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Nicoletta Maraschio professoressa emerita dell'Università di Firenze
Monica Berté e Maurizio Fiorilla
Laura Boldrini all'Accademia della Crusca
Max Pfister e Massimo Fanfani

Inerente, attinente e afferente reggono un complemento oggetto o un complemento indiretto?


Quesito: 

Inerente, attinente e afferente reggono un complemento oggetto o un complemento indiretto?

Inerente, attinente e afferente
reggono un complemento oggetto o un complemento indiretto?

Ci sono arrivate numerose richieste (R. Baiona, G. Mariani, P. Wilcke, M. Boscolo, lo Studio notarile Farina) relative al tipo di reggenza dei participi presenti, prevalentemente di ambito burocratico, inerente, attinente, afferente.
Riportiamo la trattazione che Valeria Della Valle e Giuseppe Patota hanno dedicato alla questione nel loro Il Salvaitaliano (Sperling & Kupfer, 2000, p. 218):

«Inerente a qualcosa o inerente qualcosa?
Inerente (parola del linguaggio burocratico che vuol dire 'che appartiene', 'che riguarda') è il participio presente del verbo inerire, che è intransitivo, e richiede la preposizione a: «gli obblighi inerenti al decreto», non «gli obblighi inerenti il decreto». Come nel caso di afferente e di attinente, la tendenza a eliminare la a dopo inerente è dovuta, con tutta probabilità, al modello di altri participi tipici del linguaggio burocratico che, legittimamente, non reggono la preposizione a, come facente, ledente, implicante: (funzionario facente funzione, norme ledenti gli interessi, decreto implicante le norme, ecc.).»

 

4 ottobre 2002