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Hans Goebl, Bruno Moretti, Gaetano Berruto
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Le responsabili social dell'Accademia a "Pazza idea" 2015
Claudio Marazzini, Ludovica Maconi, Vittorio Coletti, Maria Agostina Cabiddu

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L'uso ed il prestigio internazionale di una lingua vanno di pari passo con la forza politica del Paese che "è titolare" di quella lingua.
Nel passato, anche remoto, la crema del sapere umano (scientifico - innanzi tutto - ed ovviamente anche letterario, filosofico, musicale...) era espressa - oralmente e per iscritto - in ITALIANO, in latino ed in greco.
Anche nei secoli bui per l'Italia, durante i quali "politicamente" contavamo meno del "3 di mazze", la nostra cultura e la nostra lingua erano la stella polare per tutto il mondo civilizzato. Eravamo politicamente "deboli", ma sempre "politicamente" determinanti nello scacchiere europeo e mondiale. E culturalmente eravamo ere geologiche avanti a chi ci era secondo. I grandi spiriti nascevano soprattutto in Italia.
Probabilmente, l'essere al centro del Mediterraneo - che a sua volta era ancora fino ad un paio di decenni fa il centro del mondo - dava all'Italia e alla lingua italiana una condizione di vantaggio e supremazia culturale.
Poi la decadenza. I nostri politicanti hanno aperto acriticamente le braccia alla globalizzazione, rinunciando a governarla, anzi, lasciandosi da essa trascinare come da un fiume di fango.
Tirando le somme. La chiave di lettura è data dal concetto in premessa: l'uso ed il prestigio internazionale di una lingua vanno di pari passo con la forza politica del Paese che "è titolare" di quella lingua.
Chi conta nel mondo? Gli USA, il Regno Unito, l'Australia, l'India, la Russia, la Cina, i paesi arabi. Una preponderanza di Paesi anglosassoni, ed altre tre aree di influenza. Chi conta in Europa? L'asse Franco-Tedesco! Il mediterraneo è stato marginalizzato. La iper-corrotta classe politica d'Italia, ha assunto da decenni il ruolo di "servo sciocco" dei poteri forti. Potentati che sono di volta in volta: le banche; l'UE e la BCE (col suo demoniaco €uro); la Germania egemone; la Francia opportunista ed imperialista; la Nato; il WTO... ecc... ecc...!!
Profetico il nostro Dante (VI Canto del Purgatorio):
"Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di provincie, ma bordello!"

Questo schiribizzo del MIUR - di marginalizzare un passo alla volta l'idioma di Dante, Petrarca e Boccaccio - altro non è che l'ennesima MARCHETTA di una classe politica "piegata" ad angolo retto, ed a pagamento, rispetto ai poteri forti che saccheggiano "benvenuti" l'Italia da almeno due decenni...!!
L'Accademia della Crusca sia "l'Ettore Fieramosca" che atterra La Motte, brandendo la scure, vincendo la Disfida contro lo straniero.

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