1. I Diari
Si tratta di 36 volumi che contengono i verbali delle sedute accademiche tenute tra il 1585 e il 1992 e di una trentina di volumi di memorie accademiche che coprono l’arco di tempo dal 1585 al 1783, tra le quali si trovano gli antichi cataloghi dei membri della Crusca, gli statuti dell’istituzione emanati dal 1589, orazioni, cicalate e lezioni accademiche tenute nei secoli XVI, XVII e XVIII, zibaldoni di componimenti poetici inediti scritti in occasione di stravizzi e tornate pubbliche nel corso del ‘700. I Diari sono consultabili in rete all’interno del progetto La fabbrica dell’italiano.
2. I Carteggi
Le raccolte epistolari presenti tra le carte antiche di Crusca contengono lettere scritte, per i secoli più remoti, dal 1565 anno di composizione di una lettera di Lionardo Salviati a Benedetto Varchi, fino alla fine del ‘700, con lettere autografe dei principali esponenti dell’Accademia e di letterati che con essa ebbero rapporti. La parte più recente è costituita invece da 34 volumi di lettere che vanno dal 1812 al 1942, tra cui si trovano autografi di Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Raffaello Lambruschini, Giuseppe Giusti. Vi sono poi 11 volumi di Copia lettere dal 1812 al 1920. Parte degli epistolari è già stata catalogata e verrà presto messa a disposizione del pubblico in rete.
3. Spogli manoscritti
Un cospicuo fondo di manoscritti relativi alla compilazione delle cinque edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca in cui si trovano 19 volumi, 11 faldoni e 7 scatole di spogli lessicali e appunti per le prime quattro impressioni (1612, 1623, 1691 e 1729-38); 154 volumi e 23 faldoni di spogli lessicali e studi filologici per l’ultima edizione (1863-1923), interrotta alla voce ozono. Sono anche conservate, raccolte in fasci, le moltissime schede delle voci dalla lettera P alla Z, approntate per il completamento dell’impresa e non utilizzate a causa dell’interruzione dei lavori. Per la quinta edizione era stato previsto anche un Glossario (link con la storia della Crusca) che doveva raccogliere le voci “già morte, o strane, o plebee”, come è precisato nell’Avvertenza all’unico volume effettivamente pubblicato per le lettere A e B nel 1867; nell’Archivio sono conservate anche 36 scatole che contengono le schede per la continuazione del Glossario da CA a PELAIA. All’interno di questa sezione sono stati indagati due importanti settori: 1) tra le Osservazioni sul Vocabolario che vanno dal 1591 al 1738 sono state ritrovate e le prime “dichiarazioni di voci” fatte nel 1591 da Michelangelo Buonarroti il giovane, da Piero Segni, da Piero de’ Bardi ed altri e pubblicate a cura di Severina Parodi negli Atti del primo Vocabolario (Firenze, Sansoni 1974). 2) Sempre all’interno dei codici contenenti Osservazioni e spogli è stato individuato il lemmario dell’officina lessicografica del principe Leopoldo de’ Medici (1617-1675): di questo materiale è stato pubblicato l’Inventario (a cura di Severina Parodi, Firenze, Accademia della Crusca, 1975) e, recentemente è stato realizzato un data-base consultab
ile all
8217;interno del progetto La fabbrica dell’italiano (link con il lessico leopoldiano all’interno della Fabbrica dell’italiano).
4. Atti amministrativi
Il fondo degli Atti amministrativi che si compone di 30 faldoni di “Rescritti sovrani e Affari” dal 1812 al 1935 e di 4 faldoni di “Atti amministrativi” veri e propri che coprono il periodo dal 1885 al 1899.
5. Concorsi
Una raccolta di 169 opere manoscritte giunte all’Accademia per i Concorsi annuali (link con La fabbrica dell’italiano e con la storia della Crusca) indetti tra il 1810 e il 1835, che videro concorrente anche Giacomo Leopardi con le Operette morali nel 1830. Questa raccolta comprende opere per la maggior parte inedite con autografi di Antonio Cesari, Giovanni Domenico Rosini, Pietro Giordani, Giovan Battista Niccolini e di altri autori minori provenienti da varie regioni d’Italia con scritti anche di argomento scientifico. La parte manoscritta di questo materiale è consultabile in rete all’interno del progetto La fabbrica dell’italiano (link). Vi sono poi 18 faldoni di manoscritti e opere a stampa giunte alla Crusca per il concorso A.M. Rezzi che si tenne a partire dal 1891 e il cui ultimo premio è stato assegnato nel 1937.
6. Lezioni e commemorazioni
Lezioni, commemorazioni e rapporti del segretario a partire dal 1812 fino alla fine dell’Ottocento, sono contenuti in 5 faldoni. Questo materiale che raccoglie un totale di 234 manoscritti di cui 147 inediti, è adesso oggetto di catalogazione elettronica e prossimamente sarà immesso in rete.
7. Studi e carteggi
Vi sono poi 38 scatole con documenti, studi e carteggi di vari accademici dell’Ottocento e Novecento, tra i quali Giuseppe Sarchiani, Pietro Fraticelli, Cesare Guasti, Brunone Bianchi, Emilio Bechi, Flaminio Pellegrini e Amerindo Camilli.
8. Opere manoscritte
Nell’Archivio si trova poi un fondo di 147 opere manoscritte, di cui 12 risalgono ai secoli dal XIII al XV e molte risultano inedite. Di questo fondo è prevista una nuova catalogazione e l’inserimento nel fondo manoscritti della Biblioteca dell'Accademia della Crusca, con la possibilità di reperimento attraverso la consultazione del catalogo in rete dell’Accademia.
|
 |
|