Agenda eventi

«  
  »
L M M G V S D
 
 
 
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
 
 
Nicoletta Maraschio professoressa emerita dell'Università di Firenze
Laura Boldrini all'Accademia della Crusca
Max Pfister e Massimo Fanfani
I partecipanti alla tavola rotonda

Cacciucco o caciucco?


Quesito: 

Alcuni utenti, soprattuto toscani e in particolare livornesi, ci hanno chiesto se in lingua sia ammissibile, accanto a cacciucco, la forma caciucco.

Cacciucco o caciucco?

 

Il nome con cui il caratteristico piatto livornese a base di pesce ha fatto l'ingresso in lingua è cacciucco, dal turco küçüklü "qualcosa di mischiato con oggetti più piccoli" (GRADIT). Tutti i dizionari concordano sulla appartenenza del termine alla città di Livorno e all'area della Versilia, sull'origine turca e sulla datazione della prima attestazione in italiano: l'anno 1864. La fonte secondo DELI sono le Giunte ed osservazioni al Vocabolario dell'uso toscano (di Pietro Fanfani) di Giuseppe Rigutini, edito appunto nel 1864. Successivamente la forma è registrata anche dal Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo e Bernardo Bellini (Torino 1861-1879, il vol. 1 parte 2a. B-C uscì nel 1865) e nella quinta edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1863-1923, il vol. II B-Ch è del 1866), senza citazione della fonte. La voce, sempre nella forma cacciucco, è accolta nel Novo vocabolario della lingua italiana di Giovan Battista Giorgini e Emilio Broglio (1870-97), che costituisce la proposta di italiano nazionale all'indomani dell'unità d'Italia e poi nel Novo dizionario universale della lingua italiana di Policarpo Petrocchi (1891). Anche nel Grande Dizionario della Lingua Italiana (fondato da Salvatore Battaglia, Torino, UTET, 1961-2004), che costituisce la summa della tradizione della nostra lingua, il lemma è registrato con consonante doppia: è interessante notare che lo stesso dizionario, accanto a Carlo Linati (nato a Como nel 1878 e deceduto nel 1949) e al viareggino Lorenzo Viani (1882-1936), cita il marchigiano Alfredo Panzini (1863-1939) il quale, nella raccolta La cicuta i gigli e le rose, scrive invece caciucco. Lo stesso Panzini però, nel suo Dizionario moderno riporta cacciucco, rifacendosi esplicitamente (nelle prime due edizioni) al già citato dizionario del Petrocchi.

 

Giungendo alla situazione odierna la maggior parte dei vocabolari più in uso, nelle edizioni più recenti, registra, accanto a cacciucco, la variante caciucco senza alcuna restrizione d'uso (HOEPLI, GRADIT, GARZANTI, ZINGARELLI e Sabatini Coletti); alcuni però registrano solo la forma con doppia c, come il Vocabolario Treccani, e altri ancora specificano "non corretto caciucco", come Devoto-Oli 2008, o "non caciucco", come il DOP. Evidentemente, nonostante le resistenze, la variante caciucco si sta affermando, anche se, sicuramente, non a Livorno; anzi pare che andando da quelle parti sia poco consigliabile dire caciucco, almeno stando a questa conversazione tra internauti datata 2005: "Buongiorno a tutti. Domani sarò con i miei genitori dalle parti di Livorno, mi indicate qualche nome? Niente di particolarmente impegnativo, è per un pranzetto rapido. Se c'è dell'ottimo caciucco è meglio!" "Prima cosa: caCCiucco, non caCiucco!!! Se fai questo errore a Livorno ti impalano sulla Terrazza Mascagni!!!"

 

A cura di Matilde Paoli
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

 

 

12 novembre 2010