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XII Convegno ASLI
Festeggiamenti per Nicoletta Maraschio
Nicoletta Maraschio intervistata da Cinzia Fiorato
Frontespizio de Le Leggi dell'Accademia della Crusca Riformate l'anno 1589 (Arch

docciarsi


language of the Internet, common language, youth language
1996 n. s.
First evidence: 
XVI sec.

Definizione: fare/farsi una doccia.

 

La parola docciarsi è una recente formazione usata principalmente sul web e nelle conversazioni, vis-à-vis o telematiche, tra giovani. Si tratta di un verbo denominale, ovvero derivato da un nome (in questo caso doccia).

Il processo di creazione di un verbo in –are a partire da un sostantivo è piuttosto comune. Il successo di questi neologismi è poi maggiormente probabile nei casi in cui essi identifichino un’azione che nella nostra lingua è esprimibile solo attraverso perifrasi (nel nostro caso fare/farsi una doccia). Va da sé che verbi così formati hanno il vantaggio di essere più veloci, diretti, e ammiccano, anche in modo ironico, alla consuetudine inglese di creare verbi da nomi con estrema facilità (a titolo di esempio pensiamo a un termine come whatsappare, giunto in italiano con intenti scherzosi, ma usato comunemente in inglese: to whatsapp).

La constatazione che docciarsi sia regolarmente registrato, da sempre, in tutti i dizionari come forma riflessiva di docciare non tragga in inganno: non si fa infatti riferimento all’uso odierno, ma alla definizione di ‘sottoporsi a docce curative’, peraltro accompagnata talvolta dalla marca d’uso di raro (Zingarelli 2014), obsoleto (GRADIT 2000) o comunque da esempi letterari antichi (GDLI). Siamo di fronte quindi a un neologismo che riprende, con una veste semantica nuova, un termine già esistente nella nostra lingua, ma ormai non più utilizzato.

Ambito di utilizzo privilegiato è il web, con maggiore frequenza negli spazi virtuali pensati per raccontarsi e condividere anche gli aspetti più quotidiani della propria vita, come forum o blog. Questi sono anche i luoghi che meno risentono, per l’intimità e la colloquialità con le quali ci si espone, del potere di censura della norma. Di conseguenza, data l’informalità dell’azione a cui ci riferiamo, sono decisamente meno frequenti le attestazioni in contesti comunicativi più ufficiali, come ad esempio i quotidiani (solo tre i risultati riscontrati nell’archivio di "Repubblica").

Non molto numerosi, ma significativi, sono i riscontri che arrivano da Google Libri, a testimonianza della non esclusiva appartenenza del termine ad ambiti settoriali, come la lingua del web o giovanile (si registrano alcune decine di attestazioni).

Affidandoci ai dati forniti dal motore di ricerca Google, scopriamo che docciarsi ottiene 4540 risultati (ma è da considerare una piccola percentuale di rumore per la compresenza di riferimenti al significato originale del termine); sono da aggiungersi le 4760 attestazioni per docciarmi, quasi altrettante (4050) per mi doccio; 1100 i risultati per mi vado a docciare, 463 mi devo docciare [I dati sono del 16/05/2016].

Ne ricaviamo in sostanza un quadro di discreta proliferazione, sebbene ancora piuttosto limitata a specifici contesti comunicativi.

 

Per approfondimenti cfr. la scheda della Consulenza linguistica

 

Attestazioni

  • Testa o cuore: “La sveglia è un incubo. Da quando sono al residence suona tutte le mattine alle sette e mezzo. E ho solo quarantacinque minuti di tempo per docciarmi, vestirmi, fare colazione e scendere a prendere il pullman che ci porterà a scuola” (Luca Zanforlin, Testa o cuore. Il romanzo di Amici, Mondadori, 2011)
  • eventiyoga.it: “quindi sono passata a due e poi tre lezioni a settimana, preferibilmente dopo l’orario di lavoro, così potevo tornare a casa a docciarmi senza problemi di orario!” (In India a lezione con Lino Miele: l’esperienza di Michela Simoncini,2016, in www.eventiyoga.it)
  • Repubblica.it 28/12/1996: “Che due volte al giorno vengono rimpinguati i serbatoi dell' acqua della villa, che tutti gli ostaggi possono lavarsi e docciarsi regolarmente.” 

 

Irene Pompeo

16 May 2016