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Comunicato stampa - Galileo
[ Mostra Galileo e l'universo dei suoi libri ]


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Ma quello che eccede tutte le meraviglie, ho ritrovati quattro pianeti di nuovo, et osservati li loro movimenti proprii et particolari, differenti fra di loro et da tutti li altri movimenti dell'altre stelle; et questi nuovi pianeti si muovono intorno ad un'altra stella molto grande, non altrimenti che si muovino Venere et Mercurio, et per avventura li altri pianeti conosciuti, intorno al sole.
(G.G. a Belisario Vinta, Venezia, 30 gennaio 1610)

Nel 2009 ricorrono 400 anni da quando Galileo Galilei, in Padova, compì le sue osservazioni astronomiche su Giove ed i suoi pianeti, puntando su questi astri un cannocchiale di sua fabbricazione; immediatamente a seguito di queste indagini, nei primi mesi del 1610 fu stampato il Sidereus Nuncius, con il quale Galileo diffondeva nella comunità scientifica internazionale il frutto delle sue indagini ed è per questa ragione che il 2009 è stato proclamato Anno internazionale dell'Astronomia.

All'interno delle celebrazioni nazionali patrocinate dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell' "invenzione" del cannocchiale di Galileo Galilei, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, con la collaborazione dell'Accademia della Crusca, organizza una mostra di autografi, libri e documenti che si propone di ricostruire la biblioteca di Galileo, attraverso il reperimento dei libri da lui posseduti e presenti nei fondi della Biblioteca stessa, con un particolare accento anche sugli interessi linguistici e letterari del grande scienziato.

Ricordiamo a questo proposito la celeberrima frase: ...e forse forse stima, che la Filosofia sia un libro, e una fantasia, d'un uomo, come l'Iliade, e l'Orlando furioso; libri ne' quali la meno importante cosa è, che quello che vi è scritto, sia vero. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto (Gal. 62 Il saggiatore, pp. 24- 25)

Come è noto, la Biblioteca Nazionale Centrale conserva il Fondo Galileiano, che raccoglie quasi tutti gli autografi di Galileo esistenti e molte opere a stampa sue e dei protagonisti della tenzone scientifica intorno alla figura dello scienziato pisano.

Base fondamentale per lo studio di questo /corpus/ sono i contributi di Antonio Favaro che, oltre a curare l'edizione delle opere e dei carteggi di Galileo, dedicò uno studio, ancora oggi insuperato, alla ricostruzione della sua biblioteca basato su documenti d'archivio.

Con il contributo dell'Accademia della Crusca di cui Galileo ha fatto parte, la mostra intende approfondire anche il fondamentale apporto del grande scienziato alla formazione del linguaggio scientifico, esaminando il suo particolare uso del latino e del volgare, insieme alla partecipazione all'opera del Vocabolario.

Comitato scientifico: Silvia Alessandri, Ottavio Besomi, Stefano Casati, Antonia Ida Fontana, Paolo Galluzzi, Nicoletta Maraschio, Alfonso Mirto, Paola Pirolo, Patrizia Ruffo, Isabella Truci, Piero Scapecchi, Cesare Vasoli, Marino Zorzi L'esposizione sarà accompagnata da un catalogo, edito dalla Casa editrice Vallecchi, che, accanto alle schede dei volumi e dei documenti esposti, riporterà saggi relativi ai diversi aspetti della mostra.

La MOSTRA
Nell'individuare la biblioteca di Galileo ed esporne i volumi più significativi, la mostra è il più alto e coerente omaggio che la BNCF può rendere allo scienziato. Il catalogo e l'esposizione rispondono alla domanda su quali volumi erano posseduti da Galileo nella sua biblioteca. Se la ricostruzione effettuata dal Favaro raccoglie più di 500 titoli, la necessaria cernita ai fini della mostra si è concentrata sugli esemplari di particolare rilevanza, sia per il contenuto scientifico sia per essere corredati da note di possesso, dediche di pugno di Galileo, postille spesso di vivace commento alle teorie sostenute nell'opera, un esempio per tutte:
Pezzo d'asinaccio questo è il ringraziamento che tu mi fai dell'averti io tante volte cavato di errore? Tu da bufolaccio scrivesti semplicemente che la maggiore lontananza degli oggetti era causa di minore accrescimento, ed io ti insegno che non la lontananza dell'oggetto , ma lo scorciamento dello strumento, era causa di minore accrescimento; ed ora, villan poltrone, tu lo vuoi insegnare a me. Gal. 63 p. 52

Comunicato stampa in formato PDF (160 Kb)



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