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Da sinistra: Benedetti, Givone, Benintende, Maraschio, Ravenni, Lavia
H. Van Essen, Natura morta con frutta e animali (Olio su rame cm. 19X27)
Alcuni Accademici, dipendenti e collaboratori dell'Accademia
Maria Luisa Villa e Claudio Marazzini

Vademecum sull'accento: quando indicarlo e dove pronunciarlo


Quesito: 

Molti utenti ci hanno scritto ponendo quesiti precisi riguardo all'accento: quando va segnalato nella scrittura? e dove va posto, parlando, su alcune parole 'dubbie'? Questa scheda, con l'ausilio de "Il Salvaitaliano", di Valeria della Valle e Giuseppe Patota (Milano, Sperling & Kupfer Editori, 2000) cercherà di risolvere più dubbi possibile.

Vademecum sull'accento:
quando indicarlo e dove pronunciarlo

 

USO DELL'ACCENTO

Quando ci vuole e quando no

Quando si parla, l'accento si fa sentire in tutte le parole, perché tutte lo hanno, tranne rarissime eccezioni. Quando si scrive, non sempre c'è bisogno di segnare l'accento, anzi: i casi in cui è obbligatorio indicarlo sono pochi. Noi, desiderosi di cavarvi da ogni impiccio, ve li indichiamo tutti. Nello scritto, l'accento va segnato:

  • nelle parole tronche (cioè accentate alla fine) con più di una sillaba: La servitù emigrò in Perù;
  • nelle seguenti parole formate da una sola sillaba: dà, dì, è, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più, può, scià. Ma attenzione: le prime nove parole di questa lista hanno dei corrispettivi che vanno scritti senza accento. In particolare, 

 

l'accento va messo su... l'accento non va messo su...
(verbo dare): Mi fastidio da (preposizione): Vengo da Bari
(il giorno): La sera del di festa di (preposizione): È amico di Marco
è (verbo essere): È stanca e (congiunzione): coltelli e forchette
(avverbio di luogo): vai la (articolo o pronome): La pizza, la mangi?
(avverbio di luogo): Rimani li (pronome): Non li vedo
(congiunzione negativa): carne pesce ne (avverbio o pronome): Me ne vado; te ne importa?
(pronome): Chi fa da fa per tre se (congiunzione): Se torni, avvisami
(affermazione): , mi piace si (pronome): Marzia non si sopporta
(la bevanda): Una tazza di te (pronome): Dico a te!

 

In tutte le altre parole di una sillaba l'accento non va segnato.

  • Nei casi di ambiguità, quando una parola si distingue da un'altra solo per la diversa posizione dell'accento, può essere utile indicarlo. Per esempio:

                    mi pare che àbitino qui         è un bell'abitìno

                    l'àncora della nave                non è ancóra tornato

  • Alcuni, quando il pronome è seguito da stesso e medesimo, tralasciano di indicare l'accento, perché in questo caso il se pronome non può confondersi con se congiunzione: se stesso, se medesimo. Noi, però, consigliamo di indicare l'accento anche in questo caso, e quindi di scrivere sé stesso, sé medesimo.
  • Per quanto riguarda la parola su, è meglio scriverla sempre senza accento: "Venite su!"
  • Scrivete do (prima persona del presente indicativo di dare) e soprattutto sto (prima persona del presente indicativo di stare) sempre senza accento: "Ti do ragione", "Sto qui ad aspettarti". Qualcuno mette l'accento sul verbo do, per distinguerlo dalla nota musicale: ma nessuno confonderebbe questi due do, così come nessuno confonde i due re!
  • La stessa indicazione vale per fa e sta (terze persone del presente indicativo di fare e stare) e per gli avverbi qui e qua, che non devono mai avere l'accento.

Acuto e grave

[...] stiamo parlando [...] dei due diversi tipi di accento che possono caratterizzare le parole. L'accento di perché, per esempio, non è lo stesso di caffè: il primo, che va dal basso verso l'alto, si chiama acuto, mentre il secondo, che va dall'alto verso il basso, si chiama grave.

In genere, quando si scrive, non si fa attenzione al tipo di accento, e lo si segna come un trattino obliquo da appoggiare distrattamente sulla vocale finale. Ma nell'uso veramente corretto le cose non stanno così: con l'accento acuto (') indichiamo la e chiusa di perché, con l'accento grave (`) indichiamo la e aperta di caffè. Se vogliamo che il nostro scritto sia impeccabile, dobbiamo rispettare queste differenze: soprattutto se non scriviamo a mano, ma usiamo una macchina per scrivere o il computer, distinguiamo fra la é e la è: sulla tastiera c'è un tasto apposta per questo!

Per aiutarvi, vi diamo l'elenco della parole più comuni che richiedono l'accento acuto sulla e finale: affinché, benché, cosicché, finché, giacché, né, nonché, perché, poiché, purché, sé (quando è pronome: "Marco pensa solo a "), sicché, ventitré e tutti i composti di tre (trentatré, quarantatré, centotré, ecc.); infine, le terze persone singolari del passato remoto di verbi come battere, potere, ripetere, ecc.: batté, poté, ripeté, ecc.

In tutti gli altri casi, l'accento sulla e finale è grave. Ricordate, in particolare, di segnarlo sulla terza persona del presente indicativo del verbo essere: è, su e su caffè. [...]

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Senza indugiare in ulteriori spiegazioni, si fornisce qui una lista di termini dall'accentazione "dubbia", tratti sia dal testo già citato sia inseriti su suggerimento dei nostri lettori (come Alessandro B., Giovanni B., Nino B., Angelo C., Francesco C., Donatella F., Alessandra G., Bianca G., Elena G., Maria Teresa G., Lucia L., Michela L., Leonardo M., Nicoletta M., Chiara S., Viviana S., Andrea T.), proponendo l'accentazione (più) corretta.

Abbàcino / abbacìno (voce del verbo abbacinare): pronuncia più sorvegliata abbacìno

Abbaìno / abbàino (sopraelevazione sul tetto di un fabbricato): abbaìno

Àbrogo / abrògo (voce del verbo abrogare): io àbrogo, tu àbroghi, egli àbroga, loro àbrogano

Acribìa / acrìbia ('precisione miracolosa'): acribìa

Adùlo / àdulo (voce del verbo adulare): adùlo

Alcalìno / alcàlino ('che ha qualità di alcali, relativo agli alcali'): alcalìno, ma il sostantivo maschile plurale àlcali, non alcàli

 Alchìmia / alchimìa: accettabili entrambe le pronunce, alchimìa più frequente

 Alopecìa / alopècia ('caduta di capelli'): accettabili entrambe le pronunce; la prima si rifà al greco, la seconda al latino

Amàca / àmaca: la pronuncia corretta è amàca

Anamorfòsi / anamòrfosi: entrambe le pronunce sono corrette; la prima è più comune, quella con l'accento ritratto si rifà al greco.

Anòdino / anodìno ('insignificante'): anòdino

Appendìce / appèndice: la pronuncia corretta è appendìce

Àrista / arìsta: la pronuncia corretta è àrista

Arrògo / àrrogo (voce del verbo arrogare): la pronuncia corretta è io arrògo, tu arròghi, egli arròga, loro arrògano

Arteriosclèrosi / arterioscleròsi: accettabili entrambe le pronunce; la prima segue il greco, la seconda il latino

Assólo / àssolo: la pronuncia corretta è assólo (da a solo)

Autòdromo / autodròmo: la pronuncia corretta è autòdromo

Balaùstra / balàustra ('parapetto che chiude un balcone, una scalinata'): balaùstra

Baùle / bàule: la pronuncia corretta è baùle

Bocciòlo / bòcciolo: la pronuncia corretta è bocciòlo

Bolscevìco / bolscèvico: la pronuncia più corretta è bolscevìco

Cadùco / càduco: la pronuncia corretta è cadùco

Callìfugo / callifùgo: la pronuncia corretta è callìfugo

Cànide / canìde ('della famiglia dei Cànidi'): la pronuncia corretta è cànide

Carìsma / càrisma: la pronuncia più corretta è carìsma

Centèllino / centellìno: la pronuncia corretta è centellìno

Circùito / circuìto: circùito quando ci si riferisce al 'percorso di una gara' o a un 'circuito elettrico', circuìto  come participio passato del verbo circuìre

Claustròfobo / claustrofòbo (come claustrofòbico 'chi ha paura degli spazi chiusi'): la pronuncia corretta è claustròfobo

Codardìa / codàrdia: la pronuncia corretta è codardìa

Collànt / còllant ('calzamaglia fine'): la pronuncia corretta è collànt

Còlossal / colòssal ('film grandioso e spettacolare'): la pronuncia corretta è colòssal

Io cònstato / io constàto: entrambe le pronunce sono solitamente registrate dai dizionari, ma la prima a venire indicata - e quindi quella più corretta - è io constàto

Còrreo / corrèo ('imputato di un reato insieme con altri'): la pronuncia più corretta - e meno usata - è còrreo

Cosmopolìta / cosmopòlita: la pronuncia corretta è cosmopolìta

Cucùlo / cùculo: la pronuncia corretta è cucùlo

Cùpido / cupìdo: se usato nel senso di aggettivo, 'bramoso', è cùpido, se ci si riferisce al dio dell'amore, Cupìdo

Dagherròtipo / dagherrotìpo (vecchio tipo di fotografia): la pronuncia corretta è dagherròtipo

Dàrsena / darsèna (parte del porto destinata alle riparazioni navali): la pronuncia corretta è dàrsena

Depliànt / dèpliant: la pronuncia corretta è depliàn (senza la 't' finale, essendo una parola francese)

Diàtriba / diatrìba ('discorso polemico'): pronuncia etimologicamente più corretta diàtriba, più comune diatrìba

Dissuadére / dissuàdere: la pronuncia corretta è dissuadére

Diurèsi / diùresi: da preferire la pronuncia diurèsi

Ecchìmosi / ecchimòsi: la pronuncia corretta è ecchìmosi

Èdema / edèma: accettabili entrambe le pronunce; la prima viene dal greco, la seconda dal latino

Edìle / èdile: la pronuncia corretta è edìle

Elèttrodo / elettròdo: la pronuncia corretta è elèttrodo

Elèvo / èlevo: preferibile la pronuncia all'italiana io elèvo, tu elèvi, egli elèva. La pronuncia io èlevo, tu èlevi, egli èleva si rifà invece al latino

Elzevìro / elzèviro ('articolo di fondo della pagina letteraria di un giornale'): la pronuncia corretta è elzevìro

Enùresi / enurèsi: la pronuncia corretta è enurèsi

Epòdo / èpodo (nella metrica classica, verso minore che seguiva a uno maggiore formando con esso un periodo metrico): la pronuncia corretta è  epòdo

Errata còrrige / errata corrìge ('lista di errori da correggere, posta in fondo ai libri'): la pronuncia corretta è errata còrrige

Esplèto / èspleto (voce del verbo espletare): la pronuncia più corretta è io esplèto, tu esplèti, egli esplèta

Èureka / eurèka ('evviva'): la pronuncia corretta è èureka

Farìngeo / faringèo: la pronuncia corretta è faringèo

Flògosi / flogòsi ('infiammazione'): accettabili entrambe le pronunce, la rpima derivante da greco, la seconda dal latino

Fortùito / fortuìto: la pronuncia più corretta e diffusa è fortùito

Gòmena / gomèna: la pronuncia corretta è gòmena

Gratuìto / gratùito: la pronuncia corretta è gratùito

Guaìna / guàina: la pronuncia corretta è guaìna

Ìlare / ilàre: la pronuncia corretta è ìlare

Ìmpari / impàri: la pronuncia corretta è ìmpari

Inàne / ìnane ('inutile, inefficace'): la pronuncia corretta è inàne

Incàvo / ìncavo: la pronuncia corretta è incàvo

Infìdo / ìnfido: la pronuncia corretta è infìdo

Ìnternet / Internèt: la pronuncia corretta è Ìnternet

Io intèrseco / io intersèco: la pronuncia giusta è io intèrseco, tu intèrsechi, egli intèrseca... essi intèrsecano 

Io ìntimo / io intìmo (voce del verbo intimare): si può dire sia io intìmo, all'italiana, o io ìntimo, alla latina

Islàm / Ìslam: la pronuncia corretta è Islàm

Isòtopi / isotòpi: la pronuncia corretta è isòtopi

Leccòrnia / leccornìa: la pronuncia corretta è leccornìa

Lemnìscata / lemniscàta ('curva piana a forma di otto'): la pronuncia corretta è lemniscàta

Libìdo / lìbido: la pronuncia corretta è libìdo

Lùbrico / lubrìco ('disonesto', 'lascivo'): la pronuncia corretta è lùbrico

Medìceo / medicèo: la pronuncia corretta è medìceo

Melòmane / melomàne ('appassionato di musica'): la pronuncia corretta è melòmane

Mìmesi / mimèsi: entrambe le pronunce sono accettate; la prima deriva dal greco, la seconda dal latino

Mollìca / mòllica: la pronuncia corretta è mollìca

Monolìto / monòlito: entrambe le pronunce sono corrette. Alcuni vocabolari, come il Dizionario Italiano Sabatini Coletti (DISC), riportano monòlito come forma da preferire. I dizionari riportano anche monolìte, forma derivata dal francese, altrettanto corretta.

Mulìebre / mulièbre ('femminile'): la pronuncia corretta è  mulìebre

Nècrosi / necròsi: entrambe le pronunce sono accettate; la prima deriva dal greco, la seconda dal latino 

Nobèl / Nòbel: la pronuncia corretta è Nobèl

Nòcciolo / nocciòlo: nòcciolo quando si parla del 'guscio legnoso che ricopre il seme di alcuni frutti', nocciòlo se si parla dell'albero che dà le nocciòle

Omeòpata / omeopàta: la pronuncia corretta è omeòpata

Òmero / omèro: òmero in riferimento all'osso che va dalla spalla al gomito; mentre il poeta è Omèro

Ossimòro / ossìmoro: sono corrette entrambe le pronunce

Osteòpata / osteopàta: la pronuncia corretta è osteòpata

Peróne / pèrone: la pronuncia corretta è peróne

Persuadére / persuàdere: la pronuncia corretta è persuadére

Presàgo / prèsago ('che presagisce gli avvenimento futuri'): la pronuncia corretta è presàgo

Prosàpia / prosapìa ('stirpe', 'schiatta'): la pronuncia corretta è prosàpia

Pudìco / pùdico: la pronuncia corretta è pudìco

Regìme / règime: la pronuncia corretta è regìme

Ròbot / robòt / robò: la pronuncia più corretta è ròbot

Rubrìca / rùbrica: la pronuncia corretta è rubrìca

Sàlgari / Salgàri (cognome del famoso scrittore di romanzi d'avvenutura): la pronuncia corretta è Salgàri

Salùbre / sàlubre: la pronuncia corretta è salùbre

Sàrtia / sartìa (cavi di rinforzo degli alberi delle navi): la pronuncia corretta è sàrtia

Scandinàvo / scandìnavo: più corretto scandinàvo, molto usato ma meno corretto scandìnavo

Io sepàro / io sèparo (voce del verbo separare): la pronuncia italiana e più diffusa è io sepàro, tu sepàri, egli sepàra; la pronuncia io sèparo, tu sèpari, egli sépara non è sbagliata, ma riprende l'uso latino.

Seròtino / serotìno ('serale'): la pronuncia corretta è seròtino

Sìlice / silìce ('diossido di silicio'): la pronuncia corretta è sìlice

Io stràripo / io strarìpo: la pronuncia corretta è io strarìpo

Sutùra / sùtura: la pronuncia corretta è sutùra

Tarsìa / tàrsia (composizione formata da tipi diversi di uno o più materiali): la pronuncia corretta è tarsìa

Tèrmite / termìte: la pronuncia corretta è tèrmite

Tralìce / tràlice: la pronuncia corretta è tralìce

L'ùltra / l'ultrà: la pronuncia più diffusa è ultrà

Ùpupa / upùpa (tipo di volatile): la pronuncia corretta è ùpupa

Uràli / Ùrali: la pronuncia corretta è Uràli

Utènsile / Utensìle: se usato come aggettivo, es. la macchina utensile, la parola va pronunciata utènsile; se la parola viene usata da sola, es. l'utensile del fabbro, va pronunciata utensìle

Io valùto / io vàluto: la pronuncia più corretta è io valùto, tu valùti, egli valùta

Zàffiro / zaffìro: la pronuncia più diffusa è zaffìro, ma zàffiro non è sbagliato, perché segue la pronuncia greca.

 

30 settembre 2002