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L’«autodidascalo» scrittore. La lingua della Scienza Nuova di Giambattista Vico
G. Fanello Marcucci, C. Marazzini, G. Di Leo e N. Maraschio

stacchetto


lingua dei mass media
1993

Definizione: pausa o intervallo di breve durata che interrompe lo svolgimento di un programma, rispetto al quale presenta un diverso contenuto, perlopiù musicale, oppure a scopo pubblicitario.

La voce, nata in ambito televisivo e diffusasi ulteriormente attraverso i giornali, deriva per alterazione dal sostantivo "stacco" (av. 1767), mediante l'aggiunta del suffisso diminutivale -etto.
Nella formazione delle parole si classificano come alterate quelle basi, generalmente lessicali, che presentano suffissi definiti alterativi o valutativi, oppure modificativi. Inoltre, suddividendo le categorie degli alterativi in base ai loro significati denotativi, si possono distinguere tre principali gruppi di suffissi: diminutivi, accrescitivi (o aumentativi) e peggiorativi (o dispregiativi).
Spesso gli alterati tendono a lessicalizzarsi, assumendo significati propri specifici, diversi da quelli della base (ad es. forchetta ← forca). In tal caso, alla lessicalizzazione consegue generalmente il blocco delle formazioni alterative, che perdono la loro funzione originaria. Ad esempio, cavallo mantiene come diminutivi cavallino e cavalluccio, ma non cavalletto. Curiosamente, proprio a causa dell'avvenuta lessicalizzazione, il sostantivo orecchio (e la forma region. al femminile orecchia) è stato addirittura privato dei suoi alterati (diminutivi e accrescitivi) orecchino, orecchietta e orecchioni, che presentano ormai un significato proprio.
Tra i suffissi liberamente produttivi l'alterativo -etto, dal latino tardo ĭttu(m), si può posporre a sostantivi, verbi, avverbi, assai raramente a pronomi indefiniti, soprattutto ad aggettivi.
Al significato denotativo di "piccolezza" consegue l'implicazione di "scarso valore" o "scarsa importanza", che si può trovare in alterati, perlopiù ormai lessicalizzati, quali operetta, ninfetta, coppietta ecc. Il valore diminutivo può dunque assumere a volte una connotazione affettiva, talvolta invece ironica o spregiativa.

Il sostantivo "stacco" deriva dal verbo "staccare", a sua volta costituito dal v. "attaccare" con cambio o sovrapposizione del prefisso reversativo s-, che in sostanza attribuisce un significato contrario ai verbi cui è premesso. Il principale significato di questa voce verbale sarà dunque «Separare ciò che è attaccato» (SC 2006) ma, impiegata intransitivamente, essa implica anche l'accezione estensiva «Prendere una pausa dal lavoro, da una situazione pesante e faticosa» (SC 2006), «prendersi una pausa, smettere per un certo tempo di fare qcs., per riposarsi o distrarsi» (GRADIT).
La forma alterata è registrata sotto la voce "stacco", come diminutivo, in Devoto Oli 2004/2005 e Zingarelli 2006; il primo ne fornisce anche la definizione: «DIM. stacchétto (in una trasmissione radiotelevisiva, intermezzo musicale o pubblicitario: l'ingresso di ogni concorrente è accompagnato da uno s.)». Nel corpo della voce invece, possiamo trovarne analogo significato ad es. in GRADIT, nella definizione «breve interruzione di un programma radiofonico o televisivo riempita da una trasmissione di natura diversa: s. pubblicitario, musicale», o in SC 2006, nella subaccezione «sospensione di un programma radiotelevisivo per trasmettere un breve intermezzo pubblicitario o musicale: s. musicale, informativo, pubblicitario».
Lo stacchetto musicale può forse avere il suo antecedente nell'intermezzo (a. 1598), quale «breve intrattenimento di carattere leggero e vario, rappresentato tra un atto e l'altro di uno spettacolo o trasmesso tra due programmi televisivi o radiofonici consecutivi: trasmettiamo ora un breve i. musicale» (GRADIT s.v.), oppure «Spettacolo breve e di tono leggero, eseguito nell'intervallo di una rappresentazione» (SC 2006 s.v.).
Google  indicizza circa 31.800 occorrenze per il singolare del termine, 101.000 invece per il plurale.

Attestazioni

● Corriere della sera (25/10/1993):

Vuoto spinto patinato. "Domenica In" (Raiuno, 14 19.50) ha scelto ambiente piu'  asettico, pacato. Castigate anche le ballerine hostess. Classici stacchetti, fantasie musicali. E ognuno nel suo cantuccio. Mara Venier a spezzare il ritmo della staticità tra conosciute presentazioni ("Che cosa ci cantate adesso?") e gravosi giochini telefonici ("Pronto? Da dove chiami? Che bella voce". Applauso).

● Sorrisi e personaggi (17/03/2004):
È vero che è stata Mina a voler cantare lo stacchetto «Ingegner Cane»?
«Non esageriamo. Benedetta (Mazzini, la figlia della cantante ndr) è una nostra fan e ci ha sempre detto che la sua mamma ci segue, ma dietro lo stacchetto credo che ci sia la mano della Gialappa's».

L'INGEGNER CANE
«Cane è nato perché volevamo fare della satira sull'idea, secondo noi assurda, di costruire un ponte sullo Stretto di Messina. Il nostro uomo è un ingegnere un po' imbranato che non conosce nemmeno le regole di base, ma si propone di realizzare un'impresa titanica. Quest'anno trovavamo divertente l'idea di fargli fare carriera e così lo abbiamo promosso braccio destro del ministro Lunardi, in pratica viceministro. Lo stacchetto personale, cantato da Mina, era il minimo che potessimo dargli».

● italy.indymedia.org/news (26/02/2006):

A "Bell'Italia" inno di Forza Italia come stacchetto di sottofondo
by Prometheo it Sunday, Feb. 26, 2006 at 2:32 PM

Stacchetto musicale di sottofondo che ricorda inequivocabilmente l'"Inno" di Forza Italia utilizzato nella puntata di Bell'italia di Sabato 25 Febbraio 2006 su RAITRE
Elezioni 2006 - Sicuramente non è la prima volta e con ogni probabilità sta avvenendo in tutte le trasmissioni televisive che agenti governativi (mascherati da giornalisti, tecnici del suono, operatori, regie ecc. ecc.) stanno inserendo messaggi subliminali o interventi spudorati come quello di Sabato 25 Febbraio. Non so quanta gente guarda "Bell'Italia" - la trasmissione che va in onda ogni sabato alle 12.55 su RAI3. Sabato 25 Febbraio 2006, guardando per caso la trasmissione, mi sono accorto della presenza del sottofondo musicale (senza voce cantata) utilizzato come intermezzo prima delle interruzioni publicitarie o di passaggi di scena: era l'Inno di Forza Italia. Non ha importanza di quanto modificato o "plagiato" era e conduceva inequivocabilmente l'Inno del Partito Fininvest e della coalizione governativa. Chiunque avesse la possibilità di visionare la trasmissione può rendersene conto. Chiunque si fosse accorto di questo trucchetto (andato in onda almeno una trentina di volte) dovrebbe confermarlo o non nascondersi dietro il "Niente Saccio e niente dico...". Bisognerebbe risalire alla cosca che - tra le altre cose - ha guadagnato in termini di diritti sia per l'uso di questo stacchetto... ma forse è stata utilizzata una via che non obbliga alla registrazione sia del motivo per via della durata - non so! Non mi sembra che fino a questo momento qualcuno abbia sollevato polemiche rispetto a questo. Mi spiace di non essere provvisto al momento di un videoregistratore... altrimenti... mi sarebbe piaciuto USARE quella registrazione per tutti GLI USI a cui si può prestare un FATTO di questo genere. Prometheo

[a cura di Manuela Cainelli]

 

13 novembre 2006

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