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Max Pfister e Massimo Fanfani
Leonardo Bieber, pres. Commissione Cultura Firenze e Domenico De Martino
Una lettera autografa di Alessandro Manzoni
Le prime quattro edizioni del Vocabolario (foto di G. Tatge, Regione Toscana)

Pagare alla romana


Quesito: 

Elvira Kačan dalla Croazia e Livio Boninsegna da Vienna ci chiedono quali siano l'origine e il significato dell'espressione pagare alla romana. A questa domanda ha risposto Ornella Castellani Pollidori sulle pagine del nostro periodico La Crusca per voi n. 34 (aprile 2007); l'argomento è stato successivamente ripreso da Harro Stammerjohann nel n. 37 (ottobre 2008) della stessa rivista. Proponiamo di seguito entrambi gli interventi.

Pagare alla romana

 

«Una lettrice, che si firma Alexandra Tha, chiede cosa significa pagare alla romana.

 

Premesso che è d'uso frequente anche la variante fare alla romana, il senso oggi più largamente registrato dell'espressione è 'spartire equamente fra amici una spesa comune' (per esempio, in occasione di una cena). Questo pagare / fare alla romana è per ovvii motivi particolarmente diffuso tra i giovani, ma si pratica ormai con naturalezza, in determinate occasioni, a qualsiasi età.
È comunque da notare che, per quanto riguarda la semplice locuzione alla romana, la tradizione letteraria fornisce anche significati più antichi. Si vedano per esempio, nel Grande dizionario della lingua italiana fondato da Salvatore Battaglia (Torino, UTET 1961-2002), sotto il lemma romano1 28, le attestazioni sette-ottocentesche del modulo alla romana (presso Goldoni, Gasparo Gozzi, Nievo) nel senso di 'alla chetichella, senza prendere congedo' in frasi come "andarsene / partire alla romana". Un altro senso ugualmente attestato presso autori dell'Ottocento è quello di alla romana per definire una vivanda 'messa in comune dai vari commensali'. Invece, per quanto riguarda il modo di dire nell'accezione attuale, il Grande dizionario non fornisce alcun esempio letterario, limitandosi a segnalare come ulteriore significato del detto quello che oggi risulta generalizzato, cioè il riferimento a una spesa complessiva suddivisa in parti uguali. L'assenza di esempi d'autore in un dizionario storico della lingua fa supporre normalmente una tradizione soprattutto orale, e quindi popolare, della voce o della formula in questione.
Ci si può anche chiedere come si spieghi la connotazione romanesca del detto largamente diffuso. Verrebbe fatto di pensare alle scampagnate fuori porta, con annesse abbondanti merende, tipiche della tradizione popolare romana. Sembra confermare questo aggancio l'esistenza d'un termine, ormai in disuso, come romanata, nel senso appunto di 'merenda campagnola'. Il già citato Grande dizionario dà di romanata la definizione di 'ritrovo conviviale in cui ciascuno dei commensali paga una quota della spesa complessiva', citando come unico esempio la seguente frase tratta da una lettera del Foscolo: "Lunedì verrò forse a una romanata in campagna vicino a Fiesole con la compagnia delle signore Orozco". Il lemma si completa con un rinvio all'ottocentesco Lessico dell'infima e corrotta italianità di P. Fanfani e C. Arlia, che registra: "Romanata, e alla francese pique nique, chiamasi in alcuni luoghi d'Italia un pranzo o una cena per cui ognuno che vi prende parte paga una quota". A dire il vero, l'interpretazione che il Grande dizionario dà della romanata che il Foscolo menziona nel suo epistolario risulta poco convincente. Si fatica a immaginare che una merenda nello splendido scenario della campagna fiesolana, prospettata in quei termini, cioè in compagnia di gentili e altolocate dame quali erano la consorte e le figlie del diplomatico spagnolo Orozco, frequentate a quel tempo dal Foscolo (siamo intorno al 1813), potesse prevedere un'imbarazzante colletta finale. Sarà probabile, piuttosto, che la romanata foscoliana alludesse semplicemente a una piacevole merenda all'aperto; alla quale tutt'al più ogni intervenuto avrebbe potuto contribuire con qualche cibaria (in base a un altro dei sensi attestati, come si è visto, per l'espressione in causa) ».

 

Ornella Castellani Pollidori

 

Ancora su alla romana

 

«In un numero precedente di questa rivista (34, 2007, p. 8 s.), Ornella Castellani Pollidori ha spiegato a una lettrice la locuzione pagare alla romana. Premettendo che esiste anche la variante fare alla romana, Castellani Pollidori scrive che "il senso oggi più largamente registrato dell'espressione è 'spartire equamente fra amici una spesa comune' (per esempio in occasione di una cena)". Non esclude dunque l'altro significato, simile ma non identico, 'spartire secondo quanto si è consumato', cioè non equamente. Anche questo significato sembra diffuso, come risulta da un divertente dibattito in Internet (http://alfaeomega.wordpress.com/2007/05/07/pagare-alla-romana/). Nel Grande dizionario della lingua italiana Castellani Pollidori ha trovato la locuzione, anche nel senso appena indicato, ma niente sulla sua origine, o comunque niente di convincente.
In Internet s'incontrano due proposte. Secondo la prima "[i]l modo di dire deriverebbe dall'antica usanza delle trattorie romane che per praticità e rapidità facevano pagare il conto ai pellegrini dividendo il costo delle pietanze portate all'intera tavolata" (http://it.wikipedia.org/wiki/Alla_romana); secondo l'altra la frase pagare alla romana deriva da un'osteria di Trastevere in cui la 'Sora Pina' era solita picchiare preventivamente con il bastone della scopa tutti i turisti che entravano nel locale per convincerli a pagare il conto con solerzia, da cui Meglio pagare la cena alla romana (così in http://www.abietto.net/articoli/roma.php).
Se non è vero è ben trovato, almeno finché mancano le conferme scientifiche, con attestazioni precise. Le etimologie proposte sembrano tanto più ardite in quanto in altre lingue esistono locuzioni simili con altri riferimenti etnici. In inglese, per esempio, sono diffuse le varianti to go Dutch 'pagare alla olandese' e Dutch treat, 'invito all'olandese'. Secondo l'Oxford English Dictionary (s.v. Dutch) queste espressioni sono dapprima attestate nell'inglese americano, Dutch treat dal 1887, to go Dutch dal 1914. Accanto a Dutch treat esistono anche le espressioni Dutch lunch, Dutch party e Dutch supper con significati rispettivi. Le attestazioni sono troppo recenti perché Dutch possa ancora significare 'tedesco' (deutsch), significato originale ma nell'Ottocento diventato arcaico. Tant'è vero che in altre lingue ancora per dire 'alla romana' si dice 'alla tedesca', p.es. in russo, rumeno, turco, come confermano testimoni di madrelingua, forse per riferimento al mito della precisione tedesca. I sudamericani direbbero pagar a la americana, cioè come gli americani del nord, considerati meno cavallereschi o comunque più "moderni", e non è sorprendente che, sempre secondo il sito già citato (http://en.wikipedia.org/wiki/Going_Dutch), in Argentina, paese con una forte presenza di italiani e della lingua italiana, si usi la variante italiana in veste spagnola, pagar a la romana.
Invece, quando gli spagnoli dicono pagar a la catalana o i portoghesi di Lisbona fazer as contas a moda do Porto o pagar a moda do Porto, locuzioni confermate da testimoni di madrelingua, lo fanno per esprimere la condiscendenza nei confronti di una regione o di una città rivale considerata più meschina della propria. È vero che nella stessa Italia, accanto alla espressione pagare alla romana, esiste la variante pagare alla genovese: variante da attribuire al pregiudizio che i genovesi siano tirchi (http://it.wikipedia.org/wiki/Alla_romana)? E allora che cosa hanno in mente gli stessi romani quando propongono di pagare alla romana? L'uso di fare / pagare alla romana e delle varianti in altre lingue dipende comunque dalla situazione, sia che non si voglia pagare per tutti o che si voglia risparmiare la spesa totale a un altro commensale».

 

Harro Stammerjohann

4 settembre 2009