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Intervista a Sara Mele
[ Lingua, cultura e democrazia ]

Sulle finalità e modalità di realizzazione di questo progetto di ricerca abbiamo intervistato Raffaella Setti (Accademia della Crusca) e Sara Mele (IRPET).
Proponiamo una parte dell'intervista a Sara Mele, coordinatrice del progetto per l’IRPET.

Dott.ssa Mele, sul piano culturale vi sono sviluppi e differenze rilevanti rispetto agli anni precedenti?

«Per quanto riguarda gli “analfabetismi emergenti”, riguardanti gli ambiti dell’informatica, della tecnologia e delle lingue straniere, è stata fatta un’analisi statica, tesa a fotografare la situazione attuale. Per quanto riguarda invece l’analfabetismo in senso stretto, in base all’analisi dei dati rilevati dai censimenti effettuati, la dinamica degli ultimi trent’anni dà conto del decremento del fenomeno».

Quanto tempo viene dedicato alla lettura?

«I dati più allarmanti emergono proprio dalle domande che mirano a verificare l’abitudine degli studenti alla lettura, evidenziando, relativamente alla popolazione toscana, gravi lacune, anche se marginalmente migliori rispetto alla popolazione media italiana. Questo fatto manifesta una deprivazione della cultura, data l’importanza che in tale ambito riveste appunto la lettura».

In quale modo ha influito sulla competenza linguistica degli studenti l’impiego degli strumenti informatici, e quale competenza delle lingue straniere hanno dimostrato gli intervistati?

«Premettendo che non esistono fonti informative sulla conoscenza delle lingue straniere e tenendo conto che i soggetti intervistati, in possesso di un diploma medio-superiore, non costuiscono un campione rappresentativo della nostra regione, si può notare che il risultato dell’indagine delinea complessivamente un quadro positivo, per quanto, a dire il vero, ci si potrebbe stupire che la percentuale di studenti che conoscono almeno una lingua straniera non sia pari al cento per cento. Ovviamente la lingua inglese è la più acquisita, e sicuramente l’impiego sempre più frequente di Internet ha contribuito alla sua diffusione».

Quale sarà, infine, il frutto di questa ricerca?

«Questa indagine parte da un’istanza della Regione Toscana, che si è interrogata sulla situazione attuale. C’è quindi, da parte nostra, l’augurio che i risultati della ricerca possano fornire utili spunti di riflessione per un ripensamento generale in alcune politiche educative e formative, come ad esempio il diritto allo studio».



Intervista a Sara Mele
Intervista a Raffaella Setti


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