|
Patricia Bianchi (Università di Napoli “Federico II”) La divulgazione scientifica nei manuali tecnici di istruzione: aspetti lessicali e sintattici
I manuali di uso e manutenzione, catalogabili come forma di scrittura tecnica, accompagnano oggi tutti i prodotti elettronici, meccanici e gli utensili sia di uso domestico e artigianale sia industriale o professionale: esamineremo qui, nella loro concretezza testuale, una campionatura di manuali tecnici per trarne indicazioni sulla tipologia e la forma testuale e sugli aspetti lessicali e sintattici (una selezione di esempi è nell’allegato distribuito durante la comunicazione). La manualistica analizzata si riferisce a macchinari industriali e nautici prodotti in Italia ed è quindi stata redatta in italiano. La fornitura all’utente del manuale, tra l’altro, è uno dei requisiti di sicurezza codificati da norme europee e ribaditi dalla legislazione italiana con un nuovo criterio per cui alla difettosità di progettazione e di costruzione si compara la difettosità di informazione sulle procedure, anch’essa giuridicamente perseguibile. La norma giuridica dunque condiziona e impronta una comunicazione finalizzata a una ricezione totale, sia sul piano della comprensione del testo scritto sia sul piano cognitivo del capire per fare. Nella prassi della scrittura tecnica si è consolidato un protocollo espositivo, basato sulla suddivisione in basi logiche di un insieme, per cui anche i manuali del nostro campione offrono un’ informazione procedurale con sequenze di presentazione degli argomenti e sottoarticolazioni interne standardizzate, con l’utilizzazione mirata di tutte le potenzialità della scrittura, dai segni di punteggiatura come marche di confini e di tipo e come marche di connessione all’inclusione sistematica di simboli grafici e icone codificati. La regolamentazione della disposizione grafica del testo correlata a una struttura sintattica lineare predispone un alto indice di leggibilità dei documenti . L’obiettivo della manualistica è di fatto realizzare una “forma unica” di scalette espositive generali e moduli linguistici-stilistici entro la quale è possibile agli estensori inscrivere di volta in volta prodotti industriali diversificati e anche accedere a modalità facilitate di traduzione nelle lingue europee. All’interno di schemi espositivi e nuclei lessicali prefissati si configurano comunque realizzazioni con cadute nel registro informale e nel regionalismo o, all’ inverso, nel burocratese o nella manierismo scolastico, segnali di una mancata competenza del livello diamesico. La gamma di variazione lessicale della manualistica tecnica presenta insiemi circoscritti e prestabiliti di lessico specialistico, ripetuti invariati per appropriatezza informativa, concatenati con lessico di base che assicura la comunicazione relativa alle procedure. Nelle sezioni descritte compaiono parafrasi lessicali, assenti però nei manuali forniti di glossario tecnico. Rileviamo una tendenza per cui i verbi risultano basici (fare, prendere, girare, muovere, sollevare, spingere) ed è da notare come gli argomenti, le valenze del verbo siano sempre saturate, proprio per evitare fraintendimenti. La “tensione settoriale” si scarica nei verbi e si carica nei sostantivi. E‘ possibile osservare nel campione una maggiore proporzione di voci lessicali nel rapporto tra parole piene/parole vuote, con una larga proporzione di nomi e nominali dovuta anche alla prevalenza di strutture a elenco, di nomenclatura o frasi soggetto-verbo. Rari i forestierismi non adattati morfologicamente all’italiano, ristretto il numero di voci lessicali e perifrasi verbali ascrivibili a modelli desueti di italiano scritto , invece molto frequenti giunzioni di tipo arcaicizzante (onde, affinché). Il lessico specialistico è in molti manuali raccolto in glossari tecnici, che introducono tra l’altro una rappresentazione ortografica di parole non facilmente reperibili nella forma scritta di cui però si ha una rappresentazione fonetica e semantica frequente nelle esperienze di lavoro concrete e quotidiane: così accanto alle “parole che scompaiono” perché legate ad una realtà in processo di trasformazione, vi sono aree lessicali dell’ambito tecnico che si accorpano con nuove registrazioni nella lingua scritta e esprimono campi di esperienza della contemporaneità. Nello stesso tempo il lessico mette in contatto aspetti semiotici e pragmatici come con aspetti propriamente linguistici, conferendo un più alto grado di interattività e integrazione al sistema di elaborazione del linguaggio. Nella scrittura tecnica la strategia dato-nuovo, tema-rema è sempre risolta nel senso della trasmissione graduale e pianificata dell’informazione; sul piano sintattico prevale la coordinazione, è largamente rappresentata la locuzione sostantivale, la ristrutturazione della frase per effetto di suffissati e prefissati di nuova formazione, ed anche la sequenza miste di codici diversi. Ne deriva che l’ordine delle parole è prevalentemente quello degli elementi nucleari della frase italiana: sono evitate costruzioni con dislocazioni a destra e a sinistra, costruzioni con clitici e con si passivo e in generale con il passivo, ritenuto di meno immediata comprensione. La “condensazione testuale” deriva da sequenze in blocchi definibili come semantico-pragmatici di più strutture frasali attinenti a un’informazione. Parole per capire dunque, ma anche parole per fare, in una dimensione dove il piano esecutivo è strettamente correlato a quello della comprensione Un sondaggio comparativo con manuali tecnici dell’inizio del Novecento e con un documento tecnico degli anni Sessanta ha messo in evidenza il cambiamento in diacronia di scelte sintattiche, lessicali, stilistiche all’interno di un genere testuale: nei manuali antecedenti agli anni Ottanta il registro formale-letterario con cui si identificava il bello scrivere è prevalente, con una sintassi articolata, con figure retoriche, con ampie digressioni, con uso di lessico “emotivo” e l’attivazione di un rapporto tra locutore e destinatario. Nella manualistica attuale prevale la ricerca di comunicazione con selezioni proprie del piano lessicale e sintattico e la sperimentazione di modalità specifiche di coesione e coerenza nella costruzione testuale. All’interno della dimensione diamesica per i testi di istruzione e prescrizione è avvenuta dunque una specializzazione ulteriore - o un’estremizzazione- delle opzioni linguistiche possibili nella variazione dell’italiano contemporaneo.
|
 |
|