beccaria 2006:

(v) Si vuole agganciare la scrittura a un mestiere che non si sa, e si forniscono al neogiornalista [studente agli esami di stato] dei dati su cui redarre l'articolo, altrettanto finto come il 'famigerato' tema (p. 294).

 

7.2.2 Ulteriore esemplificazione ne "La Stampa" 1996-1998
Il quotidiano "La Stampa" nel triennio 1996-1998 fornisce 213 ess. del regolare redigere rispetto a 6 occorrenze di redarre (con una frequenza del 2,8%) [...].

 

7.3. Una "avvertenza" per la futura lessicografia?

Anche nel caso di redarre la censura, per lo più esplicita e quasi unanime nei testi istituzionali (dizionari e grammatiche) - con la sola eccezione della produzione lessicografica demauriana -, non sembra proprio giustificata data la sua presenza in sedi 'colte' [...] e l'adozione (inconscia o meno) da parte di uomini illustri [...] pur fermo restando che si tratta di una variante minoritaria rispetto allo standard redigere (2/79 = 2,5% in "CdS" 1995; 7/152 = 4,4% in "Il Sole 24 Ore" 1983-2003; 6/213 = 2,8% in "La Stampa" 1996-1998), a cui possiamo aggiungere anche i dati Internet (Google 28 giugno 2009) che fornisce circa 22.100 documenti di redarre a fronte di ben 1.870.000 redigere, come dire in rapporto di 1 a 85.»

 

Aggiungiamo alcuni dati aggiornati. Una ricerca su Google (21 settembre 2011) limitata a contesti italiani ci fornisce 60.200 risultati per redarre e 2.550.000 per redigere. Il rapporto passa da 1 a 85 a 1 a 42. Una ricerca negli archivi dei quotidiani online conferma i dati di Google: Repubblica con 58 risultati di redarre vs. 2.648 di redigere (rapporto di 1 a 45), il Corriere della Sera con 42 occorrenze di redarre vs. 1.355 di redigere (rapporto 1 a 32). Non possiamo che constatare come questa forma, seppur giudicata drasticamente "erronea" dalla maggior parte delle opere consultate da Sgroi, stia prendendo piede, pur rimanendo ancora ampiamente minoritaria.

Aggiornamento a cura di Vera Gheno
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

22 settembre 2011