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Le prime quattro edizioni del Vocabolario (foto di G. Tatge, Regione Toscana)

Creepypasta: una risposta che fa paura


Quesito: 

In occasione del ponte di Halloween e Ognissanti, vi proponiamo una scheda sulla voce creepypasta segnalataci da alcuni lettori.

 

Creepypasta: una risposta che fa paura

 

Con il termine creepypasta si intende un racconto dell’orrore, anonimo e generalmente breve, pubblicato e diffuso su siti internet, blog e forum. Come molti fenomeni della rete, le storie così denominate nascono originariamente in lingua inglese e sembra che siano diventate popolari specialmente tra gli adolescenti grazie alla 4chan già nei primi anni Duemila (così leggiamo sul sito Creepypasta Italia; 4chan è una discussa "bacheca elettronica" consultabile sul web in lingua inglese basato sulla pubblicazione di immagini all’interno del quale gli utenti godono del completo anonimato). La prima definizione della parola nell’Urban dictionary (dizionario online di gergalismi compilato da utenti di lingua inglese) risale al 2008: ‘creepy stories that float around on the Interwebs’ (cioè: storie di paura che circolano su internet; interwebs è il vocabolo scherzoso usato in inglese per indicare internet).

Il nome inglese deriva da copypasta, sostantivo di registro informale nato dalla contrazione di copy and paste – in italiano ‘copia e incolla’ – che, come si legge nella sezione Words We’re Watching del Merriam-Webster, indica un documento (o parte di esso), testo o immagine, ripetutamente copiato e incollato su differenti pagine del web o sui social network. La vicinanza fra paste (‘incolla’) e pasta (italianismo ben noto in angloamericano) ha decretato il successo di copypasta nel “gergo” di internet, per la carica ironica dell’assonanza. Creepypasta è dunque una parola macedonia in cui la prima parte del composto copy- è sostituita da creepy, che in inglese significa ‘raccapricciante, che fa venire i brividi’. In sostanza, si potrebbe dire che un racconto creepypasta è un copypasta di genere creepy. Infatti, originariamente queste brevi storie dell’orrore, spesso collegate a immagini o fotografie inquietantemente ritoccate, venivano copiate e incollate rapidamente da un sito all’altro: in tal modo, ne era garantita una diffusione capillare sul web. Oggi le storie appartenenti a questo nuovo genere hanno molto successo tra gli adolescenti. Si trovano sul web sia in forma scritta, con stili e lunghezze diversi, sia narrate in video, molto popolari su Youtube. Possono essere racconti originali, prendere spunto da cartoni animati e videogiochi oppure nascere da miti e leggende metropolitane già in circolazione. Gli autori sono sempre diversi e anonimi, perciò la qualità e lo stile delle narrazioni variano di volta in volta.

Io adoro i creepypasta!!!! Ovviamente sono tutti fake (altrimenti non sarebbero creepypasta). Il video l’ho visto ma non mi ha impressionato, mi è piaciuta di più la storia dietro al video (commento di un utente su Cose Nascoste Forum, 2/8/2012).

In Italia l’anglismo creepypasta inizia a diffondersi intorno al 2010:

Come l’articolo che vi ho presentato la scorsa volta, anche questo è un creepypasta a tema pokémon e, a mio parere, anche molto più inquietante di quello precedente (Pokémon Creepy Black: le maledizioni tornano sempre indietro, dal blog “What else?”, 15/9/2010).

Non ho ben capito di cosa parli l'episodio...ma ho letto su Yahoo in inglese che si tratta di un creepypasta. Non so cosa diavolo significhi. Se ben ho capito, sono leggende metropolitane che dicono che chiunque guardi questi episodi, impazzisca o abbia un profondo senso di angoscia. Ma voi ne sapevate nulla? Cosa è questo episodio? I creepypasta in genere cosa sono? Si dice che ne siano stati fatti altri con Mickey Mouse e Squiddi. Mi sembrano sciocchezze, ma ora mi hanno incuriosito (domanda di un utente su Yahoo Answers, 27/12/2010).

Il picco massimo di ricerche della parola creepypasta su Google, secondo i dati di Google Trends, risale a ottobre 2015; nell’ultimo anno però, precisamente a luglio, si è avuto un rilancio del termine probabilmente in seguito all’annuncio dell’uscita in Italia di un film basato sul protagonista di diverse storie creepypasta, Slender Man, molto popolare tra i giovani appassionati del genere. Il termine sembra godere di una discreta diffusione sulla rete: una ricerca sulle pagine in italiano di Google del 25/10/2018 restituisce 516.000 risultati; su Google Libri emergono 777 risultati ma in questo caso il rumore è molto alto e, dando un rapido sguardo ai testi presenti, si può ipotizzare un numero di occorrenze reali molto inferiore.

«Dio mio…», commentò uno dei due, «mi sembra di essere in una creepypasta

«Una cosa?»

«Creepypasta. Sai, quei video di Youtube che si occupano di leggende metropolitane legate ai videogiochi.»

«Ah.»

(Gioia Colli, Il segreto di Peach, autopubbl. 2015, p.5).

Il più famoso personaggio creato da un creepypasta è, si diceva, Slender Man: una creatura molto alta, allampanata, pallida e con il volto del tutto privo di lineamenti (Creepypasta: ecco il nuovo “uomo nero” dei bambini, 31/10/2015, Linkiesta.it).

Nella nostra lingua il genere della parola della parola creepypasta è oscillante, con una preferenza per il femminile: su Google troviamo 4.860 occorrenze di “la creepypasta” e 1.250 di “il creepypasta”; 16.400 di “le creepypasta” e 4.010 di “i creepypasta”. Per quanto riguarda il numero, invece, la parola è prevalentemente usata in modo invariabile; risulta attestato anche se in modo minoritario il plurale femminile creepypaste (630 risultati su Google per “le creepypaste”):

Tuttavia, c’è un particolare che farebbe pensare ad una semplice bufala, in quanto il filmato comparve originariamente su un canale Youtube chiamato 'Creepypaste'. Le creepypaste non sono altro che delle storie horror create ad hoc da alcuni utenti e pubblicate su Internet, spacciandole per reali (Marco Della Corte, Blank Room Soup: un video dal significato misterioso, 27/7/2017, BlastingNews.com).

Anche sulla stampa si trovano occorrenze di creepypasta, sebbene poche. L’archivio di “Repubblica” restituisce quattro differenti risultati, tutti del 2018. Si può osservare anche in questo piccolo campione l’oscillazione del genere:

Le “creepypasta”, evoluzione delle vecchie leggende metropolitane nell’era di internet, sono racconti di paura diffusi per siti e blog e destinati ad alimentare con un repertorio di nuovi babau l’immaginario adolescenziale (Roberto Nepoti, Il crudele gioco di mezzanotte con il mostro senza regole, 11/1/2018, LaRepubblica.it).

Allucinante creatura generata dal web, lo Slender Man è il protagonista di numerosi “creepypasta”, storie dell’orrore anonime diffuse in Rete. Altissimo, vestito di nero, senza lineamenti ma con lunghi arti tentacolari, insidia le fanciulle innocenti, spremendo dalle loro gole un autentico concerto di urla (Un horror per teenager che non fa paura, 7/9/2018, LaRepubblica.it).

Nell’archivio del “Corriere della Sera” invece troviamo due articoli, il primo dei quali risale già al 2011 mentre il secondo è del 2014:

«Nyan Cat» è un gatto volante con il corpo di biscotto. «Slender Man» è all’opposto un essere inquietante della serie horror «Creepypasta», mentre «RageGuy», il decimo, è la faccia dell’esasperazione (Federico Colonna, I tormentoni della Rete, 18/12/2011, “Corriere della Sera”).

Le chiamano creepypasta: storie dell’orrore pubblicate sul web da anonimi. Nate sul sito 4chan, si sono diffuse su forum, portali dedicati e Reddit (Pietro Minto, Oltre Slender Man, la carica dei nuovi baubau, 15/6/2014, “Corriere della Sera”).

La diffusione di creepypasta nel linguaggio del web ha generato alcune varianti, sporadiche, come la grafia italianizzata cripipasta e casi di accorciamento della parola:

Il video postato da Izmagnus è dichiaratamente un cripipasta, isomma[sic],un fake... (commento di un utente sul forum del sito Metagame.it, 12/12/2016).

sono nuovo e vorrei pubblicare una creepy ma.... come faccio a pubblicarla? (commento di un utente sul forum del sito Creepypasta Italia, 11/12/2013).

Si trovano inoltre alcune occorrenze della forma derivata creepypastiano/a/i/e usata sia con valore sostantivale, per indicare gli appassionati del genere, sia con valore aggettivale (storie creepypastiane, racconto creepypastiano, lettrice creepypastiana):

Ed eccoci tornati più attivi che mai creepypastiani! Dopo aver finito gli esami possiamo continuare ad essere più attivi che mai! (da un post della pagina Facebook “Slenderman”, 11/7/2016).

Shira Chess, un’assistente professore di arti dei mass media presso l’Università della Georgia, ha paragonato il fenomeno creepypasta ad eventi di tipo folcloristico. Tuttavia la ricercatrice nota che invece di essere tramandata oralmente attraverso diverse generazioni, come avveniva per questo tipo di culti popolari che riguardavano miti, fiabe e leggende, i racconticreepypastiani vengono invece creati on-line e trasmessi in forma scritta entro poche ore o pochi giorni. […]Le creepypasta originali sono racconti che nascono direttamente come creepypasta, in quanto la loro prima apparizione in rete è derivata dalla letteratura creepypastiana (dalla pagina Creepypasta di Wikipedia.it).

In conclusione, sembra che sia il genere sia il termine creepypasta siano oggi ampiamente diffusi ma strettamente legati a una limitata comunità di utenti della rete, prevalentemente giovani. D’altra parte le storie dell’orrore hanno da sempre affascinato gli adolescenti: l’importante è ricordarsi che si tratta di fantasie e non lasciarsi suggestionare troppo.

 

Luisa di Valvasone

Redazione Consulenza linguistica

Accademia della Crusca

 

1 novembre 2018