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Max Pfister e Massimo Fanfani
I partecipanti alla tavola rotonda
Leonardo Bieber, pres. Commissione Cultura Firenze e Domenico De Martino
29/09 C. Marazzini e B. Albanese

Il verbo piovere vuole l'ausiliare essere o avere?


Quesito: 

Uno dei quesiti più ricorrenti (ce lo hanno chiesto V. Volante, S. Lauricina, A. Greco, G. Panariello, N. Pelliccia, A. Verreschi, G. Iovane, G. Sagliaschi) riguarda la scelta dell'ausiliare del verbo piovere: si dice "è piovuto" o "ha piovuto"?

Il verbo piovere
vuole l'ausiliare essere o avere?

Il verbo piovere è indicato nella maggior parte dei dizionari come difettivo e, nell'uso intransitivo impersonale, cioè quando ha il significato di 'cadere della pioggia dal cielo', può formare i tempi composti sia con l'ausiliare essere che con avere (es. "ieri è piovuto tutto il giorno" o "ieri ha piovuto tutto il giorno). In tutti gli altri casi, quando cioè il verbo non abbia valore impersonale e quando venga usato nei suoi significati figurati e traslati, forma i tempi composti soltanto con l'ausiliare essere (es. "sono piovuti auguri, critiche...", "mi sono piovute addosso un sacco di noie", "Mario è piovuto a casa mia alle tre di notte"). Sono documentati in alcuni scrittori anche rari casi di uso transitivo, quindi con ausiliare avere, del verbo piovere nel significato di 'far cadere dal cielo pioggia e sim.': "Padre e Signor, s'al popol tuo piovesti / già le dolci rugiade entro al deserto" (Tasso).

Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

 

30 settembre 2002