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La copertina
Una lettera autografa di Alessandro Manzoni
Le prime quattro edizioni del Vocabolario (foto di G. Tatge, Regione Toscana)

Primordi e fondazione


I primordi dell'Accademia della Crusca risalgono al decennio 1570-1580 e alle riunioni di un gruppo di amici che si dettero il nome di "brigata dei crusconi". Già con la scelta di questo nome manifestarono la volontà di differenziarsi dalle pedanterie dell'Accademia fiorentina, alle quali contrapponevano le cruscate, cioè discorsi giocosi e conversazioni di poca importanza.

Già da questi primissimi anni di attività non erano comunque del tutto assenti intenzioni letterarie, con dispute e letture di un certo impegno culturale, rivolte in particolar modo verso opere e autori volgari. Vengono tradizionalmente indicati come i fondatori della Crusca Giovan Battista Deti, il Sollo; Anton Francesco Grazzini, il Lasca; Bernardo Canigiani, il Gramolato; Bernardo Zanchini, il Macerato; Bastiano de’ Rossi, l’Inferigno, cui si aggiunse nell’ottobre 1582 Lionardo Salviati, l’Infarinato, che dette la spinta decisiva verso la trasformazione degli intenti dell’Accademia e indicò il ruolo normativo che da quel momento in poi avrebbe assunto.

Lo stesso Salviati dette nuovo significato al nome di Crusca, fissando l’uso della simbologia relativa alla farina e attribuendo all’Accademia lo scopo di separare il fior di farina (la buona lingua) dalla crusca, secondo il modello di lingua già promulgato dal Bembo (1525) e ripresi poi dallo stesso Salviati che prevedeva il primato del volgare fiorentino, modellato sugli autori del Trecento.

La prima adunanza in cui si cominciò a parlare di leggi e statuti dell’Accademia avvenne il 25 gennaio 1583, ma la cerimonia inaugurale dell’Accademia si svolse due anni dopo, il 25 marzo del 1585. Nel 1589, anno della morte del Salviati, furono istituite le attribuzioni dell’arciconsolo, dei consiglieri, dei censori, del castaldo, del massaio e del segretario e nel 1590 si scelse come simbolo dell’Accademia il frullone, lo strumento che si adoperava per separare il fior di farina dalla crusca, e come motto il verso del Petrarca “il più bel fior ne coglie”.

Si stabilì anche che tutti gli oggetti e la mobilia dell’Accademia dovessero avere nomi attinenti al grano, alla crusca, al pane, compresi gli stemmi personali degli accademici, pale di legno in cui era dipinta un’immagine simbolica accompagnata dal nome accademico e dal motto scelto.

    Gli eventi di oggi

    Legenda:
     Organizzato dalla Crusca
     In collaborazione con la Crusca

    Avvisi da Crusca

    • Convegno internazionale Strumenti e applicazioni per la divulgazione del patrimonio linguistico e culturale

      23 aprile, Bologna - 24 aprile, Firenze, Accademia della Crusca

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    • Mostra Il gran libro della Nazione

      Prorogata fino al 30 aprile 2014 la mostra sui 150 anni della quinta edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1863-1923).

    • Premio Giovanni Nencioni 2014

      Pubblicato il Premio Giovanni Nencioni 2014 per una tesi di dottorato su un tema di linguistica italiana discussa all'estero.

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    Attività

    • Progetto dell’Accademia della Crusca e del Liceo Scientifico “A.M. Enriques Agnoletti” (Sesto Fiorentino), e con la partecipazione del CAFRE dell'Università di Pisa, destinato a docenti di lingua italiana e di materie scientifiche della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di 1° e di 2° grado.

    • Creazione del Vocabolario del fiorentino contemporaneo; progetto finanziato dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze e dalla banca Federico Del Vecchio - gruppo Banca Etruria; 1994-1996/2011-in corso.

    • Archivio digitale integrato di materiali didattici, testi e documentazioni iconografiche e multimediali per la conoscenza allʹestero del patrimonio linguistico e storico‐culturale italiano, con particolare riguardo e destinazione a italiani all’estero di seconda e terza generazione; progetto FIRB; 2009-2013.

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