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scappato, agg.
SF RI di brodo o sugo fatto, per necessità, senza usare carne; nelle locuz. RI minestra scappata, SF sugo (a pollo) scappato.
® sugo (sugo alla rotta in culo; sugo finto)
Val a dire: se uno c’ha un po’ d’avanzi in casa, che un è andato a comprare i’ lesso, e’ si fa una minestra scappata, via! Ci si mette una patata, una cipolla, un po’ di sedano, tutti gl’odori - eh - e quella l’è una minestra scappata, propio, io l’ho sentito, ancora si dice!
I’ sugo… i’ sugo scappato l’è quello fatto senza la carne. Noi si chiama i’ sugo alla rótta ‘n culo. Alla rotta. O sugo finto. Noi più che attro si c(hi)ama… o sugo finto o sugo alla rotta. Noi si chiama ‘n quella maniera. Però ‘n campagna lo chiamano sugo alla pollo scappato e l’è lo stesso. L’è fatto cogl’udori e la conserva. E basta.
I’ sugo a pollo scappato, l’avete sentita? / Eh! No… si dicea anche differente… / Sì, no… la mi’ mamma la dicea: sugo a pollo scappato. Voleva dire: fatto solo colla cipolla, senza carne.
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