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Fenomenologia di confine di parola e uso dell'apostrofo
[ Accorgimenti ortografici ]

Fenomenologia di confine di parola e uso dell'apostrofo

 

La tendenza generale è quella di segnalare la caduta di segmenti.

Al fine di non creare eccessive difficoltà di lettura, non si rappresentano tuttavia i casi di rafforzamento consonantico in fonetica sintattica, salvo particolari esiti “lessicalizzati” (icché). D’altra parte, si hanno casi (es. a regola ‘evidentemente’) in cui non si hanno esclusivamente esiti interessati dal rafforzamento sintattico: nonostante la variazione si è adottata un’unica resa grafica.

 

Uso dell’apostrofo

Nella prospettiva in cui ci muoviamo l’uso dell’apostrofo è prima di tutto quello previsto dalla consuetudine scrittoria (anche “locale”) per segnalare cancellazione di segmenti (m’interessa, s’ammonticchia, s’è, ’sta; i’ [= il], e’ per rappresentare art. pl. e pron. sogg.). L’apostrofo manca nei casi di troncamento, dove non è previsto dall’ortografia italiana corrente (diventan, abbassar, far, parlar, son, v(u)ol).



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