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C. Marazzini
Andrea de Rosa
Il presidente della Repubblica nella Sala delle Pale

Un esempio di intolleranza (e variazione) linguistica: l’accento tonico di salubre


Quesito: 

A tutti coloro che ci chiedono quale sia la pronuncia corretta tra sàlubre e salùbre proponiamo un intervento di Salvatore Claudio Sgroi, docente di linguistica generale presso l'Università di Catania.

 

 

Un esempio di intolleranza (e variazione) linguistica: l’accento tonico di salubre

 

Mercoledì 5 dicembre 2018, nel programma di Corrado Augias, in RAI3, "Quante storie speciali", alle ore 13.15, il conduttore ha ritenuto di interrompere l'ospite di turno, Claudia Conforti, storica dell'architettura, per correggerne la pronuncia "salùbre", piana, da lui giudicata errata anziché la sdrucciola "sàlubre".

Il comportamento del conduttore è stato quello del parlante che dinanzi a un uso linguistico diverso dal proprio, ritiene che sia errato, senza sospettare minimamente che possa trattarsi di un uso "diverso", non meno legittimo.

Diciamo subito che le due pronunce - quella piana (etimologica) "salùbre" (dal latino "salūbrem" con /-lū-/ sillaba lunga) e quella sdrucciola (innovativa) "sàlubre" - sono entrambe corrette, perché diffuse in tutta Italia e in bocca a persone colte (com'era la prof.ssa, storica dell'architettura).

Se poi sente il bisogno di una fonte autorevole, quali sono i dizionari generali, che indicano anche la pronuncia, o i dizionari settoriali di pronuncia, il lettore può trovarsi a dover riflettere sul problema della variabilità linguistica e l'etimologia, e sulle diverse posizioni normative, sfumate o contrastanti dei grammatici.

Dà per es. torto a Corrado Augias un testo istituzionale quale è quello di A. Camilli - P. Fiorelli (1965) Pronuncia e grafia dell'italiano, per il quale lo sdrucciolo "sàlubre" è un "caso abbastanza frequente di semplice ignoranza" (p. 120). Il giudizio è ribadito nell'indice finale: sàlubre "err." (p. 320). Il DOP (1981) ovvero Dizionario d'ortografia e di pronunzia di B. Migliorini - C. Tagliavini - P. Fiorelli conferma il carattere "err." di "sàlubre". E non diversamente il "Nuovo DOP" ovvero Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia (anche on line) per il quale: "non" "sàlubre".

Danno torto a Corrado Augias anche i dizionari generali della lingua, per es. il Sabatini-Coletti 2007, che ritiene "freq. ma non corretto" lo sdrucciolo "sàlubre". E così pure il Treccani-Simone (2005) "diffuso ma err.".

Più sfumato è invece il Treccani-Duro (1994, vol. IV), che ritiene "meno corretto" "sàlubre", al pari del Devoto-Oli (2011). Lo Zingarelli (2018) giustifica il suo giudizio: "diffuso, ma etim. meno corretto".

Per il Garzanti-Patota (2013) "la pronuncia 'sàlubre' si è diffusa (...) ma non è consigliabile".

Per G.L. Beccaria (19881, 19922): "diremo (...) salúbre, dal latino salūber" (Italiano. Antico e Nuovo p. 169).

Anche per L. Serianni (19881, 19972) è "pronuncia errata" sàlubre; e "pronuncia corretta" salùbre. "È il latino salūber" (Italiano § I, 189).

Già nella Piccola guida di ortografia del 1954 di B. Migliorini - G. Folena (riedita da C. Marazzini, Apice libri 2015) la parola salubre rientrava tra le molte parole con "errori di accento assai diffusi" (p. 44), di cui si indicava "la pronuncia giusta" piana: "salùbre".

I puristi classici naturalmente stigmatizzano la pronuncia sdrucciola perché non-etimologica. Così G.L. Messina (19531, 19572): "la pron. sàlubre (*) è sbagliata" (Parole al vaglio). V. Ceppellini (19572): "Errata la pronunzia sàlubre" (Dizionario grammaticale per il buon uso della lingua italiana). L. Satta (19681, 19742): "L'accentazione più corretta è salùbre" (Come si dice). A. Gabrielli ed. (1974): "Sbaglia chi pronuncia sàlubre invece di salúbre (latino salūber)" (Come parlare e scrivere meglio, Selezione dal Reader's Digest, p. 521). A. Magni - G.A. Grecu (19901, 20032): "La pronuncia corretta è: salùbre. Ma nove italiani su dieci dicono meno correttamente: sàlubre" (Così si dice. Così si scrive).

In conclusione, quindi, il giudizio di correttezza è per i fonetisti, i lessicografi e i puristi legato alla fedeltà etimologica.

Invece, ammette alla pari le due pronunce, in prima battuta quella piana "salùbre" (etimologica) e poi quella sdrucciola "sàlubre" (innovativa), il Dizionario di T. De Mauro (2000): "sa·lù·bre, sà·lu·bre".

Il DiPI ovvero Dizionario di Pronuncia Italiana di L. Canepari (2000) indica prima la pronuncia sdrucciola "sàlubre", e poi la piana "salùbre" definita "tradizionale, la più consigliata un tempo" (implicitamente perché è etimologica).

Ma per il linguista, va ancora spiegato com'è che alla pronuncia piana etimologica ("salùbre") i parlanti colti hanno preferito o affiancato la pronuncia sdrucciola "sàlubre". Se si considera il pacchetto di voci piane in "vocale + -bre", ci si accorge che tranne "ottòbre" ben cinque sono sdrucciole (già etimologicamente): "cèlebre", "fùnebre", "lùgubre", "ìnsubre", "incèlebre". E la loro "pressione" non è stata senza effetti alla base di "sàlubre".

 

Salvatore Claudio Sgroi

 

14 dicembre 2018