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Limitazioni parziali
[ Fenomenologia di confine di parola e uso dell'apostrofo ]

Limitazioni parziali

 

  • Nel quadro di una generale segnalazione dei segmenti omessi (tu m’ha’ ’nfinocchiato = mi hai infinocchiato), si sono localmente adottate soluzioni particolari, che tendono a evitare l’accumulo di apostrofi in presenza di più segmenti cancellati all’interno dello stesso segmento. Si può così avere da un lato la semplice soppressione di uno dei due segni (’ndo, e non ’ndo’ = dove [propriamente: in dove]), dall’altro la reintroduzione fra parentesi per motivi disambiguanti della forma scomparsa: la (m)i’ moglie = la mia moglie (v. anche sotto, nei casi di mancata segnalazione dell’apostrofo)

  • Si osservino le seguenti soluzioni grafiche per le forme rafforzanti quante = quanto, quande = quando, belle (quante / quande lui; belle mangiato), e si confrontino invece le soluzioni quant’ e’, quand’ e’ per le situazioni in cui non si ha rafforzamento sintattico (quant’e’ costa, quand’e’ piange); analogamente si avrà l’alternanza che / ch’e’ in ragione della presenza o meno di esiti rafforzati (questo che qui / quelli ch’e’ c’hanno). Per non appesantire la lettura si mantiene però la grafia del tipo forse torna, forse tornano senza segnalare la presenza del pronome soggetto e’ , obbligatoria in fiorentino (fors’e’ torna, fors’e’ tornano).

  • Alcune decisioni tengono conto di una sorta di convenzione ortografica corrente, anche a costo di veder irrigidita una fenomenologia non uniforme. L’adozione del già ricordato icché, per esempio, risente di una tradizione di scritture “vernacolari” che sembrano confermare la sostanziale lessicalizzazione di questa bandiera di fiorentinità (con possibilità comunque di grado tenue dell’occlusiva). Sempre per un fatto di lessicalizzazione, eventualmente anche solo tendenziale, si adotta la scrittura avoglia (invece di ha’ voglia), d’uso come modo esclamativo.



Adozione apostrofo
Non adozione apostrofo
Limitazioni parziali


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