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Hans Goebl, Bruno Moretti, Gaetano Berruto
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Le responsabili social dell'Accademia a "Pazza idea" 2015
Claudio Marazzini, Ludovica Maconi, Vittorio Coletti, Maria Agostina Cabiddu

Rispondi al commento

Mi scusi, sig. Iudica, ha ragione lei. Ho scritto "prescrittiva" dove avrei voluto invece scrivere "descrittiva". Mi scuso per il refuso. Il senso della mia frase voleva essere:

"la Crusca stessa nega questo suo ruolo e ribadisce ad ogni occasione di essere soltanto descrittiva! (E lo fa per ottimi motivi, mi sento di aggiungere)"

La cosa è stata ribadita in molte discussioni con membri dell'Accademia e, ultimamente, anche in questo tweet (status/1032389666203348993 )

"Sfatiamo il "mito" che queste indicazioni siano decise dalla Crusca, che semplicemente studia i "testi sacri" della grammatica italiana (in linea con ad es. @Treccani e @Zanichelli_ed). AdC consiglia, indica, spiega. Descriviamo, molto più che prescrivere. "

A parte quello, ribadisco quello che ho scritto in precedenza. Mi sembra che lei desideri ardentemente che la Crusca assuma un ruolo prescrittivista, dettando regole esatte in modo da permettere a quelli che hanno studiato per bene tutte le regolette (e le applicano senza mai distrarsi) di vantarsi col mondo di quanto sono bravi loro (e se poi non scrivono molto, o scrivono cose che nessuno leggerà, poco gli importa).

Del resto, cos'altro poteva intendere Lei con la frase?

"Perché l'italiano è la lingua più bella del mondo e se dobbiamo rispettare chi non la conosce, dobbiamo ancor di più rispetto a chi la conosce e ha diritto di difenderla e di vederla difesa."

La lingua è di chi la parla e la scrive (e anche di chi si lascia scappare qualche erroruccio, aggiungo io!). Il tentantivo di fossilizzarne le regole sa tanto di professorino di scuola media che vorrebbe continuare a campare di rendita con le cose imparate in gioventù senza doversi confrontare con i cambiamenti del mondo in cui viviamo.

Come ci insegna la lingua inglese (da cui a mio modesto parere avremmo molto da imparare), una lingua è tanto più utile quanto più diventa strumento efficace per articolare concetti e pensieri, e comunicarli agli altri. Penso che l'italico "feticismo della regoletta" distragga chi vuole scrivere in italiano rispetto a quegli obiettivi (solo in italiano vedo il fenomeno di professori e studiosi che, scrivendo qualcosa online, si giustificano preventivamente in caso di errori che potrebbero essergli sfuggiti!)

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