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Il parere dei “testimoni dell’italiano”
I contesti proposti dagli informatori possono essere seguiti, in forma sintetica, da quelle indicazioni, ricavabili dai vocabolari-guida (De Felice-Duro; Palazzi-Folena; Zingarelli: siglati rispettivamente DFD, PF e Zing.), che costituiscono un indizio di debolezza delle voci nel panorama dell’italiano “senza aggettivi” (si pensi, accanto alle mancate attestazioni, alle etichette tosc.; lett.; raro; arc.; e così via), motivando in questo modo la selezione del materiale da sottoporre a inchiesta. Una casella a parte è riservata all’eventuale giudizio sulle voci proposta dal Grande dizionario italiano dell’uso (Gradit), la cui testimonianza è stata considerata per poter disporre di un parere più ampio e articolato sul grado di specificità che la lessicografia contemporanea attribuisce alle voci risultate in uso.
Nel caso in cui le voci (o le accezioni) siano assenti dai nostri repertori di riferimento dell’italiano (o da qualcuno di essi), la scheda non riporterà rimandi al repertorio in questione.
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