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Non adozione
- Per la caduta di consonanti finali nei casi di pe = per, co = con (pe loro; co lui), entrambi seguiti da rafforzamento della consonante iniziale della parola seguente (si scrivono d’altra parte le forme articolate pella, colla e sim. , mentre si mantiene parallelamente la resa pe la, co la e sim. per eventuali esiti non assimilati). Le grafie pe’ e co’ infatti restano riservate alla composizione «per + i» e «con + i».
- Per la resa di particolari elisioni “lessicalizzate”: si ha così trascrizione secondo l’esito registrato nei casi di eccetra = eccetera, presempio = per esempio, propio = proprio.
- In casi in cui l’apostrofo non avrebbe consentito di recuperare informazioni sul segmento omesso nella pronuncia. Parallelamente a quanto succede per il fenomeno in corpo di parola, viene reso infatti il dileguo consonantico all’iniziale, con la precauzione, tuttavia, di indicare fra parentesi e in caratteri tondi il fonema omesso, in modo da facilitare la fruizione del testo. Si avranno così un ci (v)edo; ci (v)òle, ci (v)oléa; ha’ (v)isto; un ci (c)redo; bellino, (g)uarda!; (c)a(p)ito...; la (m)i’ mamma; la (m)i’ moglie; colpo (d)i telefono; (qu)i; (v)ò = vuole. Un altro tipo di ricostruzione fra parentesi tonda può riguardare segmenti più ampi, eventualmente omessi non per ragioni fonosintattiche ma per cambiamenti nella pianificazione del discorso legate alla struttura parlata delle esecuzioni: giudi(zio).
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