L'intrinseca differenza fra “guardare la TV” e “fissare il TV”

Margherita B. di Padova, Pasqua F. di Lecce, Dario M. di Meda, Alessandra P. di Roma, Giusy P. di Lecce e Matteo T. di Cesano Boscone hanno scritto all’Accademia per chiedere delucidazioni sul genere della sigla TV; a loro parere, negli ultimi anni, si è diffusa sui media la forma il TV (color) in luogo di la TV, sentito come più “regolare”.

Risposta

Partiamo da alcune considerazioni preliminari. In italiano esistono due termini vicini: televisione e televisore. Vediamo le definizioni dal GRADIT (abbiamo sciolto la maggior parte delle abbreviazioni per facilitare la lettura):

televisione /televi'zjone/ (te-le-vi-sio-ne) s.f. [Alto Uso]
[1909; composto di tele- e visione, cfr. ingl. television, 1909]
1a[AU][vocabolo di uso Tecnico Specialistico] tecn. trasmissione a distanza di immagini in movimento o fisse per mezzo di onde radio o, in speciali circuiti chiusi, via cavo: l'invenzione della t., t. in bianco e nero, a colori, t. a circuito chiuso, via cavo
1b[AU] la trasmissione dei programmi televisivi a livello nazionale, regionale, ecc. (accorc. tele): i programmi della t., cosa danno stasera alla t.?
2[AU] il programma o i programmi trasmessi (accorc. tele): guardare la t.
3a[AU] gli impianti per tale trasmissione; ente statale o organizzazione privata che li gestisce; l'insieme delle persone che operano per tale trasmissione o delle attività che vi sono connesse: un presentatore della t., il mondo della t.
3b[AU] per antonomasia, la televisione di stato: lavorare alla t., la t. italiana, tedesca
4[AU] familiare, impropriamente, televisore (accorc. tele): accendere, spegnere la t., comprarsi una t. nuova

televisore /televi'zore/ (te-le-vi-so-re) s.m. [AU]
[1929; comp. di tele- e -visore, cfr. ingl. televisor, 1926]
apparecchio che riceve le immagini e i suoni trasmessi mediante il sistema della televisione: t. da 19, 21 pollici, t. portatile, passare le serate davanti al t. | t. in bianco e nero, a colori, che trasmette immagini in bianco e nero, a colori 

Il termine televisione è quindi più datato, mentre televisore compare in Italia vent’anni più tardi. Chiunque può ricordare che il termine televisione è stato comunemente usato a lungo (ed è ancora largamente usato) anche per indicare l’oggetto, quindi nell’accezione 4. Solo più di recente, forse anche in seguito a una certa demistificazione dell’apparecchio televisivo, si è diffuso l’impiego, tecnicamente più corretto, di televisore per indicare in maniera specifica l’apparecchio per ricevere le trasmissioni televisive; ciò nonostante, l’uso di televisione appare tuttora maggioritario.

Passiamo a considerare cosa scrivono i dizionari specificamente di TV.

Il GRADIT, il Sabatini Coletti e il Vocabolario Treccani confermano che, a oggi, la sigla TV viene normalmente ricondotta alla parola televisione e considerata essa stessa sostantivo femminile invariabile, in uso dal 1956. È dello stesso avviso anche il DOP.

Il GRADIT lemmatizza TV color a parte come locuzione sostantivale maschile invariabile, esotismo inglese, attestato in italiano dal 1972 (il GDLI specifica, come fonte per quell’attestazione, il "Corriere della Sera" del 27 agosto di quell’anno); per essere precisi, tuttavia, rileviamo che in inglese tale espressione non esiste con quel significato (tv color, infatti, in inglese indicherebbe qualcosa come ‘il colore della televisione’), mentre viene usato colo(u)r TV o television, nel rispetto del consueto ordine inglese determinante-determinato. In sostanza, quindi, per tv color si dovrebbe parlare piuttosto di pseudoanglicismo.

Già nell’edizione 1994, lo ZINGARELLI registra invece TV come sostantivo femminile invariabile ma anchemaschile nel significatodi televisore, che marca come familiare; in calce al lemma, viene riportata anche la polirematica TV color per ‘televisore a colori’. Nell’ultima edizione dello stesso dizionario, la 2013, la sostanza rimane all’incirca la stessa, con tre accezioni diverse della sigla TV:

- s.f.inv. accorc. di televisione;B - in funzione di agg.inv.(posposto a un sost.)televisivo: la programmazione, il canone tv; C - s.m.inv. (fam.) televisore | tv color, televisore a colori.

Infine il GDLI, nel Supplemento 2004, considera il lemma TV come sostantivo femminile invariabile, con l’unica differenza di ricondurlo sia a televisione che a televisore.

Dunque, tra i vari dizionari presi in considerazione, solo lo Zingarelli pare recepire l’impiego maschile della sigla TV usata da sola, mentre appare più ampiamente attestata l’espressione maschileTV color.

La diffusione di il TV sembra tuttavia incontrovertibile, seppure ancora minoritaria; basta eseguire una ricerca con Google per averne la conferma.

Possiamo ipotizzare alcune motivazioni per l’ampliamento di questo uso. Il passaggio da televisore a il TV è quasi certamente provocato dal precedente impiego di TV color, espressione brachilogica particolarmente adatta a un uso pubblicitario in sostituzione di televisore a colori.

Nel momento della sostituzione degli apparecchi in bianco e nero con quelli a colori (ricordiamo che le prime trasmissioni regolari a colori partirono, in Italia, nel 1976), la specificazione aveva particolare rilevanza, dato che l’apparecchio in grado di ricevere le trasmissioni a colori era ancora poco diffuso, e rappresentava una specie di status symbol. Oggigiorno, è chiaro che le innovazioni tecnologiche nel comparto radiotelevisivo hanno rivoluzionato completamente il mercato. Il colore si dà per scontato, mentre vengono pubblicizzati i TV LED o i TV 3D, generalmente, ma non esclusivamente, al maschile. Da una primitiva diffusione di il TV color si può quindi pensare a un passaggio alla sola sigla TV usata, però, al maschile, quando riferita al televisore in senso prettamente fisico, all’oggetto TV.

Il genere di TV cambia quindi a seconda che la sigla venga ricondotta a televisione o a televisore. In particolare, si diceva, televisione ha un uso più astratto: “guardo la televisione” sta per ‘seguo i programmi televisivi’, non per “sto a fissare il televisore”; “ho comprato un televisore”, dal canto suo, pone l’enfasi sull’oggetto fisico e non su quello che esso veicola. Forse il TV ha avuto una spinta alla diffusione rispetto a la TV nel momento in cui si è iniziato a considerarla uno dei molti apparecchi tecnologici sparsi per casa, piuttosto che una scatola magica...

 

  

A cura di Vera Gheno
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

Piazza delle lingue: Media

25 gennaio 2013


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