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Saluto della Vicepresidente Nicoletta Maraschio.
Signor Presidente,
ho l’onore di aggiungere il mio saluto e il mio ringraziamento e lo faccio nella duplice veste di vicepresidente dell’Accademia e di docente dell’Ateneo fiorentino. La Sua visita alla Crusca ha un significato del tutto particolare per una città come Firenze che ha dato la lingua all’Italia e poi ha fatto dello studio e della cura di questa lingua un momento centrale della sua storia. Oggi la ricerca linguistica vede Firenze all’avanguardia, grazie in primo luogo alla tradizione secolare della Crusca, ma anche all’attività di molte altre istituzioni prestigiose che operano nello stesso ambito. Penso all’Istituto del CNR, “Opera del Vocabolario Italiano”, di cui ha già parlato Giovanni Nencioni, come pure all’Istituto per la Documentazione Giuridica, impegnato da sempre anche nel settore lessicografico; e penso naturalmente all’Università con i suoi Dipartimenti, Centri e Laboratori Linguistici, l’Università che, insieme con quella di Roma, per prima istituì una cattedra di Storia della Lingua Italiana, affidandola ad uno studioso del valore di Bruno Migliorini, per lunghi anni anche Presidente dell’Accademia della Crusca. La ricerca intorno alla nostra lingua si avvale dunque a Firenze di molte competenze diverse, si alimenta, come Lei sa, della collaborazione internazionale e si proietta nel futuro.
Ancora grazie, Presidente.
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