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Appuntamentare, efficientare, scadenzare, bloggare, googlare, postare... ma quanti nuovi verbi in -are!


Quesito: 

Utenti diversi, come Stefano Mancini e Anna Terraferma da Roma, Carmelo Pinto da Ciampino, Luca Elli e Matteo Bascelli da Milano, Gianna Cecchi da Firenze, ci fanno domande su "strani" verbi , tutti uscenti in in -are, spesso considerati "orrori linguistici", che sembrano proliferare soprattutto nell'ambito burocratico.

Appuntamentare, efficientare, scadenzare, bloggare, googlare, postare... ma quanti nuovi verbi in -are!

 

Basta considerare il numero e la varietà delle domande che arrivano alla nostra redazione su questo fenomeno di neoformazione verbale, per capire quanto questa modalità sia produttiva nell'italiano contemporaneo. In effetti, la tendenza verso una lingua sintetica, più semplice anche nella sintassi, ha dato luogo alla "proliferazione" di verbi denominali (formati cioè su nomi, del tipo commissario / commissariare) e deaggettivali (formati cioè su aggettivi, del tipo criminale / criminalizzare).
Senz'altro ci sono ambiti in cui questo fenomeno è più produttivo ed evidente: i linguaggi settoriali, in particolare la lingua burocratica e quella degli uffici commerciali e pubblicitari ha "inventato" e fatto circolare ampiamente verbi come promozionare (già trattato da Salvatore Claudio Sgroi nel n. 41 della Crusca per voi), attenzionare, appuntamentare, efficientare, scadenzare (e riscadenzare), urgenzare; il meccanismo della loro formazione è sempre lo stesso: a un nome, come nei nostri casi appuntamento, scadenza o urgenza, o a un aggettivo, come efficiente, viene applicata la desinenza verbale -are della prima coniugazione, l'unica oggi produttiva in italiano. Si formano così nuovi verbi, transitivi o intransitivi a seconda dei casi, che hanno il vantaggio linguistico di essere estremamente sintetici, e che permettono, con un'unica parola, di esprimere un concetto che altrimenti avrebbe richiesto una perifrasi (es. appuntamentare per 'fissare uno o più appuntamenti'; scadenzare per 'fissare una serie di scadenze'; efficientare per 'rendere efficiente', ecc.).

 

Se analizziamo questi verbi secondo il modello valenziale, considerandone la struttura globale, semantica e sintattica, si nota che, con questo genere di trasformazione si passa da espressioni analitiche che possono prevedere tre argomenti con un argomento diretto distinto dalla forma verbale e necessariamente espresso ("ho fissato un appuntamento", "ha stabilito le scadenze", ecc.) e un terzo argomento indiretto ("ho fissato un appuntamento al sig. Rossi", "ha stabilito le scadenze per le consegne", ecc.), a verbi transitivi bivalenti in cui quello che era il complemento diretto è morfologicamente e semanticamente compreso nella forma verbale e l'argomento indiretto diventa diretto ("ho appuntamentato il sig. Rossi", "ha scadenzato le consegne"); è questo l'aspetto più delicato della questione perché, in teoria (e non solo), a questo punto è possibile la trasformazione in forma passiva ("il sig. Rossi è stato appuntamentato", "le consegne sono state scadenzate").

 

Per quel che riguarda l'opportunità di servirsi di queste forme, l'uso sta rispondendo ai nostri dubbi: come sempre accade di fronte a parole nuove che circolano da poco (anche se poi vedremo che alcuni di questi verbi proprio nuovi non sono!) la prima impressione è che siano "brutte", che in qualche modo stonino con quelle conosciute e consuete, ma dal punto di vista linguistico il criterio estetico non è rilevante per una valutazione obiettiva. In questo caso si tratta di verbi assolutamente ben formati che, all'interno dei linguaggi settoriali, possono apparire anche efficaci per la loro trasparenza di significato. Tuttavia la sinteticità non può essere l'unico parametro di giudizio sulle innovazioni linguistiche e, in questo caso, il rischio di assecondare la pervasività del "burocratese" è davvero alto, soprattutto se si considerano le costruzioni passive citate poco sopra. Certo è vero che, se proprio vogliamo la legittimazione dei vocabolari, in molti casi la troviamo e alcune delle forme prese in esame non sono neanche nuovissime: scadenzare è registrato nei vocabolari che lo attestano dal 1965 (riscadenzare l'ho rintracciato nel n. 718 della rivista Mondoperaio del 1982), urgenzare è presente nel Devoto-Oli (ediz. 2007) che lo attesta però fin dal 1935; efficientare sembra decisamente recente ed è entrato nell'edizione 2011 del Grande Dizionario Hoepli, forse sulla base della sua presenza nel testo della Guida all'applicazione della manovra correttiva per gli enti locali del 2010; meno presente, almeno negli strumenti lessicografici (compresi i vocabolari di neologismi), il verbo appuntamentare che compare con moderazione anche in rete (una ricerca con Google, il 17 luglio 2011, ha dato 433 occorrenze, tra cui anche forme coniugate del tipo appuntamentiamo o con il participio passato appuntamentato).

 

Questo tipo di verbi denominali e deaggettivali è in continua espansione anche su una base inglese; infatti, esattamente con lo stesso meccanismo si formano verbi su nomi e aggettivi stranieri, inglesi nella stragrande maggioranza dei casi, con l'unica differenza che l'aggiunta della desinenza verbale -are determina un adattamento della base straniera alla morfologia dell'italiano. Il numero maggiore di esempi l'abbiamo senza dubbio in ambito informatico: bloggare da blog, googlare da Google, postare da post, taggare da tag, ecc. Si tratta di formazioni più recenti alcune delle quali già registrate nei vocabolari: taggare cioè 'evidenziare, spec. un file con un tag' è registrato nel GRADIT che lo data 1998; bloggare, con il significato di 'creare o gestire un blog', è registrato nel Devoto-Oli (ediz. 2007) con attestazioni dal 2000; googlare 'fare una ricerca telematica usando il motore di ricerca Google' e postare 'affiggere, impostare un messaggio in un blog o in un sito di discussione della rete telematica' si trovano tra i Neologismi (Treccani) con attestazioni dai giornali, il primo dal 2004 e il secondo dal 2003.

 

La caratteristica che tende ad accomunare queste formazioni verbali, sia quelle da una base italiana sia quelle da una base straniera, è la settorialità e quindi un uso e una diffusione abbastanza contenuti in ambiti ben determinati: ad esempio, per i verbi che abbiamo considerato, la burocrazia e la comunicazione telematica. Il sistema delle comunicazioni tipico del nostro tempo contribuisce naturalmente a far circolare queste parole anche al di fuori dei settori in cui si sono formate e, proprio in questo senso, dovrebbe agire la competenza e la sensibilità linguistica di ciascun parlante. È infatti importante riuscire a scegliere e usare questo genere di formazioni opportunamente, a seconda del contesto comunicativo in cui ci si trova ad agire. Difficile quindi rispondere ad alcuni dei nostri interlocutori che chiedono se questi verbi si possano o non si possano usare: senza dubbio circolano, si usano, si trovano scritti e, abbiamo visto, in molti casi i vocabolari li trattano a tutti gli effetti come parole del lessico dell'italiano. Certo, in una mail tra colleghi, al di là dei gusti e dello stile personale, non dovrebbe scandalizzarci trovare o usare scadenzare o urgenzare così come nella comunicazione telematica risultano del tutto normali forme come bloggare o postare che però hanno un impatto del tutto diverso se incontrati in altre circostanze. Per dare comunque un'indicazione di massima direi che verbi di questo genere sono da evitare, o meglio da sostituire con forme analitiche quindi, ad esempio non appuntamentare ma fissare un appuntamento, non efficientare, ma rendere efficiente, in contesti più controllati, di formalità medio-alta e quando i documenti in cui ricorrono siano destinati a uscire dagli uffici per diventare comunicazione pubblica.

 

Per approfondimenti:

 

  • Maurizio Dardano, Costruire parole, Bologna, il Mulino, 2009
  • Elisabetta Ježek, Lessico. Classi di parole, strutture, combinazioni, Bologna, il Mulino, 2005
  • Tommaso Raso, La scrittura burocratica, Roma, Carocci, 2005

 

A cura di Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

22 luglio 2011