twittare *

Ambito d'uso: rete

2007

Definizione: comunicare con Twitter

Approdando al mondo di Twitter, già nella pagina di accesso si trovano brevi indicazioni, e persino un video, che introducono l’utente alla novità del servizio, sospeso nello spazio intermedio tra blog, mail e SMS, definito generalmente servizio di microblogging. Si tratta di una bacheca virtuale dove chiunque può lasciare un messaggio di 140 caratteri, che tutti possono vedere, tramite computer o telefonino. Una ricetta semplice: messaggi istantanei multidirezionali, un diario aperto che si costituisce di nota in nota, come una telecronaca; l’apoteosi del comunicare per comunicare. Gli usi che se ne fanno sono i più svariati: anche se Twitter nasce in prima battuta per rendere pubbliche cose personali che non avrebbe senso scrivere via mail, o in un SMS, in molti casi è diventato anche strumento di servizio e di lavoro, o fonte di informazione clandestina. Gli stessi inventori non sanno dove andrà, ma si tratta chiaramente di un nuovo modo di comunicare, che proprio per la sua caratteristica di inserirsi tra gli interstizi lasciati liberi da altri canali, necessita di una terminologia propria e del tutto nuova. Così il ricorso a un neologismo diviene l’unica scelta possibile per indicare la comunicazione con Twitter: twittare (circa 14.500 occorrenze del solo infinito su Google nel luglio 2009, oggi 133.000; 133 occorrenze nell’archivio di “Repubblica”, 60 in quello del “Corriere della sera”), meno frequentemente twitterare (circa 2.500 nel 2009, oggi 12.100; 4 occorrenze nell’archivio di “Repubblica”, nessuna in quello del “Corriere della sera”), in entrambi i casi con l’adattamento morfologico all’interno della prima coniugazione tipico delle neoconiazioni verbali dall’inglese.
Con twit, o più fedelmente tweet, si indica il singolo messaggio, e di twit in twit si costruisce il proprio microblog. Peccato che nel passaggio dall’inglese all’italiano si perda il richiamo, volutamente cercato, al significato primo di to twitter, 'cinguettare'; tanto che, talvolta, si sente il bisogno di usare proprio il traducente cinguettare, quasi sempre in modo ironico, per descrivere questo continuo rumore di sottofondo nel cyberspazio.

Attestazioni

  • “Repubblica” (26/11/2007, p. 31; Affari Finanza): “Durante i roghi in California, le notizie diffuse dai volenterosi twits sulle strade chiuse, focolai attivi e punti di raccolta sono stati preziosi. Si può twittare a costo zero sia dalla home page del servizio che attraverso servizi di chat o dal cellulare, pagando in quest’ultimo caso il costo dell’sms”.
  • “Corriere della sera” (23/07/2009, p. 25): “Ma la possibilità di navigare, scaricare la posta elettronica, twittare ed altro al modico prezzo di 12,95 dollari per tutto il volo, non disturba affatto Lisa Brothman. «È una tecnologia salva matrimonio – spiega la donna d’affari in un post a Newsweek.com – che mi consente di sbrigare tutto il lavoro in viaggio e, quando arrivo a casa, di dedicarmi solo a mio marito»”.

[a cura di Marco Biffi]

Piazza delle lingue: Media

7 novembre 2012

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