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Marco Biffi
[ Elenco dei Partecipanti ]

Patrizia Bellucci   Marco Biffi (Università di Firenze)
Note sulla lingua dell’architettura nel nuovo millennio

Negli ultimi anni si è andata delineando una progressiva messa a punto delle caratteristiche della lingua dell’architettura, sia da un punto di vista diacronico, con la precisazione di alcune delle principali dinamiche di formazione di un precoce linguaggio tecnico, sia da un punto di vista sincronico, con il suo inquadramento sociolinguistico nell’italiano contemporaneo.
Proprio dalla ricostruzione storica è emerso un dato interessante che si pone come punto di partenza di questo intervento: dopo quattro secoli di sostanziale immobilismo intorno al nucleo di riferimento del mondo classicista, i mutamenti economici e produttivi, insieme alla rivoluzione avvenuta nella riflessione teorica, hanno radicalmente cambiato il modo di fare architettura, e, conseguentemente, ne hanno plasmato la lingua, insinuando componenti centrifughe legate a modelli culturali e linguistici nuovi. Dopo essere stato per secoli guida pressoché immobile nel repertorio tecnico dell’architettura, nel corso del Novecento l’italiano è stato sottoposto all’infiltrazione di idee dall’esterno che hanno determinato da un lato la creazione di neologismi, e dall’altro un’inusitata penetrazione di forestierismi importati dalle principali lingue moderne.
Le trasformazioni socio-economiche hanno ovviamente avuto ripercussioni anche sugli aspetti sociolinguistici, con l’allargamento della cultura a una più vasta gamma di classi sociali, con il cambiamento dei rapporti tra architetto e committente, con la presenza sempre più massiccia della legislazione specifica come vincolo ineludibile per alcune scelte tecniche. Del resto con la presenza crescente di maestranze extracomunitarie, anche la lingua dei cantieri ha subito un’evoluzione impensata, che ha finito per riproporre gli stessi problemi di plurilinguismo che hanno costituito lo sfondo su cui ha operato il processo rinascimentale di formazione di un linguaggio tecnico. Sulla base di alcuni campioni diversificati (saggistica, riviste, materiali tecnici di studi di architetti e registrazioni di conversazioni), si tenterà quindi di delineare un quadro d’insieme più articolato della lingua dell’architettura nel nuovo millennio.



Giovanni Adamo
Maria Cristina Allegra
Maria Luisa Altieri Biagi
Massimo Arcangeli
Ezio Bassi
Giovanni Battimelli
Patrizia Bellucci
Francesco Benzi
Pier Marco Bertinetto
Patricia Bianchi
Marco Biffi
Maria Teresa Cabré
Vincenzo Casolino
Maria Catricalà
Stefania Cavagnoli
Michele A. Cortelazzo
Maurizio Dardano
Tullio de Mauro
Paola de Paoli
Valeria della Valle
Stefano Fantoni
Italo Farnetani
Gianni Fochi
Angelo Guerraggio
Maurizio Iaccarino
Anna Jampol'skaja
Claude Jean
Nunzio La Fauci
Cristina Lavinio
Giuseppe O. Longo
Lucia Lumbelli
Carla Marello
Carlo Mari
Silvia Morgana
Annalisa Nesi
Jane Nystedt
Giovanni Paoloni
Marzio Porro
Elisa Ranucci
Gino Roncaglia
Anny Schweigkofler
Domenico Silvestri
Gunver Skytte
Gerhard Stickel
Giuliano Toraldo di Francia
Serge Vanvolsem
Maria Teresa Zanola


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