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Resa di particolari fenomeni consonantici
La spirantizzazione viene segnalata solo quando è condotta, per le dentali, fino a esiti pronunciati (mangiaho, pataha; m’ha daho = mi ha dato), salvo dileguo riportato come tale (legaa = legata).
La resa chesto chi = questo qui; alle cattro = alle quattro, vuol restituire lo specifico contesto di riduzione del dittongo ua, ue (e la “normale” resa continua della velare sorda).
L’eventuale presenza di n dopo monottonghi con uscita in -u viene resa accorpando la nasale alla forma che la precede (sun questo = su questo; un tun sei = tu non sei).
Si è deciso di segnalare l’eventuale presenza dei seguenti esiti (diversamente) anomali rispetto alla tradizione fiorentina:
sonorizzazione di s intervocalica e di z iniziale fuori dai luoghi lessicali consuetudinari: la caSa (mentre non si segnala la sonora in parole dove localmente è tradizionale, come in viso), lo Zucchero (mentre non si segnala la sonora ad esempio in zanzara);
affricazione di s dopo liquida o nasale: inzomma, perzona (la segnalazione avviene solo in corpo di parola, per evitare fraintendimenti nella lettura: dunque, sempre un sacco);
depalatalizzazione della consonante laterale (l’altri, de l’altri, a l’altri).
Viene segnalata con accento arcinconflesso, perché rilevante pragmaticamente, la eventuale realizzazione palatale della sibilante preconsonantica (tu se’ propio štupido!).
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