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Tullio De Mauro (Università di Roma La Sapienza) I linguaggi specialistici di scienze idiografiche e nomotetiche e gli "every-day languages" in Italia e altrove
Nella tradizione europea e occidentale, a parte qualche prodromo nel mondo classico, il rapporto tra usi tecnico-specialistici delle lingue e lingue storico-naturali è stato avvertito sempre più acutamente sia in re, nell'effettualità degli usi,sia in sede teorica e filosofica a partire dal tardo Rinascimento fino al XIX secolo e oltre. – Nel XX secolo, abbandonati in re e in sede teorica i progetti di riduzione e unificazione fisicalista, i rapporti sono stati riproblematizzati anche sotto l'urgenza della inaudita pervasività di elementi di derivazione scientifica e tecnica negli usi correnti delle lingue.- Il caso italiano ha una sua peculiarità: un relativo alto sviluppo di alcuni settori tecnico-scientifici ("la nostra bella scienza" di Timpanaro sr., le "alte palme" di Gramsci) e il forte isolamento pre- e postunitario della cultura tecnico-scientifica nel complessivo contesto culturale.- Tra negligenze e rifiuti, tuttavia il patrimonio lessicale italiano più recente, così come si configura nelle rappresentazioni dizionaristiche più ampie e adeguate, registra l'espandersi di elementi e accezioni di lessici specialistici non solo marginalmente, ma nell'alveo del lessico comune e anche di base.
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