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Documenti e altre informazioni dirette
[ Per una storia degli incunaboli ]

Si può presupporre la costituzione di un fondo librario di manoscritti e stampe sin dai primi anni di vita dell’Accademia, anche se di consistenza, per così dire, “oscillante” (1). A supportare tale ipotesi concorrono anche alcuni documenti d’archivio, il primo dei quali risalente alla metà del 1600, che ci ragguagliano su quali fossero i libri posseduti dalla Crusca e che ci hanno aiutato nell’identificazione, quando possibile, degli incunaboli attualmente presenti in biblioteca (2):

  1. Quadernetto contenente una lista di libri appartenenti alla Crusca, datato 1688-1696, le cui ultime due carte di mano di Alessandro Segni (3).
    Delle edizioni riconducibili al nostro fondo si menzionano: un Pungilingua di Domenico Cavalca donato da Carlo Dati all’Accademia, un Thesaurus Pauperum di Pietro Ispano donato dal Ripieno (Benedetto Buonmattei), e una non meglio specificata edizione della Divina Commedia con il commento di Landino.
  2. Indice dei libri che si trovano nell’Accademia, diviso per scaffale, datato 1698-1699, compilato da Giovan Battista Compagni (4).
    Delle edizioni riconducibili al nostro fondo si menzionano: Prediche del Savonarola (I scaffale), di nuovo il Pungilingua di Domenico Cavalca (II scaffale) e il Lexicon greco-latino di Johannes Crastonus (III scaffale).
  3. Quadernetto contenente l’indice dei libri dell’Accademia nel 1728 compilato da Andrea Alamanni (5).
    Delle edizioni riconducibili al nostro fondo si menzionano: Prediche del Savonarola, Lexicon greco-latino di Johannes Crastonus e il Pungilingua di Domenico Cavalca.

Risulta evidente che i documenti a nostra disposizione non consentono di risalire esattamente agli esemplari di riferimento: si è pertanto optato per un confronto sistematico all’interno del catalogo odierno, per individuare se gli incunaboli del fondo siano o meno identificabili con quelli menzionati nei documenti, partendo dal presupposto che la mancanza di edizioni alternative all’interno della biblioteca e precedenti alla stesura del documento deponga a favore della coincidenza con gli esemplari in esso citati. Del Pungilingua del Cavalca (Inc. 6), oltre l’incunabolo sono presenti due edizioni, una settecentesca (6) e l’altra ottocentesca (7), per cui l’esemplare a cui si fa riferimento nell’inventario del 1688 e che ritroviamo anche nei tre documenti successivi potrebbe essere con buona approssimazione quello regalato dal Dati.
Anche il Thesaurus pauperum di Pietro Ispano (Inc. 33), che è menzionato soltanto nella seconda lista, rimane a tutt’oggi l’unica edizione in Biblioteca, per cui anche in questo caso potrebbe trattarsi proprio dell’esemplare donato dal Buonmattei. L’unicità dell’esemplare presente in biblioteca depone anche a favore del Lexicon greco-latino (Inc. 20) per la sua identificazione con quello dell’inventario compilato dal Compagni, e ne suggerisce l’acquisizione al fondo dell’Accademia nell’arco di tempo compreso fra la stesura del secondo e quella del terzo documento. Meno definita la situazione per quanto riguarda le Prediche del Savonarola, dato che in Biblioteca è presente, in aggiunta ai due incunaboli (Inc. 19 e Inc. 38), anche un’edizione del 1544 (8); lo stesso avviene per la Commedia di cui, oltre ai quattro incunaboli (Inc. 12, Inc. 13, Inc. 14 e Inc. 21), si ha un’edizione veneziana del 1578 dei Sessa (9).

Fra le prove dirette di individuazione della provenienza di alcuni incunaboli vanno poi considerati le note di possesso e i timbri apposti nelle carte iniziali dei libri. In questo modo si individua la provenienza da conventi soppressi di un quarto degli incunaboli presenti nel fondo: Domenico Cavalca, Frutti della lingua (Inc. 9); Dante, Il Convivio (Inc. 11); Dante, la Commedia (Inc. 13, Inc. 14 e Inc. 21); Leone Magno, Sermones et Epistolae (Inc. 16); Vincentius Bellovacensis, Speculum morale (Inc. 27); Vincentius Bellovacensis, Speculum historiale (Inc. 28-29); Vincentius Bellovacensis, Speculum naturale (Inc. 30-31); Francesco Berlinghieri, Geografia (Inc. 34); Vincentius Bellovacensis, Speculum Doctrinale (Inc. 37) (10).

Note:

1 A dei libri lasciati alla Accademia dallo Stritolato si fa già riferimento in un verbale del 1592 (Arch. Cru., Diario a1, c. 182).
2;Non sono stati presi in considerazione gli inventari riguardanti manoscritti, documenti, e libri non pertinenti al fondo studiato.
3 Arch. Cru., Carte Segni, fasc. 44.
4 Arch. Cru., Carte Segni, fasc. 45.
5 Arch. Cru., Carte Segni, fasc. 47.
6 Domenico Cavalca, Pungilingua, Roma, Antonino De’ Rossi, 1751 (BAC, Cit. C. 3.4.).
7 Domenico Cavalca, Pungilingua, Milano, Giovanni Silvestri, 1837 (BAC, Cit. C.9. 24).
8 Girolamo Savonarola, Prediche sopra il Salmo Quambonus Israel Deus…, s. l., s. t., 1544 (BAC, 2.8.12).
9 Dante con l’espositioni di Christoforo Landino…, Venetia, Giovanbattista Marchiò Sessa et fratelli, 1578 (BAC, Rari.a.12).
10 È interessante notare che tutte le opere di Vincent de Beauvais giungono dal Convento della SS. Annunziata.



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