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Nicoletta Maraschio professoressa emerita dell'Università di Firenze
Laura Boldrini all'Accademia della Crusca
Max Pfister e Massimo Fanfani
I partecipanti alla tavola rotonda

Se stiamo ai mezzi..., allora stiamo a Roma!


Quesito: 

La signora R. G. ci scrive da Milano ricordando di aver letto, “molti anni fa”, in “qualche vecchio libro”, la frase “stava ai mezzi con..., con il significato di ‘accettare un certo tipo di condotta o di essere in qualche modo complice di qualcuno’” e ci chiede informazioni su questa espressione, che a lei non sembra dialettale, ma piuttosto arcaica o letteraria.

 

Se stiamo ai mezzi..., allora stiamo a Roma!

 

Non ci risulta che la lessicografia italiana registri stare ai mezzi con qlcu. e non siamo riusciti a trovarne esempi in testi letterari del presente e del passato. Tuttavia l’espressione, più o meno nel senso indicato dalla richiedente, di ‘essere complice di qlcu.’, o meglio di ‘essere in combutta con qlcu.’, cioè ‘essere d’accordo con qlcu., specie per una finalità illecita’, ha oggi una sia pur limitata diffusione: in rete siamo riusciti a reperire un totale di 96 attestazioni di stare ai mezzi o a mezzi, tutte recenti o recentissime. Ne riportiamo di seguito alcune senza operare regolarizzazioni sul piano grafico:

io credo che diversi "bidoni" dell'Inter siano arrivati grazie a Branca (che forse stava "ai mezzi", come si dice da noi, con i rispettivi procuratori) (http://bardellosport.forumfree.it/?t=7787350&st=15).

Se Rudi ha detto quelle cose senza stare ai mezzi con Sabatini, gatto e volpe, con un copione concordato da mesi, vuol dire che crede realmente nella possibilità di far cambiare idea al ds (https://www.insideroma.com/news/rassegna-stampa/osvaldo-sì-o-no-roma-al-bivio-id.5954).

Alle corte: un leader di partito che (se sarà dimostrato), ignora di quello che gli combinano sotto gli occhi moglie e braccio destro, a Tangentopoli stava ai mezzi, a Pirlopoli, fa il sindaco (https://www.nessunluogoelontano.it/206).

i gestori telefonici quali vodafone nel mio caso,tim, wind....e lo Stato...Non devono permettere a questi ladri ...con cui loro stessi stanno ai mezzi, di rubarci e fregarci neanche un cent (https://it.unknownphone.com/search.php?num=0232069473&page=2).

Si e' creata una bella combriccola, fatta da una parte di coloro che pensano che passare il proprio tempo guidando un'auto privata sia una cosa indispensabile (e anche fica), poveri trogloditi che non sono altro, e dall'altra di quelli che stanno ai mezzi coi costruttori (che altra spiegazione non c'e') e quindi riempirebbero di parcheggi interrati l'intero sottosuolo romano (http://www.propuproma.com/2013/06/i-pup-generano-risorse-per-la-citta.html).

Se vuoi ho una casistica interessante, arriva direttamente da mia moglie, che spesso combatte contro giudici che, secondo me, stanno ai mezzi con le assicurazioni (http://www.riderbike.it/forumold/printthread.php?tid=3632).

rubano o stanno ai mezzi? :-) (https://twitter.com/zeropregi/status/834116642892300288).

Con 200 miliardi l'anno tra evasione e corruzione, il costo dei senatori e' come un lago confrontato con un oceano...di cosa stiamo parlando!...e tutto cio',(evasione/corruzione) non verrà' mai sconfitta perche', non so se è chiaro, i soggetti interessati stanno "a mezzi".. https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/03/riforme-la-costituzione-secondo-renzi-premierato-assoluto-e-negazione-della-rappresentanza/2346469/

vai beppe adesso farneticano che stai ai mezzi co mastella (http://www.ilblogdellestelle.it/2007/09/la_vacca_di_cas_0.html).

ci sono tornato diciamo un po' per volta, nel senso di qualche e quindi scrivo in riassunto una recensione per tutte : ottimo, avanti cosi', e non vi fate fregare dal suo affabile modo di presentare pietanze, se avete qualsiasi voglia di pesce e non solo (ho visto un energumeno mangiasse na bisteccona da paura) chiedete e lui mettera' in moto le voste voglie. l'ultima volta un guazzetto come antipasto da leccarsi le dita, ci si sta veramente bene, pi smetto altrimenti penserete che sto' ai mezzi (per quelli di fuori roma : che me paga) (https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g673275-d2067696-r438310391-La_Bussola-Ostia_Antica_Province_of_Rome_Lazio.html).

Ho saputo recentemente che uno di questi imbonitori al quale veniva proposto il meraviglioso ultimo cd di Pino Daniele ha risposto sprezzante: “No, no, Pino Daniele lasciamolo stare, mi rovina l'umore della radio”. Non mi consola che poi, proprio il mercato (che vede ancora una volta trionfare l'autore di Passi d'autore ) abbia già fatto polpette dei gusti e dell'imbecillità di questo arrogante predicatore del nulla e di tutti quelli come lui. Mi preoccupa il loro potere e anche la miopia dei padroni delle radio che in alcuni casi purtroppo “stanno ai mezzi” come dicono a Roma, con questi piccoli razziatori e nella maggior parte dei casi non intendono che, la musica popolare, quella vera, quella che ha riunito intere generazioni di ragazzi ed ex ragazzi, è più conveniente. Perchè la discografia fra poco, con questo andazzo, non esisterà più e quindi non esisterà più nemmeno l'elemento, il seme, che fa vivere le stesse radio ed i suoi dj (http://www.giannimina.it/index.php?option=com_content&task=view&id=158&Itemid=67).

oppure il contratto dell'inter è più"forte" del genoa? se si perchè visto che stiamo "ai mezzi" (come si dice a roma) come proprietà del calciatore? (http://www.mymag.it/forum/viewtopic.php?f=1&t=34559&start=40).

Il primo brano appartiene a un utente proveniente da Roma, il quale sottolinea l’origine locale dell’espressione con la specifica “come si dice da noi”; negli ultimi tre esempi, invece, la formula di accompagnamento è “per quelli di fuori Roma” o “come dicono/si dice a Roma” (e su quest’ultima cfr. Pietro Trifone, Come si dice a Roma, in Il linguaggio formulare in italiano tra sintassi, testualità e discorso. Atti delle giornate internazionali di studi, Università Roma Tre, 19-20 gennaio 2012, a cura di Claudio Giovanardi, Elisa De Roberto, Napoli, Loffredo, 2013, pp. 75-82). L’origine romana dell’espressione sembra confermata da altri esempi in cui gli utenti fanno un uso integrale o parziale del dialetto oppure dove è indicata Roma come città di provenienza tra le informazioni di registrazione ai vari forum o social network:

Famme capì...stai "a mezzi" con qualcuno? (http://www.minimotovrforum.it/minimoto-cinesi-ad-aria/81017-constatazione-4.html).

Ah Spillo te stai a mezzi co Solarino!!! Ridacce li sordi!! (http://fantacalciofigc.blogspot.it/2009/09/proposito-de-cojoni_26.html).

Ma famme capì... stai a mezzi co' 'e ferovie 'ndiane per caso? (https://www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=79655&show=3).

Stai a mezzi co' la Samsung arompercazzo! Il Galaxy è fatto de plastica riciclata de' 'na discarica partenopea (http://www.forumlazioultras.it/cgi-lib/ultimatebb.cgi?ubb=print_topic;f=30;t=022786).

Ahò coso.. ma che ce stai a mezzi co quello?? (https://www.camperlife.it/forum/raduni-incontri-incontriamoci/ferragosto-al-rifugio-colle-cese-forca-canapine-33304).

A Marcè ma che stai ai mezzi col parcheggiatore de PassoCorese? (http://www.turbike.it/nuke/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=12527).

Salvo ma io er patata stamo a mezzi (https://www.disabiliforum.com/forum/archive/index.php/t-3309.html).

ee cincischio...state a mezzi con la Joyetech voi...me sembro er pollo a poker (http://www.esigarettaportal.it/forum/33-mini/52758-joyetech-egrip/page115).

ma quanno ve sveijate? Ma quanno fate quarche cosa contro ‘sti animalari che ce vanno morti? Ma che state a mezzi co’ loro? (http://www.ilcacciatore.com/2012/10/26/lazio-il-tar-respingere-il-ricorso-degli-animalisti/).

...a proposito de civitavecchia, ner 1998 stavo annà a grosseto cor treno e nel mio scompartimento ce stava un pensionato colla moje che doveva annà appunto a civitavecchia.           
Me disse che sensi aveva fatto i sordi poichè stava ai mezzi cor responsabile der porto (indovinate chi???) che je faceva passà er petrolio destinato, sulla carta, all'agricoltura e invece er nano se lo rivenneva raffinato come benzina (http://win.ultraschierico.it/mobile/guarda.asp?autore=gnafo&chiave=&pagina=439).

i consigli comunali e le varie istruzioni cambiate in questi anni stanno ai mezzi cor sor pallotta (http://romanews.eu/notizie-roma/ranucci-pd-ponte-dei-congressi-fondamentale-stadio-non-della-roma-non-va/).

A Roma riporta anche l’unico esempio librario che siamo riusciti a reperire, in Io so... come hanno ucciso Pierpaolo Pasolini. Storia di un’amicizia e di un omicidio (Roma, Vertigo, 2011) di Pino Pelosi, colui che (come si legge su Wikipedia) è stato “riconosciuto con sentenza definitiva quale colpevole dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto nella notte tra il 1º e il 2 novembre 1975”, che in questo testo (edito sei anni prima della sua scomparsa, nel 2017) propone una sua ricostruzione di quella tragica vicenda:

Pino, il più grande, mi confidò che i film li avevano consegnati a Sergio (Placidi), che stava ai mezzi con un altro Sergio che lavorava nel cinema.

Il brano è in italiano, ma – dato anche il ben noto continuum linguistico romano – tutto lascia pensare che si tratti di un’espressione dialettale. Tuttavia la lessicografia romanesca, da Chiappini a Ravaro, non registra l’espressione stà ai mezzi e neppure l’Archivio della Tradizione Romanesca di Giulio e Carmine Vaccaro ne offre attestazioni letterarie.

D’altra parte, gli esempi raccolti in rete si riferiscono prevalentemente all’ambiente del tifo calcistico o all’ambito politico oppure parlano di fatti in qualche modo legati al malaffare. Interessante al riguardo è anche l’uso, simile a una excusatio non petita,che alcuni utenti adoperano quando consigliano un prodotto o un locale a terzi e vogliono rassicurarli sulla loro buona fede:

Non voglio nè sponzorizzarle nè sto a mezzi con chi le vende...ma vi dico solo ascoltatele... anche con 500€ si porta a casa un diffusore eccezionale a cui è dura accostare diffusori dello stesso range e di quello superiore...(http://www.avmagazine.it/forum/archive/index.php/t-188722.html).

o consiglio perché sono convinto della sua enorme utilità... senza ulteriori fini... non sto a mezzi con nessuno se non con la passione verso la fotografia(https://www.nikonclub.it/forum/lofiversion/index.php/t6943-0.html).

ci sono stato con mia moglie ieri sera a cena, abbiamo cenato a base di pesce, tutto squisito, molto sopra la media(io sono carnivoro convinto ma mi sono dovuto ........arrendere ).pane e grissini fatti da loro eccezzionali,e anche quello conta.           
il personale:un ragazzo e una ragazza che sanno fare bene il loro lavoro,gentilissimi capiscono al volo cosa vuole il cliente il che e' una rarita',il padrone una persona a modo e cortese,insomma siamo stati benissimo ew ci ytorneremo sicuramete.      
ps nun ce' sto ai mezzi (https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g194743-d4546489-r187820460-Wish_Boulangerie_Italiana-Civitavecchia_Province_of_Rome_Lazio.html).

Precisando che non sto a mezzi co Apple, non me ne po fregà di meno, la luminosità cmq si regola. Ci sono due opzioni: regolazione manuale o lasci decidere al sensore.(http://www.forumlazioultras.it/cgi-lib/ultimatebb.cgi?ubb=print_topic;f=30;t=022762).

Insomma, l’espressione sembrerebbe gergale, più che dialettale, e allora Roma potrebbe essere il centro di irradiazione di una locuzione di origine allotria, verosimilmente meridionale (come è già avvenuto per varie voci: inguacchio, inciucio, ecc.).

Ma ci sono anche elementi a favore di un’origine romana. A Roma, infatti, è diffusa da anni l’espressione (peraltro sfuggita anch’essa alla lessicografia locale) fà(re) a/ai mezzi con qlcu., nel senso di ‘dividere a metà’. Da una piccola inchiesta che abbiamo effettuato tra i nostri conoscenti, risulta che un informatore, tra i 40 e i 50 anni, sostiene di aver usato, da ragazzo, anche stà(re) ai mezzi (con il verbo stà(re) al posto di fà(re)) con questo stesso significato. Un’altra informatrice, settantenne, ci ha detto che usa stà(re) ai mezzi quando si accorda con la figlia per acquistare, dividendo a metà la spesa, un elettrodomestico di cui saranno comproprietarie. Non sarebbe allora difficile ricostruire passaggi semantici come ‘dividere a metà’ → ‘partecipare a un utile lecito’→ ‘partecipare a un utile illecito’ → ‘essere complice, essere in combutta con qlcu.’, oppure (e forse meglio, visto che il verbo stà(re) implica un accordo: si pensi a un’espressione come stare ai patti) ‘dividere a metà’ → ‘accordarsi con qlcu. per dividere a metà’→ ‘essere in combutta con qlcu.’. Esiste inoltre un’altra espressione molto simile a cui la nostra potrebbe essere collegata, anch’essa di probabile derivazione gergale e segnalata da diversi informatori romani di età compresa tra i 25 e i 50 anni: si tratta di giocà(re) a/ai mezzi, utilizzata nel gioco delle carte quando si sospetta che due giocatori, di regola avversari, stiano in combutta ai danni di un terzo.

Va infine segnalato che l’espressione fà(re) a mezzo (con il nome al singolare e senza articolo) ha varie attestazioni nella tradizione romanesca (ricavate dall’Archivio di Vaccaro sopra citato) a partire dal Belli. Eccone alcune:

Te strasecoli tanto che Cciscijja, / la ppiú fijja regazza de Sabbella, / fa a mmezzo co la madre, e sse lo pijja / dar su' compare, bbè cche ssii zitella? (G.G. Belli, Un po' pper uno nun fa mmale a ggnisuno, 1832; son. nr. 362 dell’ed. a cura di G. Vigolo, 1952).

Eppuro era parente der Curato!... – / «Sí, mma cquesto è ll'arède e ha ggià mmaggnato, / e mmó vvò sparaggnà ssu lo straporto. – // E ar beccamorto je lo tara er prezzo? – / Ôh, in quant'ar beccamorto, don Grigorio / ce sta ssempre d'accordo e ffann'a mmezzo – (Id., Er prete capr'e ccavoli, 1846; son. nr. 2088 dell’ed. Vigolo).

- Ah Peppe, famo a mezzo? - No, Scardella, / abbi pacenza, te ciài troppa jella (G. Zanazzo, Er Natale a Roma, 1883).

- Ah sórdo, fâmo a mezzo? - E che so' matto? / co' quela iella che te trovi addosso! (A. De Simoni, La tommola, 1894).

Quanno je parli, giù, in Ambulatorio, / lui penza a quanto costa la benzina... / oppuramente, ch'ha da anna' ar mortorio / de quer "cliente" morto la matina. / Sicchè me nasce er dubbio (e nun è raro) / che faccia a mezzo cor cassamortaro! (V. D’Andrea, Fino all'osso! - Er medico de la mutua, 1976).

In Belli troviamo anche un esempio di sta a mezzo, dunque con il verbo stà(re) invece di fà(re), con un significato molto vicino a quello dell’attuale espressione stà(re) a/ai mezzi:

Disce che sto ggenietto er pover'omo / l'ha pportato dar corpo de su' madre, / e cche n'ha ffatte tante e ttonne e cquadre, / che cchi ssa scrive pò stampanne un tomo. // Nun è mmica che sfassci li cassetti: / sortanto in de li conti de le frabbiche / sta a mmezzo co l'artisti e ll'archidetti (G.G. Belli, Monziggnor Maggiordomo, 1834; son. nr. 1308 dell’ed. Vigolo).

In definitiva, almeno sulla base della documentazione finora raccolta, si può dire che l’espressione stare a/ai mezzi abbia il significato di ‘essere in combutta (con qlcu.)’, sia di diffusione recente, si caratterizzi come propria di un uso gergale romano ancora abbastanza ristretto e si colleghi, anche sul piano del significato, al belliano stare a mezzo. Il passaggio da a mezzo a a/ai mezzi si può spiegare con la parallela trasformazione dell’espressione (vicina sia semanticamente sia formalmente) fare a mezzo in fare a/ai mezzi ‘dividere a metà’, modifica avvenuta nel romanesco di pieno Novecento.

Si noterà, per finire, che anche la nostra risposta è firmata ai mezzi, ma in questo caso vi assicuriamo che la condivisione si limita all’assunzione di responsabilità di quanto scritto da parte di ognuno di noi due: siamo entrambi romani (di generazioni diverse) e l’espressione, lo confessiamo, ci era finora sconosciuta.

 

Paolo D’Achille e Kevin De Vecchis

 

13 aprile 2018