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Michele A. Cortelazzo (Università di Padova) Forme della deagentivizzazione nel discorso scientifico italiano
Il tratto sintattico più rilevante attribuito alla lingua scientifica è la deagentivizzazione, legata alla cancellazione della soggettività e al conseguente orientamento al processo. I testi scientifici sono caratterizzati dalla focalizzazione dell’enunciazione sul processo rispetto alla focalizzazione sull’agente; la lingua scientifica, tra i costrutti sintattici, predilige quelli che permettono di oscurare l’agente, se non addirittura di cancellarlo del tutto: passivo, nominalizzazione, impersonale, modi non finiti. Non mi risulta, però, che questa asserzione, certamente giustificata, sia stata verificata in maniera approfondita in testi scientifici. L’oggetto della mia comunicazione è la presentazione dei risultati di un’analisi di testi tratti da riviste scientifiche italiane. L’analisi riguarda le proprietà dei verbi e dei soggetti, secondo la metodologia usata da Berrettoni (1992) per dimostrare l'orientamento verso il processo di un tipo particolare di testo tecnico, le istruzioni per l'uso. In particolare, vengono esaminati il tasso di transitività, la distribuzione della diatesi, la distribuzione delle forme personali e non personali, la distribuzione delle categorie di azione verbale. Dei soggetti vengono analizzate le categorie semantiche di appartenenza. L’obiettivo dell’analisi è la verifica del grado di deagentivizzazione di un corpus di testi scientifici e delle modalità di realizzazione.
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