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Lemma, definizione, fonti
Il lemma, seguito dall’indicazione sintetica della categoria grammaticale, è presentato in grassetto, in combinazione con il corsivo se si tratta di voce il cui uso e conoscenza sono state verificate in tutte e tre le aree di riferimento (lessico riferibile alle aree esperienziali individuate dai concetti ampi “Mangiare e bere” e “Difetti e qualità”).
La definizione fa riferimento esclusivo a quanto dichiarato dagli informatori: non ci sono dunque “interferenze” con la competenza del redattore.
Quando competenza e uso non risultano condivise (o non allo stesso modo) nelle tre aree, la definizione è preceduta dalla sigla che richiama l’area di indagine a cui essa fa riferimento (RI per Rifredi; SC per Santa Croce; SF per San Frediano). Non vengono in genere riportate dichiarazioni di frequenza d’uso o di desuetudine eventualmente proposte dagli intervistati, dal momento in cui non è parso opportuno riferire – almeno a livello di redazione della definizione – di riflessioni metalinguistiche oltretutto non sempre condivise dagli intervistati nel loro complesso. Giudizi di vitalità si sono invece proposti redazionalmente a proposito di ‘designata’ effettivamente non più attestati (duraio ‘venditore ambulante di duri di menta’).
I rinvii interni rimandano a voci ricavabili nei contesti che sono gli intervistati stessi a proporre.
Alla definizione e agli eventuali rinvii segue, a capo e graficamente isolato, l’indicazione della fonte da cui abbiamo ricavato originariamente il lemma (Giorgini-Broglio; altre fonti; parlato spontaneo).
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