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Giovanni Battimelli, Giovanni Paoloni (Università di Roma La Sapienza) Livelli e linguaggi nella comunicazione scientifica: aspetti di una riflessione in corso
La comunicazione scientifica si articola su differenti piani, che normalmente si intersecano e interagiscono, ma che può essere conveniente tenere distinti per affrontare alcuni nodi specifici: - il discorso “tra scienziati”, che a sua volta può essere disaggregato in due livelli: i dialetti disciplinari utilizzati nel concreto svilupparsi della ricerca e i linguaggi formalizzati idonei alla presentazione compiuta dei suoi risultati; - il discorso “da scienziati ad aspiranti tali”, dove si incontrano tutti i problemi, tipici della didattica delle singole discipline, connessi all’introduzione alle regole d’uso di un linguaggio specialistico e alla comprensione degli specifici significati che quel linguaggio veicola; - il discorso “da scienziati a cittadini”, ovvero la questione della “divulgazione scientifica” (ma più generalmente del discorso pubblico sulla scienza e della formazione di una “cultura scientifica”), dove ci si scontra con il nodo della traducibilità nelle strutture del linguaggio ordinario di contenuti/significati che, per essere compiutamente espressi e compresi, richiedono il possesso di un linguaggio specialistico.
Tenendo presenti le differenze tra questi livelli, proporremo alcune osservazioni volte a sottolineare la necessità di disaggregare il discorso sul “linguaggio scientifico” in funzione dei diversi contesti, in particolare riguardo a due aspetti del problema: - l’intrinseco margine di ambiguità dei linguaggi scientifici, che in un contesto ben definito contribuisce a farne efficace veicolo di trasmissione di senso, ma che può anche al contrario, qualora non sia debitamente tenuto sotto controllo, bloccare la comprensione/comunicazione; la necessità dell’invenzione linguistica, connaturata alla creazione di nuova conoscenza, dunque di nuovi significati che vengono incorporati nelle “nuove parole” della scienza.
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