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Nicoletta Maraschio professoressa emerita dell'Università di Firenze
Max Pfister e Massimo Fanfani
Leonardo Bieber, pres. Commissione Cultura Firenze e Domenico De Martino
Il gruppo dei relatori

A proposito del termine Internet


Quesito: 

A proposito del termine InternetProponiamo qui la trattazione del dott. Stefano Telve in merito ad alcuni quesiti giunti all'Accademia riguardo al termine Internet, comparsa sul nostro periodico La Crusca per voi, n° 25 (ottobre 2002).

A proposito del termine Internet

 

La sig.ra Roberta Lizzi (Bruxelles) e il sig. Mario Stella Richter (Roma) pongono due quesiti a proposito di Internet. La sig.ra Lizzi vorrebbe saperne il genere; il sig. Stella Richter, osservando che in italiano sembra essere invalso l'uso di non far mai precedere Internet dall'articolo determinativo (contrariamente a quanto accade in inglese e in tedesco), chiede quale sia il parere dell'Accademia a proposito di soluzioni come «l'utilizzazione dell'internet» e «pubblicazione sull'internet» che egli stesso adotta correntemente.

Per la determinazione del genere degli anglismi (o di forestierismi d'altra provenienza ma di genere neutro) che sono entrati in italiano senza adattamento si può enunciare la seguente regola: sempre il maschile, a meno che non agisca un sostantivo femminile italiano soggiacente, come ad esempio negli anglismi, al femminile in italiano, action painting ('pittura d'azione'), authority ('autorità') e black comedy ('commedia nera').
Così si direbbe sia avvenuto anche per Internet che, nell'uso corrente non specialistico, si alterna liberamente al femminile rete, traducente immediato del confisso net. È infatti tutta al femminile la trafila di nomi composti da un determinatore (variabile) e un determinato (fisso: -net) indicanti le reti di computer nate in tempi più o meno recenti: Arpanet, Bitnet,Usenet, Intranet.

L'omissione dell'articolo in italiano si deve al fatto che il nome Internet, indicando un unico e solo spazio informatico condiviso in tutto il globo, presenta le stesse caratteristiche dei nomi di luogo di città e isole che, avendo proprietà intrinseche di referenzialità e determinatezza (si ha un solo designante per un solo designato), non necessitano dell'articolo (si dice «Trani è bella», non «la / una Trani è bella»). Senza contare, inoltre, che Internet svolge spesso funzione 'aggettivale', come in «connessione Internet» (ciò che vale anche per Web: si parla infatti di «siti Web», «contenuti Web» e «server Web»).

È istruttivo in questo senso il confronto con Intranet, rete di computer estesa non all'intero globo ma a singole organizzazioni (il nome veicola dunque un oggetto pluralizzabile). In questo caso l'esistenza di numerose Intranet comporta il ricorso all'articolo (oltre che a un complemento di specificazione), che ha la funzione di identificare di quale Intranet si parli: si dice infatti «L'Intranet della CISL» e «Richiesta di accesso ai servizi WEB della Intranet del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca».

L'articolo può tuttavia figurare eccezionalmente anche con i nomi propri quando questi sono accompagnati da un modificatore (poniamo un aggettivo) che ne riduce la referenzialità: «è bella soprattutto la Trani medievale»; ma si tratta di un'eventualità che con Internet si verifica molto di rado e, comunque, in contesti colloquiali (una frase come «L'Internet italiana» potrebbe stare, sinteticamente, per «il modo di accedere a Internet in Italia»).

Nel caso della frase «pubblicazione sull'internet», indicata dal nostro lettore, Internet viene trattato come un nome comune, di bassa referenzialità e determinatezza, al pari di giornale (si dice infatti: «pubblicazione su Roma nel Rinascimento», dove il nome proprio Roma invita ad omettere l'articolo, ma: «pubblicazione sulla Rivista di diritto civile», dove il nome generico Rivista non ne impedisce la presenza).
La soluzione che prevede l'uso dell'articolo (eventualmente anche congiunto con una preposizione) davanti a Internet, se non sbagliata, è certamente rara (soprattutto tra gli specialisti). Né può essere di conforto a praticare questa soluzione riscontrarne la presenza in lingue come il tedesco e l'inglese, che nell'uso dell'articolo hanno regole molto diverse rispetto a quelle dell'italiano.

17 gennaio 2003