Nicoletta Maraschio professoressa emerita dell'Università di Firenze
Max Pfister e Massimo Fanfani
Leonardo Bieber, pres. Commissione Cultura Firenze e Domenico De Martino
Il gruppo dei relatori

Femminile dei nomi in -tore e -sore


Quesito: 

G. Spina, i sig.ri R. Bellagamba, A. Benedetti, P. Brasini, A. Cagnazzo, e R. Iorio hanno inviato al servizio di Consulenza Linguistica dell'Accademia della Crusca dei quesiti riguardanti il femminile dei nomi in -tore e -sore.

Femminile dei nomi in -tore e -sore

I nomi maschili uscenti in -tore, anche detti nomi d'agente in quanto designano "chi compie un'azione", formano nella maggior parte dei casi il femminile in -trice (quindi, ad esempio, attore/attrice, lettore/lettrice, pittore/pittrice, scrittore/scrittrice). Alcuni problemi nel passaggio alla forma femminile si hanno quando il suffisso -tore sia preceduto da una consonante diversa da t (esempio impostore, gestore, pastore, tintore): in questi casi infatti le sequenze -strice e -ntrice, che ne derivano, risultano abbastanza difficili e forme del tipo pastrice, tintrice, impostrice non sono ammesse, mentre è attestata (cfr. Dizionario Italiano Sabatini Coletti) la forma gestrice anche se segnalata come non comune. In questi casi meno lineari sono possibili, anche se non frequentissimi,  i femminili in -tora (quindi pastora, tintora, impostora, ecc.).

Leggermente diverso è il caso dei nomi maschili uscenti in -sore (del tipo evasore, possessore, trasgressore) che invece formano quasi sempre il femminile in -itrice dalla radice, terminante per d, dell'infinito del verbo da cui derivano (evad-ere; possed-ere; trasgred-ire); si avranno quindi le forme, anche queste non comuni nell'uso, evaditrice, posseditrice, trasgreditrice. Abbiamo poi casi in cui la terminazione popolare -sora si affianca a quella in -itrice e possiamo quindi trovare le forme evasora, uccisora, ecc.

Fanno parte di questa categoria di sostantivi anche alcuni nomi professionali indicanti mestieri e professioni tradizionalmente riservati agli uomini che, con l'aumento della presenza femminile, stanno subendo un riassestamento: un caso emblematico, tra quelli uscenti in -sore, è assessore (dal verbo assidere, propriamente 'sedere accanto') di cui possiamo trovare, in sintonia con le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana di Alma Sabatini in cui erano caldeggiate le forme femminili del tipo avvocata, ministra, soldata, la forma femminile assessora, favorita anche dall'impossibilità, iniziando per vocale, di indicare il femminile attraverso la scelta dell'articolo (es. il giudice e la giudice; il deputato e la deputato, ecc.). Dello stesso tipo in -sore è confessore che però, vista la prerogativa di indicare un agente che può essere soltanto maschile, non conosce la forma femminile. In questo caso, per usare il nome d'agente riferito ad una donna, sarà preferibile optare per un sinonimo, ad esempio confidente.

Per approfondimenti:

  • Dardano M. e Trifone P., La Nuova Grammatica della Lingua Italiana, Bologna, Zanichelli, 1997, pp. 173-4.
  • Leone Alfonso , Conversazioni sulla lingua italiana, Firenze, Leo S. Olschki editore, 2002, par. 35, 36, 37.
  • Sabatini Alma , Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana, 1987.
  • Serianni Luca , Grammatica italiana, UTET Libreria, 1989, III, par. 61-63, 67.
  • Serianni Luca , risposta pubblicata sulla Crusca per voi, n° 13, p.10.

A cura di Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

 

14 marzo 2003