Sulla legittimità grammaticale di grazie di + infinito presente


Quesito: 

Riproponiamo qui una risposta data da Luca Serianni sul nostro periodico La Crusca per Voi (n° 35, p. 12) sulla legittimità grammaticale di grazie di + infinito presente.

Sulla legittimità grammaticale di
grazie di + infinito presente

 

"Linda Stefani scrive: «Lavoro in un'azienda francese e spesso i miei colleghi chiudono una lettera con frasi come "Grazie di inviarmi i documenti", "Grazie di verificare se il prodotto è presente in magazzino", come nel francese merci de + infinito, invece di "Potresti inviarmi / potresti verificare...". Si tratta di espressioni corrette in italiano?»

 

Di costrutti del genere chi scrive si era già occupato nella «Crusca per voi», n° 20, aprile 2000, p. 4, eccependo sull'accettabilità di grazie + infinito in riferimento a un'azione che deve ancora accadere (tutto bene invece al passato: «Grazie di avermi inviato i documenti»). Successivamente il linguista Lorenzo Renzi (in «Studi di lessicografia italiana», xvii 2000, p. 315) ha ipotizzato un calco dall'inglese, pur osservando che frasi come Thank you for sending me the requested samples «non avrebbero significato futuro, come nell'italiano corrispondente, ma passato: "grazie di avere spedito...". Sembra dunque che l'italiano abbia imitato l'inglese estendendone l'uso oltre i limiti originari». In nota Renzi menzionava anche il francese Merci de fermer la porte (quindi con riferimento al futuro), ipotizzando però anche in questo caso un modello inglese.

 

Il problema è stato affrontato da ultimo, pervenendo a conclusioni molto persuasive, da Daniele Grasso nella sua tesi di dottorato discussa all'Università di Ginevra il 25 maggio 2007 (titolo: Innovazioni sintattiche in italiano alla luce della nozione di calco; direttore: Emilio Manzotti); la tesi può essere letta - e "scaricata" - da Internet all'indirizzo www.unige.ch/cyberdocuments/theses2007/GrassoD/these.pdf . In base a un corpus di italiano contemporaneo, Grasso ha accertato alcuni punti: a) il costrutto è molto raro in italiano; b) appare soprattutto in contesti burocratici; c) dipende, nella quasi totalità dei casi, da un modello francese. Proprio al francese, dunque, si dovrà guardare come modello per il costrutto italiano, così come sospettava la nostra lettrice: il predominio dell'inglese non deve mettere in ombra il molto che l'italiano continua a trarre dai cugini d'oltralpe, specie per quanto riguarda i calchi sintattici e semantici.

 

Spiegare l'origine di un fatto linguistico non implica però rilasciare una patente di legittimità grammaticale: per ora, trattandosi di un costrutto raro (punto a) e confinato in un settore che non possiamo considerare prestigioso come modello per l'uso comune (punto b), grazie di + infinito presente è da considerare un'espressione ai margini della norma e va sostituita con le impeccabili formulazioni proposte dalla signora Stefani."

25 aprile 2008